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History of the Camorra

History of the Camorra
History of the Camorra
Edition: 20102
Series: IR/L
ISBN: 9788842092599
Subject area: Contemporary history, History of Italy
  • Pages 318
  • 18,00 Euro

Short info

“Francesco Barbagallo was the first to talk about the power of the Camorra as a business system when no-one else dared to, anchoring it to a past indispensable for understanding the present. The History of the Camorra is a fundamental book because it presents the research of one of Italy’s greatest historians, an intellectual who analyzes the economic, criminal and entrepreneurial dimensions of the Camorra, through the prism of the same distinctive human traits that condemn it to extinction. Fortunately – says Barbagallo – it is possible to emerge from a catastrophe.” Roberto Saviano

Steeped in myths and legends concerning its origins, its organization and rites of access, almost two centuries after its formation in the backstreets of Naples, the history of the Camorra had yet to be comprehensively told. This is the first such attempt at describing its beginnings from the ‘honoured society’ of the nineteenth century to the globalized criminal organization of today. Barbagallo describes its modus operandi, its rules, mentality, the deals, its links with politics and other criminal organizations, needed to create the network with which it administers its vast fortune. At the time of the Borbons, when it began its criminal activity and organized itself, the Camorra controlled extortions on almost all productive activities, the markets, the casinos and prostitution. It posed as a kind of aristocracy of the masses and forged deep links with the social fabric, practicing a form of private and illegal administration of taxes, security and justice. History appears not to have defeated it, despite the post-unification repressions and the commitment of the great intellectuals who battled to bring the southern question to the centre of the new State’s attention, despite every attempt to extirpate it. Over time, the Camorra did not continue to evolve between corruption and clientelism, eking out new spaces of initiative and assuming new, much stronger and more consolidated forms than ever before. Nowadays the Camorra is active worldwide, has around 6,000 members and its profits are calculated in the order of 13 billion euro; in fifteen years its turnover has quadrupled. It manipulates the most advanced technologies, knows how best to exploit the guarantees of impunity in markets that are increasingly less controlled and is an integral part of global finance. Whoever considers it a child of underdevelopment is gravely mistaken.

Excerpts

A prima vista, un libro come Storia della camorra di Francesco Barbagallo può sembrare in qualche modo debitore di quello di Saviano. Ma, in realtà, Barbagallo ha cominciato ad occuparsi della camorra e dei suoi intrecci con il potere politico e le istituzioni già nel 1988, ed ha sempre continuato a interessarsi di questo fenomeno criminale – unico o quasi, nel mondo accademico – pubblicando ad esempio Il potere della camorra (Einaudi,1999).

Barbagallo fa risalire l’origine del fenomeno camorristico al primo ’800 e ne parla come di un’organizzazione primitiva, plebea, legata al sottosviluppo e alle forme peculiari dell’economia e delle istituzioni nel regno borbonico. Questa peculiarità negativa farà si che nel giro di pochi decenni essa diventi «una specie di potere parallelo rispetto a una debole struttura sociale».

A tal punto che si potrà assistere – all’arrivo di Garibaldi e dei suoi, mentre crolla il regno borbonico – al più incredibile dei fenomeni: il prefetto di polizia Liborio Romano invita a casa sua il capo della camorra, Tore è Criscienzo, e gli propone di trasformare i capi dei vari clan di quartiere in commissari e ispettori di polizia, e i picciotti in guardie cittadine. Cosa che puntualmente avviene, con reciproca soddisfazione.

Solo dopo molti anni lo stato unitario si renderà conto della cospicua dimensione del fenomeno camorristico, e del suo legame con una condizione sociale e civile sempre più precaria, grazie anche al documentato lavoro di denuncia di studiosi come Pasquale Villari e Giustino Fortunato. Si susseguiranno «leggi speciali per Napoli» e interventi straordinari per lo sviluppo del Mezzogiorno, e in effetti sembrerà, nei primi decenni del ’900, che il fenomeno criminale sia ormai ristretto a una dimensione quasi folkloristica, col «guappo» pronto a lavare col sangue l’offesa all’onore, ma anche a «rendere giustizia» a modo suo, come ad esempio Il sindaco del rione Sanità dell’omonima commedia di Eduardo.

Bisogna arrivare agli anni Sessanta perché i clan – diventata ormai la provincia di Napoli un deserto produttivo – comincino ad estendere sempre più la propria influenza e a ragionare in grande, grazie anche agli intensificati rapporti con la mafia siciliana. Guerre intestine faranno centinaia di vittime, come avviene ad esempio nello scontro col «clan dei marsigliesi» per assicurarsi il controllo del contrabbando di sigarette.

Sarà il disastroso terremoto del 1980 a far fare alla camorra «il salto di qualità», trattandosi di mettere le mani sulla quota più alta possibile delle migliaia di miliardi riversati in Campania per una problematica «ricostruzione». E, quasi contemporaneamente, la «scoperta» che il traffico di droga è infinitamente più fruttuoso del contrabbando farà si che la camorra si trovi a reclutare migliaia di addetti, vista la capillare organizzazione che lo spaccio in grande stile – agevolato anche dalla realizzazione di nuovi collegamenti stradali – richiede, dal momento che quello napoletano è ormai il maggiore centro disponibile.

Un’espansione criminale che ha trovato «fertile terreno di coltura nel degrado urbano e civile di quella che dovrebbe essere l’area metropolitana di Napoli», «sequela informe di centri abitati da centinaia di migliaia di persone», il cui solo attraversamento costituisce una delle esperienze più allucinanti che si possano fare.

Con puntiglio cronistico Barbagallo ricostruisce intrecci tra clan, improvvise rotture, omicidi in serie e «pentimenti», attingendo ampiamente a rapporti di polizia e atti giudiziari, fino alla «apoteosi» finale dei clan, «casalesi» soprattutto, con la complicatissima «emergenza rifiuti» (che dura da quindici anni ed è ben lontana dall’essere risolta), costata finora circa due miliardi di curo.

È, la vicenda rifiuti, il momento in cui l’intreccio affaristico-politico-criminale si fa più evidente e con impensabili coinvolgimenti di massa. Una risposta dello stato c’è stata, con il clan dei casalesi colpito da arresti a decine e processi in corso o faticosamente portati a termine, ma la realtà non lascia spazio ad eccessi di ottimismo.

Come dice Manuel Castells, più volte citato da Barbagallo, «l’economia criminale globale sarà un fattore fondamentale nel XXI secolo, e la sua influenza economica, politica e culturale pervaderà tutte le sfere della vita. Il punto non è stabilire se le nostre società saranno in grado di eliminare le reti criminali, ma capire se le reti criminali finiranno o meno per controllare una parte sostanziale della nostra economia, delle nostre istituzioni e della nostra vita quotidiana».

Reviews

c.m. su: Il Giornale di Brescia (20/11/2010)

"Gomorra", storia ufficiale della nascita e della sua ascesa

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Luciana Matarese su: Europa Quotidiano (20/10/2010)

Rifiuti, storia di un fallimento

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