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L'Italia quaggiù

L'Italia quaggiù
L'Italia quaggiù
Maria Carmela Lanzetta e le donne contro la 'ndrangheta
- disponibile anche in ebook
Edizione: 2013
Collana: i Robinson / Letture
ISBN: 9788858105184
Argomenti: Attualità politica ed economica, Attualità culturale e di costume
  • Pagine: 138
  • Prezzo: 15,00 Euro
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In breve

Un giorno, tra qualche anno, in una strada qualsiasi della Calabria, Denise, figlia di un boss, e Federica, figlia di una sindaca, potrebbero incontrarsi, parlarsi, e perfino capirsi. Quel giorno la ’ndrangheta sarà finita.

Alba del Corpus Domini 2011, statale Ionica, Locride. Davanti alla farmacia di Maria Carmela Lanzetta bruciata da un incendio appiccato da quattro picciotti delle cosche, si mettono in fila le donne di Monasterace, con strofinacci, acqua e detersivo: per salvarle il salvabile, ripulire ciò che resta della bottega di questa farmacista che s’è fatta sindaca e ha sfidato crimine e corruzione con la semplicità e il buonsenso d’una madre. «Come vi potrò ripagare?», chiede lei. «Già ci avete ripagato», rispondono loro. Il libro è la cronaca d’un faticoso viaggio nella primavera delle donne calabresi, dentro la ribellione delle ‘pentite’ di ’ndrangheta e il coraggio di molte madri e figlie, spose e sorelle di dire infine ‘no’, giorno per giorno, alle regole arcaiche d’un universo omertoso e misogino. Una cronaca raccontata attraverso gli occhi e la storia di Maria Carmela Lanzetta, sindaca di Monasterace, che ha subìto due attentati mafiosi per il solo azzardo di avere riportato legalità e normalità nel piccolo comune del reggino che governa dal 2006.
La vicenda di questa tenace amministratrice calabrese s’intreccia con quella di altre donne come lei: da Elisabetta Tripodi, sindaca di Rosarno, sotto scorta come Lanzetta e minacciata dai clan egemoni del paese, a Katy Capitò, giudice per le indagini preliminari di Locri; da Giuseppina Pesce a Maria Concetta Cacciola, fino a Lea Garofalo, torturata e uccisa per avere denunciato il suo compagno ’ndranghetista.

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Commenti  

 
+1 # 30-01-2013 17:52
Non c’è bisogno di boicottare il libro di Buccini “L’Italia quaggiù”, perché basta leggere le pagine dedicate al sindaco di Monasterace per perdere la voglia di continuare, colti dallo stupore e dallo sconcerto nel constatare che un giornalista apprezzato, qual è l’autore, ne esce sfigurato per avere preso un abbaglio clamoroso, avendo fatto della vicenda Lanzetta, simile a quella di tanti altri sindaci della Calabria, una storia romanzata , infarcita di banalità, sciocchezze e bugie. Siccome la Lanzetta non ha altre medaglie da appuntarsi sul petto di eroina dell’antimafia, ha raccontato all’ ingenuo giornalista la prodezza della cacciata dalle scrivanie dell’ufficio tecnico l’imprenditore “ in odore di mafia” , un onesto lavoratore incensurato, invitato dalla stessa responsabile dell’Ufficio tecnico a sedersi per compilare una fattura , al quale pochi mesi prima era stato affidato un pronto intervento di € 40.000,00 (quarantamila).
Buccini individua, da “acuto investigatore”, nei signori del paese i mandanti dell’incendio della farmacia “ magari per convincerla a lasciare perdere l’idea di presentarsi alle nuove elezioni”, dimenticando che poco prima ha scritto che il 15 maggio aveva rivinto le amministrative.
Imbroglia il lettore ignaro quando non fa risultare sul lenzuolo parlante la scritta “ sindaco ridacci la piazza”per travisarne completamente il significato, in modo da farla apparire come un’intimidazion e al sindaco di non sparlare di noi. L’indignazione dell’autore dell’iniziativa del lenzuolo ci trova pienamente solidali, perché l’interpretazio ne che Buccini ha dato offende la dignità e l’onore dell’intera cittadinanza di Monasterace, che si tutelerà in sede legale.
L’autore è in mala fede perché sa bene che l’iniziativa era scaturita dall’assurda decisione del sindaco di demolire l’unica piazza, restaurata da pochi anni, nel 2005, dalla precedente amministrazione , una meravigliosa terrazza sul mare, di cui gli era stata fornita dal sottoscritto anche la documentazione fotografica quando su sua richiesta ci siamo incontrati, a giugno 2012. In quella occasione ha voluto conoscere la mia opinione sulle vicende del Paese, sicchè ho avuto modo di sostenere con forza che Monasterace non merita di essere menzionato come il comune dove il sindaco vive sotto assedio della mafia contro cui sarebbe costretta a combattere ogni giorno.
Gli ho chiarito che lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio comunale nel 2003 era stato annullato dal TAR con una motivazione insuperabile che per noi e per tutti deve fare testo, ma mi accorgo che ancora insiste sullo scioglimento come se la decisione del Tribunale per lui non avesse alcun valore.
Gli ho fornito un’ampia documentazione sulla cattiva gestione del sindaco Lanzetta, per dimostrare che l’indignazione dei cittadini nasce dai guasti provocati al Paese, che è stato dotato in passato di servizi e di infrastrutture di primordine, ma che ora trovasi in uno stato di estremo degrado a causa delle sue scelte sbagliate, frutto di improvvisazione , pressappochismo , incompetenza e scarsa cura dell’interesse pubblico.
Invitiamo l’autore del libro a venire a Monasterace per partecipare ad un pubblico dibattito dove avrà modo di conoscere il vero volto del paese, una comunità civile, democratica e libera che ha grande voglia di reagire alle umiliazioni e alle mortificazioni subite a seguito delle note tristi vicende.
Cesare De Leo
 
 
-1 # 31-01-2013 15:15
La Casa editrice respinge con forza le accuse mosse all’autore, Goffredo Buccini, da Cesare De Leo.

Il Sig. De Leo è stato intervistato da Buccini e la sua versione dei fatti è ampiamente riportata nelle pagine 57-62 del libro (ben 6 pagine). Chiunque può leggerla e farsene un’opinione propria.

La Redazione
 
 
0 # 31-01-2013 14:49
Egregio Sig. Goffredo Buccini,
dalla recensione di Aldo Cazzullo del suo libro apparsa sul CorSera del 25 gennaio u.s. apprendo con vivo stupore che Lei è venuto nel paese dove abito e che ha sostato così tanto da scrivere quelle pessime impressioni dell'ambiente e dei luoghi di Monasterace. Ma lei ci è mai venuto a Monasterace? Ci ha mai incontrati e conosciuti? Se così non è stato le sue sono solo invenzioni malevoli. Per parlare male di un luogo non ci vuole molto e un Cazullo qualsiasi basta e avanza. Oppure, Sig. Buccini, di Monasterace ne sa quelcosa perchè ne ha parlato con la Lanzetta? Se è così comprendiamo il penoso caso editoriale di cui Lei ne è l'autore.
 
 
0 # 03-02-2013 18:37
Scusate ma Monasterace e Monasterace marina sono lo stesso comune?
 
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