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Consumare con impegno

Consumare con impegno
Consumare con impegno
La politica quotidiana tra botteghe del mondo e supermercato
Edizione: 2008
Collana: Universale Laterza [889]
ISBN: 9788842086031
Argomenti: Saggistica politica, Sociologia politica, Sociologia economica

In breve

Consumo critico, equo e solidale, finanza etica, turismo responsabile, boicottaggio delle multinazionali. Luigi Ceccarini affronta il tema dei consumi, tanto centrale nella società contemporanea, da una prospettiva radicalmente diversa: anziché oggetto di critica, lo stile di consumo può diventare (e di fatto lo è già) strumento di critica, espressione di impegno, responsabilità e partecipazione alla sfera pubblica, nuova forma di coinvolgimento in epoca di disincanto politico.

Indice

Premessa – Ringraziamenti - 1. L'alter-consumo: tra mercato, botteghe e politica - 2. Misure, combinazioni e profili - 3. Le ragioni di una scelta - 4. La generosità impegnata - 5. Le immagini della politica - 6. Luoghi e significati - 7. Cittadini consumAttori - Bibliografia

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È possibile individuare diversi tipi di acquisto, di prodotti o di servizi, che appartengono alla sfera del consumo critico. Dietro questi beni si collocano un'economia e forme di produzione che prestano attenzione all'ambiente, ai diritti umani, alla dimensione civica. Si acquista da aziende la cui produzione è attenta alla responsabilità sociale dell’impresa e che evitano il lavoro minorile, tutelano i diritti dei lavoratori, rispettano l'ambiente, investono parte dei guadagni in finalità di carattere sociale e a favore dello sviluppo del territorio in cui operano.Queste attività vengono riportate ogni anno nei rapporti di sostenibilità, nei bilanci sociali e ambientali delle imprese stesse, ormai sempre più attente a preparare e a promuovere questi documenti. Non di rado i prodotti di aziende che perseguono questa sensibilità vengono etichettati da sistemi di certificazione, diventando così più riconoscibili da parte del consumatore. Il proliferare di questi marchi testimonia la diffusione di una cultura della responsabilità, attenta a istanze di natura etica.Non solo la produzione di beni oggettivi ma anche quella di servizi rientra nella sfera dell'economia alternativa e responsabile. Si pensi, ad esempio, ai servizi di natura finanziaria come la Banca Etica, che nasce nel 1994, quando varie organizzazioni del volontariato e della solidarietà sociale rivolsero la loro attenzione al ruolo del denaro, della finanza e dell'impresa. Diedero vita dapprima a un'associazione che poi si trasformò in un istituto bancario. Questa esperienza si configura come un punto di incontro tra risparmiatori che condividono l'idea della gestione del proprio denaro in modo consapevole e responsabile, mediante iniziative di carattere socioeconomico che si ispirano ai princìpi di un modello di sviluppo sostenibile. Consumare, infatti, significa anche risparmiare in modo coerente con determinati criteri e valori, tenendo in considerazione il modello della responsabilità sociale nella gestione delle risorse monetarie: investimenti, prestiti, prodotti finanziari. Pur essendo l'iniziativa della Banca Etica di considerevole visibilità pubblica e di grande significato resta comunque un'esperienza di nicchia. Alla fine del 2007 conta 24 mila soci (più 4 mila persone giuridiche) e una raccolta di circa 455 milioni di euro. Si configura tuttavia come una testimonianza importante – tra le altre – di un uso critico del denaro.Anche il turismo responsabile appartiene a un mercato di nicchia, ma assume una grande rilevanza per la connessione con l'idea della globalizzazione, la compressione degli spazi, l'estensione dei confini, l'allargamento delle relazioni con persone e mondi lontani. L'Associazione italiana per il turismo responsabile (Aitr) ha adottato nel 2005 la seguente definizione: è il turismo attuato secondo princìpi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell'ambiente e delle culture.Come per il concetto di alter-consumo – critico, responsabile, etico, politico, civico, verde –, anche per questo tipo di turismo esistono varie espressioni, e nessuna universalmente riconosciuta. Vengono usate a seconda dell’accezione che si vuole dare: – solidale, quando tale pratica intreccia il commercio equo e solidale e le iniziative a favore dei paesi del Sud del mondo;– sostenibile, quando il riferimento è alla dimensione economica e a un modello di sviluppo appunto sostenibile; – consapevole, quando al centro si vuole porre la coscienza del turista e delle sue scelte. Cioè decisioni meditate, per un modo di viaggiare etico e appunto consapevole, che si fa portatore di princìpi universali come equità, sostenibilità e tolleranza; – equoturismo, per ribadire anzitutto i criteri di responsabilità nei confronti degli altri nella pratica del viaggio; – ecoturismo, inteso oltre la dimensione ecologica in sé, per cui l'attenzione viene prestata all'ambiente ma considerato in senso estensivo: il rispetto della comunità locale, il suo sviluppo economico e sociale. Si tratta, quindi, di un modo responsabile di viaggiare conservando l'ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali, come riporta una delle definizioni più condivise di questo tipo di turismo. Ma dietro queste scelte di viaggio vi è comunque la ricerca del piacere e della soddisfazione personale del turista, anche se «impegnato».Al di là della indefinitezza lessicale, l'offerta di questi servizi esprime una critica al turismo di massa e alle sue implicazioni, caratterizzandosi nel limitare la pratica turistica nei paesi non democratici e nel far entrare il viaggiatore in contatto con gli usi locali e i costumi dei paesi poveri.Si propone di promuovere il rispetto dell'identità, dell'ambiente, dei diritti, oltre che di far conoscere le iniziative, i progetti e le attività svolte dalle organizzazioni e dalle cooperative del commercio equo e solidale.

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