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Celacanto - Collana Laterza per Ragazzi


CELACANTO - Collana Laterza Ragazzi

CELACANTO
La collana Laterza per ragazzi

Parole da leggere, in silenzio o ad alta voce, storie da vedere, mondi da esplorare

CELACANTO è la collana per ragazzi degli Editori Laterza. Una collana pensata per parlare di storia senza mai perdere il gusto del racconto, dell’avventura, dell’immaginazione. Alcuni tra i migliori storici e scrittori italiani e internazionali raccontano le vicende, i personaggi, i popoli del passato, le grandi esplorazioni e le scoperte scientifiche, catturando l’attenzione e la fantasia dei piccoli lettori. Le illustrazioni sono firmate da disegnatori di grande prestigio.


Il Celacanto - Collana Laterza per ragazzi



La guerra di Martina

Paola Soriga
La guerra di Martina
Illustrazioni di Lorenzo Terranera

È una bella domenica di aprile e nonna Tina sta raccontando l’avventura partigiana che ha vissuto da bambina ai nipotini Tommaso e Martina, che ascoltano col fiato sospeso. Le esplorazioni dei colli intorno Pavia, il fratello Giovanni e gli altri partigiani, la pericolosa banda dei fascisti, la casa infestata dai fantasmi immersa nella campagna. E una missione da portare a termine con l’amico Simone e il fedelissimo cane Paco: ritrovare una preziosa cassa lanciata in volo dagli aerei americani ai partigiani che sembra essere scomparsa nel nulla.

«Io e Simone continuavamo a fare le nostre passeggiate, dopo che avevamo aiutato con il lavoro nelle nostre cascine, ora sapevamo molte più informazioni ed era più facile e divertente giocare ai partigiani. Era già quasi estate, gli alberi erano folti e lucidi e davano ombra a uomini e animali. Una notte, finalmente, i cani si erano messi ad abbaiare e la mamma si era affacciata: in mezzo all’aia c’erano Giovanni e il Brando, un ragazzone di una cascina vicina con poca terra e tanti figli, che aveva pochi anni in meno di Giovanni ma era così grande e grosso che sembrava il doppio di lui. Avevano detto che stavano bene e che avevano il comandate migliore di tutti. Non si erano lamentati di niente ma tutti noi vedevamo che erano magri, sporchi, gli scarponi tenuti assieme con delle corde. Poi il Brando se n’era andato a casa sua, sarebbe ripassato dopo poche ore a prendere Giovanni. Noi avevamo cenato, Giovanni aveva bevuto il vino con i grandi. Non aveva raccontato niente della vita che faceva e, nonostante io gli chiedessi con insistenza almeno una storia, si era limitato a dire dov’era la cascina in cui stavano lui e gli altri partigiani. Poi aveva voluto sapere di noi e così aveva parlato soprattutto la mamma, fino a che se n’era andato di nuovo. Dalla finestra l’avevo guardato camminare, raggiungere l’amico, sparire nel buio del tornante, con la luna piena che brillava in alto.»

Paola Soriga, scrittrice, ha pubblicato per Einaudi Dove finisce RomaLa stagione che verrà.

Lorenzo Terranera è pittore, scenografo e illustratore.




Spaghetti e pomodori

Massimo Montanari, Roberto Piumini
Spaghetti e pomodori
Illustrazioni di Allegra Agliardi

«Io solo so dove e quando sono nati gli spaghetti. Me l’ha rivelato un vecchio marinaio, quando navigavo come mozzo sul mare di Giava…»
La storia del piatto più buono al mondo attraverso l’Italia, la Cina, il Messico, la Spagna, il Medio Oriente.

«Chi dice che gli spaghetti sono nati in un luogo del mondo, chi dice in un altro: io solo so dove e quando sono nati. Me l’ha rivelato un vecchio marinaio, quando navigavo come mozzo sul mare di Giava. Bisogna sapere che l’imperatore cinese Han Chu San, vissuto mille anni fa, quando in nessun luogo del mondo esisteva la pasta, era appassionato del gioco dello shangai. Era anche bravissimo: ogni anno sfidava il miglior giocatore dell’impero. Un anno si presentò al palazzo Ho Tan Si. L’imperatore e Ho Tan Si cominciarono a giocare con gli shangai di grano in silenzio. L’imperatore disse: “Ho Tan Si, possiamo fare due cose: o contare gli shangai, per vedere chi ha vinto la partita, o mischiarli e gettarli in una pentola piena d’acqua bollente, che il cuoco del palazzo ha preparato”. Il magrissimo Ho Tan Si fece un piccolo inchino. Allora l’imperatore fece un cenno ed entrò il cuoco imperiale con molte ciotole su un grande vassoio: ciotole di sale, olio, sugo di carne, di soia, di verdure di ogni colore e sapore, e peperone, zafferano e molte altre delizie. Gli shangai della partita finirono nella pentola e, sopra il vapore dell’acqua che bolliva, i volti di Han Chu San e di Ho Tan Si sorridevano.»

Massimo Montanari è il più famoso storico dell’alimentazione in Europa. Insegna Storia medievale e Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna, dove è anche direttore del Master “Storia e cultura dell’alimentazione”.

Roberto Piumini è uno scrittore di successo. Ha pubblicato fiabe, racconti, romanzi e poesie per l’infanzia.



Christine e la città delle dame

Silvia Ballestra
Christine e la città delle dame
Illustrazioni di Rita Petruccioli

La città delle dame è popolata dalle più grandi donne del passato: regine, artiste, guerriere, sante, scienziate. A costruirla, con la leggerezza della penna e con la forza dell’intelligenza, è Christine, la prima scrittrice professionista della storia.

Si sta facendo sera e una giornata del 1404 volge al termine. Christine è molto stanca, scrive libri apprezzati e dirige una bottega in cui si copiano grandi volumi (la stampa non è ancora stata inventata). Avvolta nel suo abito blu, si vuole svagare un po’ dopo tanto lavoro e prende in mano il primo libretto che trova sul tavolo… Ma che orrore, quando lo legge! È l’ennesimo testo che se la prende con le donne, descritte come lagnose e piene di vizi. Christine è triste: sa bene che esser donna non significa esser debole. Ma ecco, dal fondo della stanza, un misterioso chiarore. Sono tre magnifiche dame, radiose, dal portamento maestoso: «Christine, siamo qui per dirti che sta per nascere una città, un luogo ove le donne possano ritrovarsi e difendersi dai tanti attacchi insensati. Prendi la tua penna, e usala come una cazzuola. Le storie di donne insigni saranno fondamenta e mattoni, mura e palazzi. Ascolta e scrivi di Semiramide, di Cassandra, di Didone, di Saffo, di Lucrezia, della Vergine Maria e di molte altre… Vedi, Christine, che non sei sola? La città delle dame è bella, forte e popolata.»

Silvia Ballestra è scrittrice di racconti, romanzi e saggi, più volte premiata. I suoi libri sono stati pubblicati dai maggiori editori italiani.

Rita Petruccioli è tra le più promettenti illustratrici italiane dell’ultima generazione.



Leonardo e la marea

Samantha Bruzzone, Marco Malvaldi
Leonardo e la marea
illustrazioni di Desideria Guicciardini

Un parallelo tra l’attrazione delle masse in senso fisico e il legame tra due cuori innamorati. Un racconto senza peso per affrontare con la grazia dell’infanzia due immensi misteri, l’amore e la marea.

Leonardo ha cinque anni e, come tutti i bimbi, ama chiedere perché. Un giorno, sulla spiaggia, una spiegazione maldestra della mamma mette in moto ragionamenti imprevisti. La domanda è semplice: “Perché sulla spiaggia ci sono tutti questi legnetti?” “Perché c’è la marea. Di notte il mare sale e deposita i legnetti sulla spiaggia”. “E perché c’è la marea?” “Vedi, Leonardo”, risponde la mamma, “è il mare che di notte porta tutti questi tesori alla luna… L’unica cosa che vede è la luna, e così se ne innamora.”
La favoletta che arriva in risposta sottovaluta però le capacità di analisi e la fantasia del bimbo. Nella mente di Leonardo nascono molti altri perché, tutti enormi, come la distanza tra la Terra e la Luna: perché il mare è innamorato della luna? Perché le cose pesanti si attraggono? Perché c’è la gravità?
Un coro di personaggi balneari condurrà inconsapevolmente Leonardo a capire come sia impossibile descrivere i semplici sentimenti che ci governano mentre, usando la sabbia e lo spazio tra gli ombrelloni, la mamma spiegherà in modo semplice gli astrusi fenomeni naturali che regolano il mondo. Con gli occhi di Leonardo conosciamo un’interpretazione poetica della forza di gravità e un’indagine scientifica dei sentimenti e vediamo, con la stessa chiarezza serena dell’estate, che è un peccato imperdonabile smettere di chiedersi perché.

Marco Malvaldi
esordisce nel 2007 con la serie di gialli sui vecchietti del BarLume e da allora è in vetta alle classifiche della narrativa italiana. È uno scrittore ed è un chimico. Per i nostri tipi ha pubblicato, con Dino Leporini, Capra e calcoli. L’eterna lotta tra gli algoritmi e il caos (2014).

Samantha Bruzzone
, ex ricercatrice chimica, è corresponsabile di numerosi libri di Malvaldi.

Desideria Guicciardini ha iniziato a illustrare nel 1976 e ha pubblicato con tutti i maggiori editori italiani. Nel 2014 ha vinto il Premio Andersen

Lisette e la scoperta dei dinosauri

Valeria Conti, Giacomo Scarpelli
Lisette e la scoperta dei dinosauri
illustrazioni di Lucia Scuderi

Domenica, 3 Aprile 1807. La piccola Lisette avanza nella grotta al lume tremolante della lanterna.  Si ode soltanto il gocciolare delle pareti e lo scricchiolio  dei suoi zoccoli di legno sul terriccio. La ragazzina è convinta che in un tempo antichissimo in quella cava  di gesso si rintanassero i mostri e i draghi delle fiabe.  Anche se non è la prima volta che vi penetra, freddi brividi le corrono lungo la schiena ossuta. Poi lo vede. L’occhio di pietra la fissa come fosse ancora vivo. Sono milioni di anni che nessuno aveva più visto quella lunga testa con una c resta in cima.

Figlia di uno scavatore di gesso, Lisette è una ragazzina sveglia e sventata che non ha paura di avventurarsi nella miniera di Montmartre, popolata da creature misteriose: draghi imprigionati nella pietra che a colpi di martello e scalpello libera e rivende ai ricchi parigini. Ma stavolta il cliente è diverso, un uomo di scienza, è Georges Cuvier l’acquirente d el testone,  i l pioniere dell’affascinante studio sui resti di creature vissute milioni di anni fa. Colpito dall’intraprendenza e dall’ingegno brillante di Lisette, Cuvier la prenderà sotto la sua ala e le insegnerà a ricostruire uno scheletro da un singolo osso.  Così la ragazzina crescerà conoscendo il significato delle parole ‘evoluzione’ ed ‘estinzione delle specie’, incontrerà personaggi curiosi  e leggendari, come il professor Buckland, grande cacciatore di creature preistoriche, e potrà studiare  l o scheletro del Megalosauro, il primo dinosauro mai rinvenuto

Valeria Conti ha svolto attività di traduttrice e adattatrice di dialoghi di film e telefilm. Si è avvicinata al linguaggio per bambini adattando molti film per l’infanzia e molte serie di cartoni animati. Ha pubblicato libri per ragazzi e ha vinto il Premio Il castello volante e  il Premio Mariele Ventre

Giacomo Scarpelli, sceneggiatore e autore, tra l’altro, di testi per ragazzi, insegna Storia della filosofia all’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha firmato con il padre Furio numerosi copioni, tra cui Il postino, che li ha candidati all’Oscar,  e Opopomoz. Ha vinto numerosi premi.

Lucia Scuderi ha scritto e illus trato più di 40 libri per bambini, alcuni pubblicati in Svizzera, Germania, Stati Uniti, Francia, Spagna, Giappone, Slovenia, Paesi Bassi.  Ha esposto in mostre prestigiose in Italia e all’estero e ha vinto numerosi premi, tra cui l’Andersen del 2004

Portico d'Ottavia

Anna Foa
Portico d'Ottavia
illustrazioni di Matteo Berton

Dietro gli oggetti familiari di tutti i giorni, come la nostra casa, ci sono una, dieci, cento storie del passato. Abito in un vecchio palazzo del ghetto di Roma, c’è stato un giorno terribile tra queste mura nell’ottobre del 1943. Cos’è successo? Chi viveva qui?

C’è qualcosa nell’aria questa mattina, le finestre sbattono per il vento, le imposte s’impigliano di continuo nella tenda. Si apre la porta, entra una ragazzetta magra. “Anna”, mi dice, “se vuoi sapere com’è andata quel giorno dell’ottobre 1943, te lo racconto io: io c’ero”. Ha l’incarnato fresco di una bambina di dodici anni, gli occhi intelligenti e miti, un’aria antica. “Com’è possibile?”, le chiedo, “sei un fantasma?”. Lei ride, una risata cristallina. “Sono Costanza, a casa tua ci abitavo. Ma era tutta diversa. Vedi: lì dove c’è il tappeto c’era il tavolo rotondo di legno scuro, e su quella parete che ora è vuota, c’era il comò con le foto dei parenti. Ma ora vieni con me. Alzati”.

È scattante sulle gambe agili, mi prende per mano: andiamo giù per le scale, fino al cortile e poi porta dopo porta, in un viaggio nel tempo. Mi racconta di quel giorno, di ciascuna famiglia, di chi fu preso dai nazisti e di chi invece riuscì a scappare. Il silenzio, dopo la razzia, fra queste mura è rimasto a lungo. Poi a poco a poco la vita è rifiorita e i bambini sono tornati a schiamazzare nel cortile. E Costanza, chi è quella misteriosa bambina?

Anna Foa insegna Storia moderna all’Università di Roma La Sapienza. Si è occupata di storia degli ebrei, di storia della cultura nella prima età moderna, di storia della mentalità.

Matteo Berton è tra i più promettenti illustratori italiani.


Il piccolo Cesare

Giusto Traina
Il piccolo Cesare
Illustrazioni di Mariachiara di Giorgio

«Miei prodi…», mormora il piccolo Cesare: «entriamo dentro il cuore di Roma!» Sìììì, gridano tutti. E nemmeno loro sanno bene perché. Ma che cos’è? La vedete anche voi? Un’ombra più nera nel nero dell’antro che Cesare sta attraversando…

“Circa novant’anni prima della nascita di Gesù, è questo il tempo della nostra storia. Gaio Giulio Cesare è un bambino di sette anni, vive a Roma, la più grande città del mondo. Lo aspetta un futuro di gloria, conquisterà terre lontane, sarà venerato dai suoi uomini, sarà pretore, console, imperatore, vincerà il vincibile, arriverà ai confini della terra. Ma intanto è un ragazzino come tutti gli altri, è ancora piccolo per fare la guerra ma abbastanza grande per guidare una banda di compagni. Il coraggio non gli manca. Anche se si tratta di affrontare un leone che si aggira libero per la città e il suo ruggito fa tremare. Come potrebbe avere paura? Lo aspettano un destino di battaglie, le legioni romane, le grida dei pirati, la resa dei nemici, il mantello del condottiero, il freddo della Germania e il caldo dell’Egitto.”

Il piccolo Cesare racconta la vita di un bambino nella Roma dell’ultimo secolo avanti Cristo, la sua educazione, i suoi giochi, le sue avventure tra le strade della città. È ispirata alla vita di Gaio Giulio Cesare (101 a.C. circa-44 a.C.), uno dei più importanti personaggi storici di sempre. Di Cesare piccolo seguiamo le imprese, coraggiose e audaci come quelle che lo vedranno protagonista da grande. Dell’adulto scopriremo le battaglie, le vittorie in Gallia, l’inestinguibile rivalità con Pompeo, la sfida del Rubicone, le conseguenze dell’ambizione smisurata, del potere e della conquista.

Giusto Traina è professore di Storia Romana all’Università di Parigi 4, la Sorbona.

Mariachiara Di Giorgio ha illustrato molti libri, tra i quali alcuni volumi dell’Enciclopedia delle favole di Gianni Rodari.



Ivar e Svala fratelli vichinghi

Franco Cardini
Ivar e Svala, i fratelli vichinghi
Illustrazioni di Lucio Villani

«Guardatelo, il piccolo vichingo, già di fronte al mare al primo albeggiare, con il villaggio ancora occupato nel primo risveglio… È fermo nella luce, in attesa di suo padre e del futuro che lo aspetta… È un bambino pieno di storie, immobile su una spiaggia: mentre il mare si allarga, si allarga sempre di più davanti a lui, e la vista del Mondo gli si fa a ogni onda più chiara.»

È notte, l’oceano è in tempesta. Una nave vichinga, un knarr, sembra non tenere più il mare, su giù sballottata tra onde alte come montagne. Catbomb! Pataflash! Nonostante il subbuglio e le urla degli uomini, Ivar e Svala dormono tranquilli nella pancia della nave. Sono lì perché il padre sta andando in guerra e vuole metterli al sicuro, affidandoli al suo amico Fulberth. A migliaia di chilometri da casa, i bambini dovranno cavarsela da soli.

«Questa è la storia di Thor il Divino, di quando Thrymm, il ‘Gigante Frastuono’, rubò al figlio di Odino il Martello»: così racconta Fulberth, il vecchio cantastorie, a Ivar e Svala. E un mondo si spalanca davanti ai loro occhi: l’epopea del popolo vichingo, i viaggi, le avventure, dalla Svezia e dalla Norvegia le conquiste giù verso il sud, in Scozia, in Inghilterra, in Francia. Ma che terra è quella dove sono finiti? Cosa significa essere figli di un popolo guidato dal mare e attratto dalla terra?

Ivar e Svala sono due bambini vichinghi che sbarcano dopo un lungo viaggio in mare sull’Isola di Terranova. Insieme a loro scopriremo la storia del popolo vichingo: la maestria nella lavorazione dei metalli, la tradizione dei miti e delle divinità, l’arte della navigazione, le conquiste per mare, le esplorazioni transoceaniche. Le avventure dei due fratellini si ispirano a una ricostruzione storica ormai accreditata: il Nord America è stato scoperto dai Vichinghi ben cinque secoli in anticipo rispetto a Cristoforo Colombo. Fu il capo vichingo Erik il Rosso (940-1010 d.C. circa) a sbarcare per primo in Groenlandia nel 985 d.C. e, sulle sue orme, il figlio Leif esplorò la parte settentrionale dell’isola canadese di Terranova. Lì, ancora oggi, si possono osservare i resti di un insediamento vichingo dell’XI secolo. Proprio lo stesso dove, in queste pagine, Ivar e Svala ascoltano le storie del loro popolo dalla bocca dell’anziano Fulberth.

Franco Cardini, uno di più importanti studiosi del Medioevo, insegna all’Istituto Italiano di Scienze Umane.

Lucio Villani è un artista poliedrico, illustratore e musicista jazz.

Il bambino che inventò lo Zero

Amedeo Feniello
Il bambino che inventò lo “Zero”
illustrazioni di Gianluca Folì

«Questo vuoto, questo niente, ha un nome? Tu come lo chiami? Perché qualcuno l'avrà pure battezzato in qualche modo»
«Lo hanno chiamato in tante maniere. Io preferisco il niente; o il vuoto. Tu, comunque, chiamalo come vuoi. Tanto da stanotte è tuo. Il niente ti appartiene».
«E se lo chiamassi come il vento di stanotte?»
«Zefiro? Suona bene».

Tutto era andato bene. Fino a poco prima, all'anno 557, che per i cristiani infedeli è il 1179. Quando un pisano è sbarcato al porto con suo figlio. Sembra muto e pare non abbia alcuna voglia di parlare, il bambino. Invece è furbo come mille gatte, scaltro, abile nel fare e comprendere i calcoli. Appena arrivato, è stato subito un problema, ogni giorno ne pensa una. Un ragazzo pestifero. Non rimane che affidarlo a un famoso maestro, Ahmed. Ma una notte, nel deserto, le cose cambiano all’improvviso. Conta le stelle, dice il vecchio, e per farlo chiudi gli occhi e immagina la luna, più o meno così: 0. In quel segno c’è tutta la magia dell’universo. Nove cifre, con, in più, lo zero. Combinate insieme possono rappresentare qualunque grandezza: la più piccola, la più grande. Con grazia. Con facilità. E, ora che ha scoperto questa nuova magia, le stelle, le può contare davvero.

Leonardo, protagonista della storia, è una vera peste. A Bugia, dove è arrivato con suo padre, porta scompiglio, fa scherzi, combina guai nelle viuzze tortuose della città. Ma ha una dote straordinaria: in meno che non si dica, apprende la scienza dei numeri arabi da un grande matematico del posto. La storia di Leonardo è ispirata alla vita del matematico Leonardo Fibonacci (1170-1240 circa) che da bambino visse a Bugia, nell’odierna Algeria, con il padre Guglielmo dei Bonacci. Fibonacci è noto per aver introdotto in Europa il sistema decimale, in sostituzione dei numeri latini. Nel suo Liber abbaci (1202) compaiono per la prima volta le nove cifre e il segno 0. Un segno che porta con sé le tracce di culture e mondi diversi: lo zero, in latino chiamato zephirus, è un adattamento dell'arabo sifr, a sua volta ripreso dal termine indiano ??nya, che significa ‘vuoto’.

Amedeo Feniello è storico del Medioevo.

Gianluca Folì ha pubblicato le sue illustrazioni in Italia e all’estero. È stato candidato al premio Andersen 2014.

Susan la piratessa

Carola Susani
Susan, la piratessa
illustrazioni di Simona Mulazzani

«Dicono che io abbia un bottino in stoffe e in gioielli, che io sia ricca più di una regina. Non tutto è vero. Ma è vero che il coraggio non mi manca, che la mia vera terra è il mare e ho amici ovunque, da qui alla Cina al Madagascar.»

Una ciurma di pirati, gente d’ogni colore, rum. Pirati che cantano, che ridono, che s’azzuffano sul ponte. Festeggiano l’ennesimo arrembaggio vittorioso nel mar dei Caraibi e il più coraggioso tra loro. Eccolo che s’intravede… ma non è un brutto ceffo, è una ragazzina dai capelli color miele! E come ci arriva una ragazza su una nave dove svetta il Jolly Roger, la bandiera nera e bianca dei pirati, con il teschio e le ossa? È una storia lunga come erano lunghi i suoi capelli biondi, ora corti, cortissimi. Susan è partita da Londra per cercare fortuna nel mondo, vestita da maschio, perché è più sicuro e i ragazzi li pagano meglio. Aveva vele nella mente e negli occhi. Bastimenti da assalire, forzieri da rapinare e nell’anima navi in fiamme, cannoni, scontri, duelli all’arma bianca. Il tesoro? Volete sapere del tesoro? Certo che c’è, davvero.

La storia nasconde, la storia restituisce. Questa è la storia di Susan la piratessa che nessuno ha conosciuto davvero, nascosta a sé e agli altri. Vestita da uomo Susan attraversa i mari e affronta battaglie, non teme i pericoli e conquista il rispetto dei suoi compagni. Non è la sola piratessa, altre giovani donne scelgono di imbarcarsi su navi mercantili camuffate da uomo e, poi, sui vascelli pirata. Perché? Per sfuggire alla fame, per vedere il mondo, per essere libere. O semplicemente per sete di ricchezza. La storia di Susan è ispirata alle vite di Anne Bonny (1702-1782) e Mary Read (1685-1721), le due piratesse realmente esistite più famose di tutti i tempi che, insieme a Calico Jack, diedero vita a un temuto equipaggio nel mar dei Caraibi.

Carola Susani è una scrittrice. I suoi romanzi e racconti sono stati pubblicati da Minimum Fax e Feltrinelli. Per Laterza ha pubblicato L’infanzia è un terremoto.

Simona Mulazzani è una delle più note e premiate illustratrici europee. Collabora con i più importanti editori italiani e internazionali.

Milo e il segreto del Karakorum

Enrico Brizzi
Milo e il segreto del Karakorum
Illustrazioni di Luca Caimmi

Capita di vivere file di giornate tutte uguali e poi ne arrivano d’un tratto di specialissime, piene di sorprese che ci riempiono di meraviglia. Milo ha 14 anni quando riceve la lettera di zio Achille, di mestiere esploratore e geografo, che lo invita a unirsi alla spedizione del Duca degli Abruzzi, il grande viaggiatore italiano. Un mito il Duca, sono celeberrime le sue spedizioni in Alaska e verso il Polo Nord. Questa volta la meta sono le misteriose montagne del Karakorum, tra le cui rocce sembra si nasconda il tesoro di Alessandro Magno. Insieme alla squadra, Milo parte alla volta dell’India. Popoli diversi, paesi esotici, picchi altissimi, animali selvaggi, bufere, neve… e anche un nuovo amico: Jampalì, figlio di uno dei portatori ladaki. Un giorno Milo e Jampalì si perdono tra le montagne. Ponti in vimini e sottili piattaforme di ghiaccio, creature abominevoli fra i dirupi, decisioni da prendere al volo: la loro avventura non durerà che tre giorni, ma sarà sufficiente per poter scoprire una grotta fiabesca. È il vero segreto del Karakorum? È sogno o realtà? E la moneta con l’effigie di Alessandro come si spiega?

La storia si ispira alle grandi esplorazioni di Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi (1873-1933), ancor oggi ricordato tra i massimi esploratori italiani: celeberrime le sue spedizioni sul Monte Sant’Elia in Alaska (1897), verso il Polo Nord (1899-1900), sul massiccio africano del Ruwenzori (1906) e, soprattutto, nel Karakorum (1909), quando una squadra ormai rodatissima individuò il versante più favorevole per l’attacco alla cima del K2 e stabilì il record di altitudine. Sarebbero serviti decenni perché si riuscissero a raggiungere effettivamente le vette degli “Ottomila” (la cima del K2, in particolare, sarebbe stata calcata per la prima volta dagli Italiani solo nel 1954). Per questo il Duca degli Abruzzi è una figura semi-mitologica per tutti gli alpinisti e gli escursionisti.

Enrico Brizzi si è fatto conoscere giovanissimo col romanzo d’esordio Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1994). In tempi più recenti, la pratica dei viaggi a piedi gli ha ispirato la trilogia composta da Nessuno lo saprà (2005), Il pellegrino dalle braccia d'inchiostro (2007) e Gli Psicoatleti (2011). Con L'inattesa piega degli eventi (2008) e La Nostra guerra (2009), Brizzi ha invece dato vita a un vero e proprio 'mondo alternativo' dove l'Italia è uscita vincitrice dalla seconda guerra mondiale. Per Laterza ha già pubblicato La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio, La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco, La legge della giungla.

Luca Caimmi ha ottenuto alcuni importanti riconoscimenti, come il premio Andrea Pazienza e la selezione a Bologna Illustrator Exhibition of Children’s Books. Espone le sue opere in Italia e Francia. Tra le sue pubblicazioni, La nave, scritto da Antonio Koch (Topipittori 2010) e L’isola di fuoco, testo di Emilio Salgari (Orecchio Acerbo 2011), Le Horla di Guy de Maupassant (Nuages nel 2013).

Spartaco

Barry Strauss
Spartaco!
Illustrazioni di Paolo D’Altan

Spartaco era come te, era un Trace, i Traci sono forti, amano combattere, bere e cacciare. Aveva combattuto nell’esercito romano. Faceva parte delle truppe ausiliarie che gli alleati forniscono ai Romani. Era cavaliere. Aveva imparato molto dei Romani, del loro modo di combattere, della loro compattezza, delle loro centurie. Forse non gli piacevano: disertò, fu latro, che vuol dire tutto, da ribelle a ladrone, fu riacchiappato e condannato a fare il gladiatore per una colpa che non sa nessuno. Dicono che fosse innocente. Era lui il capo della rivolta. Quanti erano? Difficile dirlo. Quarantamila? Più di centomila? C’erano uomini, donne e bambini. Molti erano schiavi, alcuni liberi, c’erano tra loro disertori, altri non avevano combattuto mai. Cosa rendeva l’esercito dei ribelli così forte? Il coraggio, l’onestà, il senso del dovere verso la propria gente, in una parola la virtù, di Spartaco. La virtus, la qualità suprema che i cittadini romani attribuivano a se stessi, ai migliori tra loro, la virtus di Orazio Coclite che fermò da solo l’esercito etrusco di Porsenna rifulgeva nel suo corpo e nella sua mente. Come mi spiace che non l’abbiate visto tutti, che cos’era, Spartaco in quei giorni, che non abbiate conosciuto il suo stile pacato e fermo di comando, che non l’abbiate visto lanciarsi nella mischia.

Questa è una storia di guerra. Ma è anche, una storia d’amore, una storia di libertà e di rivolta. Spartaco (109 a.C circa -71 a.C) era un gladiatore trace: la sua è stata una delle più grandi ribellioni della storia. Terrorizzò i Romani non solo perché era straniero, ma perché era familiare. Spartaco era un soldato che aveva servito Roma, e il suo comportamento forse ricordò a Roma i suoi eroi.  Ma Roma era grande, potente e lenta; Spartaco era piccolo, indomabile e veloce. Roma era vecchia e attaccata alle proprie tradizioni; Spartaco era un innovatore. Roma era pesante, Spartaco era agile. Ci volle la fame per prenderlo.

Barry Strauss è Professor of History e Professor of Classics alla Cornell University ed è autore di numerosi libri. È stato insignito del Cornell's Clark Award per l'eccellenza nell'insegnamento.

Paolo D’Altan è uno dei più famosi e premiati illustratori italiani ed europei.



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