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428 dopo Cristo

428 dopo Cristo
428 dopo Cristo
Storia di un anno
con ill.
Edizione: 20072
Collana: Storia e Società
ISBN: 9788842081357
Argomenti: Storia antica
  • Pagine 242
  • 18,00 Euro
  • Al momento non disponibile presso il nostro magazzino

In breve

«Il nostro sarà un vero e proprio viaggio attraverso il mondo tardoromano, in un anno importante per la sua evoluzione politica. Ci muoveremo lungo uno di quei percorsi circolari cari ai compilatori degli ‘inventari del mondo’ tardoantichi. Partendo dall’evento politicamente più rilevante del 428 dopo Cristo – la caduta del regno d’Armenia – attraverseremo il Mediterraneo e l’Europa, per poi ripiegare verso Oriente, fino al primo tratto della Via della Seta, ai confini di altri mondi. Durante il viaggio incontreremo città e deserti, palazzi e monasteri, scuole pagane e santuari cristiani. E soprattutto vivremo insieme alle dramatis personae di questo lungo anno: gli imperatori Teodosio II, Valentiniano III e Vahrâm V; generali romani come Flavio Dionisio; capi barbari come Genserico o signori della guerra come il saraceno al-Mundhir. E poi religiosi come Simeone Stilita, Paolino di Nola e Agostino; donne di potere come Galla Placidia e Pulcheria; intellettuali pagani come Macrobio o Plutarco di Atene; vescovi potenti come il siro Rabbula o il copto Scenute. Lo sfondo è il tramonto dell’impero romano. O, se si preferisce, l’alba del medioevo.»

Leggi un brano

Questo libro esamina, in una prospettiva quanto più possibile globale, gli eventi e i microeventi di un solo anno, il 428 dopo Cristo. Il taglio storiografico, anche se insolito per l’antichistica, non è inedito: opere individuali o collettive sono già state dedicate a una data di importanza epocale, come l’Anno Mille o il 1492, ovvero nazionale, come il 1688 per l’Inghilterra e il 1947 per la Francia. Rispetto a questi modelli vi è però una differenza sostanziale: almeno in un’ottica di ‘grande Storia’, l’anno 428 è certamente meno significativo. Ci si può allora chiedere, e a buon diritto: perché occuparsi di un anno ‘anonimo’ (almeno apparentemente), quando se ne potrebbe scegliere uno ben più evocativo come il 410, quando i visigoti di Alarico saccheggiarono Roma, o come il fatidico 476, quando Odoacre depose Romolo Augustolo, segnando la fine dell’impero romano d’Occidente?In effetti, la scelta del 428 è il risultato di un percorso per molti versi ‘marginale’, all’insegna della serendipity. La base di partenza è stata una ricerca sull’evento politicamente più rilevante di questo anno, la fine del regno d’Armenia. L’intento iniziale era quello di precisare le ragioni e le conseguenze della deposizione di Artashês, l’ultimo re armeno, e soprattutto di capire perché ne parli solo la tradizione locale, nonostante la portata internazionale dell’evento. Man mano che la ricerca progrediva, ho visto prendere forma una concatenazione di episodi che coinvolgeva persone e realtà considerate separatamente dalla tradizione degli studi, ma che di fatto costituiscono gli elementi di un complesso equilibrio geopolitico. [...]La principale ambizione di questo libro è quella di indagare sugli eventi storici per recuperarne gli aspetti più ‘dinamici’, collegandoli ai vari scenari geografici e integrandoli nel quadro sociale e culturale.Il nostro sarà un vero e proprio viaggio attraverso il mondo tardoromano, ‘fotografato’ in un momento particolare, e soprattutto in un anno importante per la sua evoluzione politica.Ci muoveremo lungo uno di quei percorsi circolari cari ai compilatori degli «inventari del mondo» tardoantichi, come l’anonima Expositio totius mundi et gentium, scritta alla metà del IV secolo, o quel «libro della frontiera» redatto due secoli dopo che è il De aedificiis di Procopio. Applicare questo modello a una zona d’ombra come il V secolo può sembrare a prima vista un’impresa disperata. In realtà, anche senza uno ‘storico-guida’ come Ammiano o Procopio, la documentazione scritta si è rivelata esauriente, talvolta sorprendente. Partendo dall’evento politicamente più rilevante – la caduta del regno d’Armenia – attraverseremo il Mediterraneo e l’Europa, per tornare nuovamente verso Oriente, fino al primo tratto della Via della Seta, ai confini di altri mondi. Durante il viaggio incontreremo città e deserti, palazzi e monasteri, scuole pagane e santuari cristiani. E soprattutto, vivremo insieme alle dramatis personae di questo lungo anno: gli imperatori Teodosio II, Valentiniano III e Vahrâm V; generali romani come Flavio Dionisio, Aezio e Bonifacio, capi barbari come Genserico e Clodione, o signori della guerra come il saraceno al-Mundhir; religiosi come Nestorio, Simeone Stilita, Paolino di Nola e, ovviamente, Agostino; donne di potere come Galla Placidia e Pulcheria; intellettuali pagani come Macrobio o Plutarco di Atene, vescovi energici come il siro Rabbula o il copto Scenute. Personaggi eterogenei, dai percorsi e dai destini diversi, qui riuniti in un racconto corale. Lo sfondo è il tramonto dell’impero romano. O, se si preferisce, l’alba del medioevo.

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