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Amazzonia

Amazzonia
Amazzonia
Viaggio dall''altra parte del mare
- disponibile anche in ebook
Edizione: 2004
Collana: Contromano
ISBN: 9788842074045
Argomenti: Viaggi, turismo e sport
  • Pagine 240
  • 9,00 Euro
  • Al momento non disponibile presso il nostro magazzino

In breve

Questo non è un libro di viaggio, un testo giornalistico o un saggio, è un misto. È la storia vera delle storie vere raccolte in anni di viaggi solitari. È l’Amazzonia dall’immensa geografia, foresta-continente, inferno verde e paradiso perduto di banditi e di eroi che cercano un futuro. Ma è anche la vicenda di uno che, dieci anni fa, cominciò a viaggiare, in Colombia, Perù, Bolivia, Ecuador, Venezuela, e soprattutto in Brasile. E non è riuscito più a fermarsi.

Leggi un brano

Sembra impossibile raccontarla, l’Amazzonia. Foresta che èmille foreste, ricamata nell’ocra, il nero e il blu di un fiume che èmille fiumi, la foresta amazzonica è stata, prima che scoperta, inventata.È immensità della geografia e inquilino bizzarro dellacultura occidentale. È ente geografico fra i più estesi e celebri. È,allo stesso tempo, misterioso non-luogo, ineffabile vagabondodell’immaginario dei paesi del Nord del mondo, che vi hanno dirottatoprima miti antichi (le Amazzoni, i giardini dell’Eden, lafonte d’eterna giovinezza), poi le fiabe e gli stereotipi in cui sentivanoil bisogno di cullarsi (l’Eldorado, la terra degli uomini senzamalizia, il «polmone del mondo») o quelli nei quali decidevanodi trasferire e trasfigurare i propri sensi di colpa (l’ultimo farwest, il luogo della deforestazione selvaggia, remoto, rannicchiatorifugio, «scrigno della biodiversità» accerchiato dall’avanzataimpietosa della tecnologia e dall’insaziabilità del mercato).

Sembra impossibile capirla, l’Amazzonia. Foresta-continente,gigante ferito, remoto fra i luoghi remoti, inferno verde e paradisoperduto, terra del buon selvaggio e del cannibale, del cercatored’oro e delle multinazionali, del contadino senza terra e del latifondista,del caboclo e del seringueiro, gigantesco, contraddittorioibrido, non è mondo che si possa racchiudere in un’inchiestagiornalistica. Non basta esserci stati una volta, né due. Né un mese,né un anno. La foresta non si può raccontarla con un saggionaturalistico. Non soltanto con l’occhio dell’antropologo, né conun trattato sullo sviluppo sostenibile. Forse, però, si può tentaredi dipingere un mondo fra le righe, attraverso la voce e i sogni dichi, laggiù, vive. Si può sperare che l’Amazzonia emerga dalle storiedi vita e di lotta, dalle gioie e dalla desolazione, dai successi edai disastri delle genti che vivono, in venticinque milioni, in unaterra che immaginiamo senza genti. Ecco perché questo non è soloun libro di viaggio, né un testo giornalistico, né un saggio, maun misto di tutto ciò. È l’Amazzonia intravista fra le storie di ignotibanditi o invisibili eroi, della lotta senza tregua per accaparrarsipotere e ricchezza o di quella per tentare di inventare un futurodegno per se stessi e per questa terra.

A cornice della storia di queste genti, la mia. Questa è la vicendavera di un giovane laureato in fisica che cominciò a viaggiare,dieci anni fa, in foresta e in città. E non riuscì più a fermarsi.Questa è la storia vera delle storie vere che quel fisico, che nelfrattempo abbandonava la scienza e decideva di diventare giornalista,ha raccolto in anni di viaggi solitari.

La struttura del libro è volutamente frammentaria, come lo è ilmondo che tenta di evocare. È un epistolario (fatto in parte di lettereche mai arrivarono, rimaste impigliate in taccuino o perdutedietro un volantino preso in strada), alternato a frammenti di appunti,note di viaggio, interviste (alcune delle quali pubblicate, altreno), dati, che, incontrati lungo il cammino, aprivano poco apoco finestre su quel mondo straordinario che è l’Amazzonia. Perritrarre quel mondo, ho dovuto raccontare non solo l’Amazzonia,ma anche la foresta atlantica, le città e le favelas, i tanti pezzi diLatinamerica e di Brasile che, pur fuori d’Amazzonia, contribuisconoa fare della foresta quello che è.

I nomi di alcune persone sono stati cambiati, per rispettarne laprivacy o salvaguardarne la vita. A volte anche i nomi dei luoghisono stati eliminati. Le lettere sono state rimaneggiate e, per dareuna continuità logica a ciò che avvenne nel corso di viaggi diversi,spesso l’ordine cronologico dei fatti non è rispettato: la cronaca è trasformata, in parte, in racconto. Ma tutto ciò che accadenelle pagine a seguire è accaduto davvero. Spero dia a chi legge,come diede a me, l’idea di un luogo reale, abitato non dai miti edai sensi di colpa del nostro mondo dell’«aldisù» dell’equatore,ma da genti, animali, piante, di un «aldilà» di un mare che è persinopiù stupefacente, commovente, straziante e gioioso di quellosedimentato nel nostro immaginario.

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