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Benvenuto, Giovanni

Benvenuto, Giovanni
Lettere a un bambino che sta per nascere
con ill.
Edizione: 2007
Collana: i Robinson / Letture
ISBN: 9788842084235
Argomenti: Attualità culturale e di costume, Pedagogia e didattica
  • Pagine 178
  • 15,00 Euro
  • Al momento non disponibile presso il nostro magazzino

In breve

«L'amore non basta. Bisogna anche prepararsi per sapere che cos'è un bambino, che cosa sente, di che cosa ha bisogno...»

«Mio caro appena arrivato, non so bene come incominciare questa lettera, emozionata come sono. Sono incinta di un mese e mezzo e mi vedo già diversa. Sarà proprio così? Ciò che stiamo vivendo in questo momento è un racconto con un inizio magico e due finali felici. Primo finale: tu nasci, ti affacci al mondo e sei 'uno dei tanti' esseri viventi della nostra specie, un individuo dotato di un cervello speciale che ti permetterà di avere coscienza e prendere parte alla vita della società. Ma anche (secondo finale): tu sei una persona unica, diversa da tutte le altre, irripetibile, e in questa differenza risiede la bellezza della tua vita. Quante cose possibili, quanta meraviglia sta per arrivare.! Vorrei solo dirti che ti voglio bene. Benvenuto!»

Questi non sono i soliti consigli per futuri genitori. Niente asettiche raccomandazioni e istruzioni per l'uso. Qui ci sono solo le lettere - tenere e divertenti, sorprese e sorprendenti - che Irene scrive al piccolo Giovanni, ancora beatamente 'a riposo' nella sua pancia.

Indice

Prendersi il tempo per amare di María Novo - La soddisfazione più grande di Francesco Tonucci e Frato - Prima lettera: L’amore non basta - Seconda lettera: Le fondamenta della casa - Terza lettera: I bambini nascono «non finiti» - Quarta lettera: La nostra patria è l’infanzia - Quinta lettera: Creare legami - Sesta lettera: Il bambino è un esploratore - Settima lettera: Stimolare senza opprimere - Ottava lettera: I bambini vivono nel presente - Nona lettera: Il ruolo dei genitori - Ultima lettera: Benvenuto, Giovanni!

Leggi un brano

Quando ero giovane, come quasi tutti i giovani, sognavo di cambiare il mondo. Volevo farlo senza violenza, ma con la radicalità che esigono lo sguardo appena dischiuso sulle cose e il desiderio che l'ambiente dove viviamo sia più armonioso e più giusto. E guidata da quel desiderio, scoprii uno strumento di trasformazione di prim'ordine: l'educazione. Educare era un compito che andava molto oltre la mera tecnica, qualcosa che si ancorava alla consapevolezza delle persone, a quello spazio intimo in cui acquistano senso i valori, le decisioni informate, l'atto di condivisione... Educare mi consentiva di pensare a cambiamenti fondati sull'amore, sul dialogo... Insieme all'educazione, scoprii presto l'importanza dell'ambiente in cui viviamo, il valore dei contesti, l'influenza che tutto ciò che ci circonda ha sulle nostre percezioni, le nostre emozioni, i nostri comportamenti... e anche come noi stessi condizioniamo l'ambiente che ci circonda. Capii che per un bambino, i genitori e la famiglia sono il primo e il più importante degli ambienti. Dunque, dedicai all'educazione e all'ambiente i miei studi e, successivamente, la mia professione e il mio mestiere di scrittrice. Nei lunghi anni che mi separano da quella María che scopriva e voleva trasformare il mondo, non ho mai smesso di credere che l'educazione sia lo strumento migliore per il cambiamento e che la scrittura sia il gesto creativo che ci avvicina alla felicità e alla responsabilità.[.]Un po' di tempo fa è arrivato il turno di questo libro. Che storia volevo raccontare? Chi era il piccolo Giovanni che si affacciava al mondo? Mentre mi ponevo questa e altre domande, le parole, le frasi incominciarono a fluire da sole, a crescere spontaneamente: desideravo sottolineare l'importanza del primo anno di vita di un bambino, una questione che conosco non solo in virtù della mia formazione, ma anche per la mia esperienza di madre. Dunque non voglio dare grandi motivazioni sul «perché» di questo libro. Mi basta dire che era arrivato il momento di scriverlo, sottolineando il valore immenso della tenerezza che doniamo ai neonati, l'enorme importanza di quelle prime esperienze sensoriali e affettive... e il fatto che l'amore e la conoscenza, quando camminano insieme, possono fare della vita una piacevole avventura, anche per loro, i più piccoli, i più bisognosi.

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