Password dimenticata?

Registrazione

Home > Catalogo > Schede > Consumo, dunque sono

Consumo, dunque sono

Consumo, dunque sono
Consumo, dunque sono
trad. di M. Cupellaro
Edizione: 20093
Collana: i Robinson / Letture
ISBN: 9788842084440
Argomenti: Attualità culturale e di costume, Sociologia della cultura
  • Pagine: 208
  • Al momento non disponibile presso il nostro magazzino

In breve

Consumiamo ogni giorno senza pensare, senza accorgerci che il consumo sta consumando noi e la sostanza del nostro desiderio. È una guerra silenziosa e la stiamo perdendo.

C’era una volta la ‘società dei produttori’, epoca di masse e di regole vincolanti. Di sicurezze, stabilità, durata nel tempo. Quel mondo si è sfaldato e al suo posto regna la ‘società dei consumatori’, il cui valore supremo è il diritto/obbligo alla ‘ricerca della felicità’, una felicità istantanea e perpetua che non deriva tanto dalla soddisfazione dei desideri quanto dalla loro quantità e intensità. Eppure, dice Bauman, rispetto ai nostri antenati noi non siamo più felici. Al contrario, siamo alienati, isolati, prosciugati da vite frenetiche e vuote, costretti a prendere parte a una competizione grottesca per la visibilità e lo status in una società che vive per il consumo e trasforma tutto in merce. Noi inclusi, utili vittime di una frustrazione irrisolvibile. Ciononostante stiamo al gioco e non ci ribelliamo, né sentiamo alcun impulso a farlo. Con acume tagliente, Zygmunt Bauman chiama ognuno di noi a ripensare la crisi e il senso di impotenza che ci attanagliano.

Indice

Introduzione. Ovvero, il segreto meglio custodito della società dei consumi - 1. Consumismo e consumo - 2. Una società di consumatori - 3. La cultura consumistica - 4. Vittime collaterali del consumismo - Note - Indice dei nomi e delle cose notevoli

Leggi un brano


«Consumare» significa dunque investire nella propria appartenenza alla società, che in una società di consumatori significa «vendibilità»: l’acquisizione di caratteristiche per cui esista già una domanda di mercato, o la trasformazione di caratteristiche che già si possiedono in merci per le quali si può continuare a creare domanda. La maggior parte dei prodotti di consumo offerti sul mercato deriva la loro attrattiva, e il potere che ha di chiamare a raccolta consumatori entusiastici, dal suo vero o presunto valore d’investimento, reclamizzato apertamente o suggerito indirettamente. La promessa di accrescere l’attrattiva nei confronti dell’acquirente (e con essa il prezzo di mercato) è scritta a chiare lettere, o almeno fra le righe, nei prospetti informativi di qualsiasi prodotto, compresi quelli che in apparenza si acquistano solo o soprattutto per deliziare il consumatore: il consumo è un investimento in qualsiasi cosa contribuisca al «valore sociale» e all’autostima dell’individuo.

Nella società dei consumatori lo scopo principale o determinante del consumo (sebbene quasi mai dichiarato in modo tanto esplicito, e ancor meno discusso a livello pubblico) non è sopperire ai bisogni, ai desideri e alle carenze del consumatore, ma è la sua mercificazione o ri-mercificazione: innalzare lo status dei consumatori a quello di merci vendibili. Per questo motivo, in ultima analisi, il superamento del test del consumatore è condizione necessaria per essere ammessi a far parte della società che è stata rimodellata a somiglianza del mercato. Il superamento del test è condizione preliminare non contrattuale di tutti i rapporti contrattuali che formano la trama delle relazioni che va sotto il nome di «società dei consumatori», e di cui quegli stessi rapporti sono intessuti. È questa condizione preliminare, che non prevede eccezioni e non tollera rifiuto, a saldare il complesso delle transazioni di vendita e di acquisto in una totalità immaginata o, più precisamente, a consentire che quel complesso venga vissuto come una totalità chiamata «società» – entità cui è possibile ascrivere la capacità di «fare richieste» e di costringere gli attori a obbedirvi – rendendo possibile attribuire ad essa lo statuto di «fatto sociale» nel senso inteso da Durkheim.

Chi fa parte della società dei consumatori è a sua volta un prodotto di consumo, ed è tale sua caratteristica a sancirne realmente l’appartenenza alla società. Essere e restare un prodotto vendibile è la motivazione più potente delle preoccupazioni del consumatore, sebbene ciò avvenga di solito in modo latente, e solo in pochi casi consapevole o esplicitamente dichiarato. L’attrattiva dei beni di consumo, oggetto attuale o potenziale del desiderio che a sua volta innesca l’azione dei consumatori, tende a essere valutata in base all’efficacia nel far salire il prezzo di mercato del consumatore stesso. Farsi «prodotto vendibile» è un’attività «fai da te» e un dovere individuale: farsi, non semplicemente divenire, è la sfida e il compito.

comments powered by Disqus

Ricerca

Ricerca avanzata

Catalogo

Edizione:
Collana:
ISBN:
Argomenti:

copia il codice seguente e incollalo nel tuo blog o sito web:

torna su