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I pezzi mancanti

I pezzi mancanti
I pezzi mancanti
Viaggio nei misteri della mafia
Edizione: 2010
Collana: i Robinson / Letture
ISBN: 9788842091875
Argomenti: Attualità culturale e di costume, Giornalismo
  • Pagine: 304
  • Prezzo: 16,00 Euro
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In breve

Dove sono finiti gli appunti di Peppino Impastato, l’agenda del commissario Ninni Cassarà, le videocassette di Mauro Rostagno, le relazioni dell’agente Nino Agostino, i files di Giovanni Falcone, l’agenda di Paolo Borsellino, il dossier del maresciallo Antonino Lombardo e tutte le altre prove trafugate dagli infedeli servitori dello Stato? Chi sono i mandanti occulti dei delitti eccellenti di Cosa Nostra? E gli insospettabili tesorieri? Quali le complicità e le trattative con la politica?

 

La mafia siciliana è alle corde, rassicurano le statistiche ufficiali. Non si verificano più omicidi eclatanti, i padrini storici e i loro gregari sono in carcere, a scontare dure condanne. La convinzione che Cosa Nostra sia stata sconfitta ha già declassato la lotta alla criminalità organizzata nell’agenda della politica e della grande informazione. Eppure, restano tanti misteri da svelare attorno a una lunga e drammatica pagina della storia d’Italia. Ancora oggi, non sappiamo i nomi dei sicari di diversi omicidi, non si trovano i loro insospettabili complici e gran parte dei patrimoni che nascondono. Non si trovano i mandanti occulti che hanno tramato assieme alla commissione provinciale di Cosa Nostra. Sono i pezzi mancanti della storia della mafia, i segreti che costituiscono la vera forza dei padrini in carcere e l’eredità di chi verrà dopo di loro. Quei segreti continuano a muovere complicità e ricatti. Questo libro è un promemoria, è il diario che i cronisti di Palermo tengono a mente: vi sono annotate le tante domande finite nel nulla, i silenzi e le risposte fin troppo vaghe di chi avrebbe dovuto invece rendere conto con chiarezza. Quelle domande che avevano formulato i giornalisti, i magistrati, gli investigatori uccisi da Cosa Nostra.

Vai al sito: www.ipezzimancanti.it

Indice

Introduzione - 1. L’ascesa dei nuovi potenti (1977-1979) - 2. Venti di guerra (1979) - 3. Il partito dei devoti (1980) - 4. La teoria del ragioniere (1981) - 5. «Qui è morta la speranza dei palermitani onesti» (1982-1983) - 6. Oltre i soliti noti (1984-1987) - 7. L’altra faccia della mafia (1988) - 8. Guerra di servizi (1989) - 9. Preparativi di trattative (1990-1992) - 10. L’ultima soffiata (1993-1995) - 11. Promemoria (1977-2009) - Fonti e documentazione sull’inventario delle prove scomparse. Ultimi aggiornamenti - Indice dei nomi

Leggi un brano


19930115 05330MAFIA: ARRESTATO TOTÒ RIINA(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Totò Riina è stato arrestato. Lo ha comunicato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Fabbri a Palazzo Chigi dove è in corso il Consiglio dei ministri. (Segue)   CZ/DIN15-GEN-93 11:25 NNNN

MAFIA: ARRESTATO TOTÒ RIINA (3)(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Totò Riina è stato bloccato questa mattina alle 8,30 a Palermo, in Viale Regione Siciliana. Era a bordo di un’auto con un’altra persona che non è stata ancora identificata. Lo ha comunicato ai giornalisti il Ministro dell’interno Nicola Mancino esprimendo “soddisfazione e commozione”. Sul posto è il comandante dei Ros dei Carabinieri, generale Subranni e sta arrivando il Procuratore Caselli. (Segue)   CZ15-GEN-93 11:47 NNNN

Anche i mafiosi si fanno tante domande sulla loro storia. Il più intellettuale dei padrini della Cupola, Nino Giuffrè detto «il professore» (di educazione tecnica) li ha rassegnati tutti i suoi dubbi nei primi interrogatori da collaboratore di giustizia, era il 2002. «In Cosa Nostra una voce insistente diceva che Riina fosse stato consegnato», è il suo esordio. Nessuno aveva il coraggio di dirlo, ma in molti pensavano a Bernardo Provenzano, il compagno di sempre di Riina, eppure ormai il fautore di una strategia diversa per l’organizzazione criminale, non più delle stragi ma di una rinnovata complicità con lo Stato. Giuffrè ricorda che già nel 1990 circolavano «voci insistenti, provenienti dall’ambiente mafioso catanese ed in particolare dalla famiglia Mazzei e da Eugenio Galea, vicinissimo al boss Santapaola, che accusavano Provenzano di passare informazioni ai carabinieri». Una volta, lo stesso Provenzano gli chiese: «E tu ci credi a queste illazioni?». La risposta allora, da mafioso, è immaginabile. Da collaboratore di giustizia Giuffrè torna a porre la domanda. Anche se pure lui sa benissimo cosa andava dicendo Provenzano dopo l’arresto di Riina: «Voglio prenderlo vivo questo capitano Ultimo». Spiegava pure di avere un contatto «con una persona che conosceva un amico dell’ufficiale, giocavano insieme a tennis».Racconta invece il pentito Brusca: «Quando Leoluca Bagarella seppe del suicidio del maresciallo Lombardo e del suo ruolo nella cattura di Riina esclamò: ‘se l’avessi saputo non l’avrei fatto suicidare, l’avrei ucciso prima’». Brusca spiega che i mafiosi cominciarono a sospettare di «qualcuno di Partinico, in rapporti con Provenzano». Spuntò il nome di tale Francesco Brugnano: «Avevamo motivo di ritenere che fosse lui la fonte di Lombardo. Avremmo voluto sequestrarlo per interrogarlo. Ma qualcuno ci pensò prima e lo uccise, il 26 febbraio 1995». Pochi giorni prima della morte del maresciallo Lombardo.Nel marzo 2003, anche Totò Riina si è fatto qualche domanda e l’ha esternata al processo per il fallito attentato allo Stadio Olimpico del 1993: «Perché cinque sei giorni prima l’onorevole Mancino ci dice ‘Riina in questi giorni viene arrestato’: ma a Mancino chi ce lo disse cinque giorni prima che io venissi arrestato? E allora ci sono dei signori che mi hanno venduto?». Riina manda anche un altro segnale: «Lì sul monte Pellegrino c’è l’hotel e nell’hotel ci sono i servizi segreti e quando succede che scoppia la bomba i servizi segreti scompaiono, però non vengono mai citati perché si condanna a Riina, perché l’Italia così è combinata. Cioè quando Scalfaro dice ‘io non ci sto!’, io devo dire, signor presidente, io non ci sto a queste condanne così. Queste sono condanne di Stato, fatte a tavolino».Parole inquietanti, messaggi in codice. Rivolti a chi?

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