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Dieci domande di Alessandro Laterza a Francesco Profumo

Alessandro Laterza e Francesco Profumo

Libri scolastici digitali
Dieci domande di Alessandro Laterza  a Francesco Profumo

Alessandro Laterza ha rivolto al ministro dell'Istruzione Francesco Profumo dieci domande per chiarire conseguenze e sviluppo dell’articolo 11 (Libri e centri scolastici digitali) del Decreto Crescita (Decreto Legge 18 ottobre 2012 n.179).

L’intervento disposto sconvolge completamente il panorama dell’editoria scolastica italiana. A partire dalla prima media e dalle prima e terza delle superiori, viene annullato il blocco esaennale delle adozioni (sancito nel 2008) e affermato che nel tetto di spesa previsto per ciascuna classe andrà contemplato anche l’importo per l’acquisto sia di contenuti digitali disgiunti dai libri adottati, sia di tablet. Il tutto da definirsi in un regolamento non ancora noto.

Allo stato attuale delle conoscenze gli editori dovranno rifare gran parte della loro offerta per adeguarla alla capienza del tetto di spesa che, per i libri, si ribasserà. Le famiglie dovranno comprare i nuovi libri e, in più, versare alla scuola gli importi necessari per l’acquisto dei contenuti digitali disgiunti e dei tablet.

D. Ministro Profumo, Lei sa che la promozione dei libri di testo per il 2013-2014 si effettuerà tra gennaio e aprile del prossimo anno e che la Sua “rivoluzione digitale” viene lanciata tre mesi prima?

R. Rispondo volentieri alle sue domande con due premesse.

Prima di tutto, le adozioni dei libri di testo non rappresentano, come Lei sa, un obbligo per gli insegnanti, tanto che in alcune scuole non vengono effettuate.

L’altra considerazione si riferisce alla crescente affermazione del digitale, anche nel campo editoriale della “varia”. Come lei sa  infatti, nell’ambito dei libri e delle pubblicazioni in generale si assiste, a livello mondiale e con numeri significativi, al passaggio dal cartaceo al digitale. La nascita di giganti quali Amazon è una testimonianza di questa tendenza del mercato. La norma quindi, va anche letta all’interno di un più generale e crescente fenomeno di sviluppo dell’editoria digitale e del settore della “scolastica” che,  rivolgendosi a studenti “nativi digitali”, deve subire necessariamente un’accelerazione in questa direzione.

Quella in atto è una trasformazione che, oltre ad una riduzione dei costi e a un alleggerimento del peso degli zaini, permette soprattutto una migliore organizzazione dei contenuti, offrendo opportunità che sono  particolarmente apprezzabili proprio con riferimento ai testi scolastici.

Il principio ispiratore è che sul digitale vada la parte del manuale scolastico che può ottenere un valore aggiunto da questa trasformazione e che non è certamente quella narrativa. Leggere, invece che su carta, su uno schermo non porta infatti alcun vantaggio reale a parte il peso dei libri. Inoltre il libro ha una funzione fondamentale nella costruzione del pensiero critico individuale, nello sviluppo della riflessione, nei processi di astrazione ecc. Quindi contrapporre il libro al computer non ha alcun senso così come non hanno senso le crociate contro l’uno o contro l’altro in nome della modernità o della cultura.  Abbiamo una scuola fatta di carta ed una società che utilizza sempre di più linguaggi digitali. Passare dalla carta al digitale non è però un semplice problema di “traduzione”. Se un “oggetto” è pensato per la carta inevitabilmente passerà prima o poi dalla stampante e ritornerà in carta. Passare dalla lettura su carta alla lettura su video non porta infatti alcun vantaggio reale. La contrapposizione tra libro e “digitale” è quindi sostanzialmente sbagliata. Il libro non si identifica per la tecnologia che usiamo per renderlo disponibile, carta o digitale, ma per l’organizzazione sequenziale del suo contenuto, per la forma narrativa.

Il libro è certamente la forma più efficace per dare sistematicità ai contenuti e garantire anche nel caso della scuola, il punto di riferimento principale per lo studio. Nello stesso tempo è del tutto evidente l’efficacia del digitale per tutta quella parte del manuale scolastico che richiede di interagire con i contenuti, di avviare strategie di simulazione, di effettuare esplorazioni anche geografiche di luoghi e periodi storici, di formulare e verificare ipotesi, di narrazione multimediale, di confronto ed analisi di immagini e suoni. Insomma il manuale scolastico deve prima di tutto ritornare alla sua forma essenziale di “libro” e trasferire in digitale tutto quanto oggi affolla i testi scolastici

L’adozione dei libri in formato misto era già prevista dall’art.15 della legge 133/2008 e non può rappresentare pertanto una novità che trova impreparati gli editori; tale linea di tendenza era stata annunciata infatti già nel 2009 e resa obbligatoria da questo anno scolastico. In virtù di tale disposto alcuni editori hanno proposto testi, che sono già in adozione, nella forma mista così come descritta e definita dalla recente norma. In molti altri casi invece, l’offerta editoriale si è limitata ad allegare un cd-rom al tradizionale libro di testo cartaceo, solo per corrispondere a quanto previsto dal succitato art.15, interpretandolo, quindi, molto restrittivamente e vanificando di fatto la portata di questa innovazione. La necessità di fare chiarezza sul concetto di libro misto e di dargli un significato adeguato ed non equivoco, è nata anche dal fatto che lo stesso articolo, contemplando la possibilità di testi scaricabili da internet,  induceva alla stampa degli stessi senza raggiungere l’obiettivo di un effettivo risparmio per le famiglie e creando altresì una comprensibile confusione interpretativa. Le modifiche apportate all’art. 15 dall’art. 11 del Decreto Legge n. 179 del 18 ottobre 2012 fugano queste ambiguità e precisano cosa si intenda per forma mista, che non afferisce tanto al formato dei testi, carta o digitale, quanto alla distinzione tra la forma libro (indipendente dal supporto), quale strumento che veicola conoscenze in modo sequenziale e organizzato, e contenuti digitali che, essendo fruibili su device, consentono di sfruttarne a pieno le peculiarità, favorendo l’apprendimento metodologico quali la simulazione e l’interattività.


D.
Ministro Profumo, quando sarà emesso il regolamento che definisce le caratteristiche tecniche dei libri sia cartacei sia digitali?

R. Il decreto ministeriale sarà discusso con gli editori nelle prossime settimane e definito entro la fine anno.

D. Ministro Profumo, Lei crede che in tre mesi, e per di più senza il previsto regolamento, gli editori potranno allestire un’offerta di qualità?

R. Esistono già sul mercato offerte di contenuti digitali, prodotti da editori e forme di libro misto ed esiste anche una produzione di contenuti digitali effettuata da reti di scuole e redazioni di insegnanti che sta trovando un consenso sempre più ampio, evidentemente per l’affidabilità della proposta ed il buon rapporto qualità/prezzo.


D.
Ministro Profumo, quando verranno ridefiniti i tetti di spesa che dovranno considerare l’acquisto da parte delle scuole, ma a carico delle famiglie,  di “contenuti digitali integrativi”  e di dispositivi di lettura?

R. Nel Decreto che sarà emanato entro la fine dell’anno saranno determinate le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione cartacea, tenuto conto dei contenuti digitali integrativi della versione mista, le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nella versione digitale, il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell'intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, tenendo conto della riduzione dei costi dell’intera dotazione libraria derivanti dal passaggio al digitale e dei supporti tecnologici.


D.
Ministro Profumo, ritiene che le famiglie accoglieranno con favore l’”addizionale tecnologica” che dovranno versare alle scuole, presumibilmente in concomitanza con la tassa di iscrizione?

R. L’obiettivo di garantire e tutelare le famiglie dal rischio di aggravi è rimasta una priorità anche della nuova norma. Infatti si prevede intanto il controllo da parte del collegio dei revisori di ogni scuola, sul prezzo dei libri di testo e del rispetto dei tetti di spesa. Questo consentirà di assicurarne il reale rispetto, cosa che fino ad ora non si è, purtroppo, sempre verificata. Inoltre compresi nel limite fissato dal tetto di spesa, i ragazzi potranno avere i tablet dalla scuola.


D.
Ministro Profumo, Lei sa che per i libri digitali non può esserci un’edizione universale per tutti i dispositivi di lettura disponibili sul mercato. Chi deciderà quale sarà lo standard? Il Miur?

R. Il MIUR adotterà, nei decreti ministeriali, standard tecnologici aperti e non proprietari.


D.
Ministro Profumo, pensa che tutte le scuole – e tutte le famiglie – dispongano di un’adeguata connessione wi-fi per l’uso didattico della Rete e dei contenuti digitali integrativi?

R. L’Agenda Digitale appena varata prevede che le scuole vengano connesse alla rete ad alta velocità, con priorità rispetto ad altre istituzioni. E comunque l’operazione riguarderà solo una parte degli istituti scolastici in quanto molte scuole già dispongono della rete infrastrutturale e di un sistema di connettività.


D. 
Ministro Profumo, Lei abolisce il blocco esaennale delle adozioni in funzione della Sua “rivoluzione digitale”. Pensa che le famiglie condivideranno il cambio generalizzato di tutti i libri di testo attualmente in adozione?

R. L’abolizione, a decorrere dall’anno scolastico 2013-2014 dell’articolo 5 del decreto legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169. che prevedeva il vincolo quinquennale  in relazione al contenuto dei libri di testo riguarderà, inizialmente comunque le classi prime delle scuole medie e prime e terze delle scuole superiori che adotteranno libri in formato misto.


D.
Ministro Profumo, ha chiaro che l’approccio da Lei proposto affonda tutta la media e piccola editoria scolastica e favorisce una strozzatura del mercato che verrà controllato da pochissimi attori?

R. C’è anche un altro scenario possibile e cioè che nasca una nuova editoria scolastica, la quale non debba il suo successo commerciale alla rete di vendita e alla fidelizzazione del “cliente” ma principalmente alla qualità del prodotto. Tutta la storia della società della conoscenza di questi ultimi anni presenta casi di questo genere; il BETT che si tiene a Londra ogni anno ha oltre 800 espositori (nessuno italiano purtroppo), poco meno della metà dei quali produce contenuti digitali di nuova generazione, ambienti di simulazione ecc.


D.
Ministro Profumo, qual è l’evidenza scientifica sul miglioramento della qualità di insegnamento e apprendimento per effetto della dematerializzazione dei libri e la navigazione in Rete?

R. Si tratta di un tema aperto, come è ovvio, visto che siamo di fronte ad una trasformazione che è ancora in atto. Ci sono dati significativi di OCSE sulla relazione tra i risultati di PISA e l’utilizzo delle ICT e molti altri studi internazionali che evidenziano fattori di miglioramento non solo negli apprendimenti ma anche e soprattutto nella motivazione all’apprendimento, nella organizzazione della didattica ecc. Le esperienze che sono state condotte in questi anni da sempre più numerose scuole italiane lo confermano. Comunque, abbiamo sottoposto l’intero Piano Nazionale Scuola Digitale alla valutazione dell’OCSE.









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