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Prima lezione di letteratura italiana

Prima lezione di letteratura italiana
Prima lezione di letteratura italiana
- disponibile anche in ebook
Edizione: 20195
Collana: Universale Laterza [895]
Serie: Prime lezioni
ISBN: 9788842089667
Argomenti: Letteratura: testi, storia e teoria

In breve

La letteratura è il più ricco deposito della coscienza collettiva. Attraverso la storia della letteratura italiana riconosciamo il senso del nostro essere ‘divenuti’, la tradizione che ci ha costituito, la memoria delle esperienze di coloro che ci hanno preceduto, la lingua, l’ambiente, il paesaggio che si sono definiti nel tempo. Giulio Ferroni guida alla riscoperta del ruolo imprescindibile della nostra letteratura, nel suo legame con il nostro destino.

Recensioni

Luca Canali su: il Riformista (16/10/2009)


Della interessante e utile “collana” edita da Laterza, Prima lezione di... volumi di alcuni tra i massimi specialisti delle rispettive materie fra scienza e letteratura, scritti con sintetico stile di alta divulgazione, ho letto il più recente volume Prima lezione di letteratura italiana di Giulio Ferroni, ordinario di questa materia all'Università “La Sapienza” di Roma, a breve distanza dall’altro suo volumetto La passion predominante (Liguori, maggio 2009).

Le pagine del testo di Ferroni sono dense ma perfettamente perspicue, veloci, essenziali, sempre illuminanti sul nocciolo ideale e sul carattere e il valore stilistico delle opere più significative o addirittura fondanti della nostra intera storia letteraria, nel solido nesso delle “scuole”, tendenze, e singole epoche. Ma questa opera della piena maturità di Ferroni ha anche un altro pregio: la sua duplice natura di esperta trattazione specialistica (persino con alcuni esempi di critica testuale, per esempio relativa a Foscolo e Leopardi) e, insieme, quasi di terreno di risoluto scontro — non solo letterario, ma anche storiografico e ideologico — con le tendenze pseudoculturali che attualmente si rifanno a ideologie retrive e disintegratrici, quali la rozza negazione del valore nazionale unitario della lingua italiana fin dagli anni del “dolce stil novo”. Su tale argomento Ferroni scrive alcune pagine fra le più belle del suo lavoro: quelle dei paragrafi del primo capitolo, L’Italia e la sua letteratura: Letteratura e identità nazionale, Da quando esiste l'Italia, Letteratura italiana e letteratura europea. Tale critica militante, che non sminuisce e anzi dà respiro civile e spessore etico-letterario alla rigorosa dottrina dell’autore, dopo i sempre fecondi capitoli intermedi, Storia letteraria e lettura dei testi, Lingua, stile, metrica, retorica — piene di esempi e suggerimenti di tecnica filologica —, Storia e geografia: dentro e fuori d’Italia — sull’influenza del momento storico e del luogo di nascita o di formazione sulla ispirazione e cultura di ogni singolo autore —, Le arti sorelle — sui fecondi rapporti fra letteratura, pittura e musica attraverso i secoli.

Nel capitolo conclusivo del libro Il tempo a venire, la battaglia per difendere la “letteratura in pericolo” e impedire la “fine dello stile”, diventa serrata e investe anche problemi essenziali del nostro tempo che hanno al centro l'attività spesso sinistra dei media — soprattutto della peggiore televisione —, la bulimia editoriale, l'omologazione in anticlimax qualitativa della sovrapproduzione letteraria. [...]

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