Password dimenticata?

Registrazione

Home > Notizie

Le ragioni della scuola pubblica


Lavagna per la lettera aperta sulla scuola

Le ragioni della scuola pubblica
Nei messaggi degli autori

Sono numerosi gli interventi che ci sono giunti dopo la pubblicazione della Lettera aperta sulla scuola.
Ci fa piacere condividerli qui con i nostri lettori (nell'ordine in cui ci sono arrivati).


«La scuola ha due doveri, uno orizzontale e uno verticale: educare tutti e  promuovere i meritevoli. Al posto della raccomandazione, spesso legata al sangue, mettiamo lo studio, perché solo così i  bravi possano salire, qualche che sia la loro estrazione sociale.»
Andrea Carandini

«La scuola pubblica può essere meritocratica e inclusiva allo stesso tempo, senza discriminare sulla base del censo, dell'ideologia o della religione.»
Daniele Checchi

«La prima frase che mi è venuta in mente, leggendo la lettera, è una frase di Gramsci : "Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza".»
Eva Cantarella

«La scuola pubblica è il primo luogo in cui la libertà di ognuno incontra quella degli altri.»
Franco Cassano

«Nessun regime democratico può essere davvero tale se non è fondato su una robusta scuola pubblica.»
Giovanni Assereto

«Un paese nasce nelle aule di scuola e un cittadino si crea sui banchi, mentre sta gomito a gomito con il suo compagno, e impara fin da piccolo non solo il sapere della scuola, non solo una lingua comune, ma sopratutto impara  a condividere con gli altri gioie e dolori, felicità e delusione e l'idea profonda che lui, come gli altri, sono parte di una comunità di uguali in cui è bene credere.»
Marco Aime

«L'accelerarsi della crisi culturale, l'impoverimento dei valori e del sapere che cogliamo sempre più visibile nella nostra società ha corrisposto ad una crisi profonda della nostra scuola pubblica statale, crisi certo provocata da molti fattori diversi ma anche, e in gran parte, da una vera e propria volontà di demolire dalle fondamenta questo strumento essenziale della nostra democrazia. Solo restituendo forza, fiducia ed anche serietà d'intenti e profondità di sapere alla nostra scuola pubblica potremo offrire alle generazioni a venire la speranza di vivere e non soltanto di sopravvivere.»
Anna Foa

«Tutto quello che so, o quasi, lo devo alla scuola pubblica del mio Paese. Se essa domani scomparisse sarebbe come se scomparisse un pezzo della famiglia in cui sono nato.»
Ernesto Galli della Loggia

«La scuola pubblica garantisce, al tempo stesso, elevati livelli di istruzione e capacità di confronto e integrazione con quanti provengono da diversi ambiti culturali. Essa rappresenta perciò lo strumento principale di crescita civile ed economica del nostro paese.»
Innocenzo Cipolletta


«La scuola, come l'acqua, deve essere di tutti.»
Valerio Magrelli

«Io vado spesso nelle scuole e sento che la maggior parte degli insegnanti e degli studenti sono molto sconcertati da questa voluta disgregazione della scuola pubblica in favore di quella privata. Trovo anch'io molto grave che proprio dai nostri dirigenti, da chi dovrebbe difendere la scuola pubblica, arrivino queste chiare indicazioni di aggressività e progetti di distruzione. Gli argomenti sono inaccettabili: parlare di  insegnanti che "inculcano idee eversive e contrarie alla famiglia nelle giovani teste degli studenti" è una falsificazione della realtà. Significa solo che la paura della pluralità delle idee sta portando rapidamente verso nuove forme di autoritarismo, molto pericolose per la tenuta della democrazia.»
Dacia Maraini

«La scuola pubblica statale italiana è nata con lo Stato italiano, cioè come parte essenziale di un processo di liberazione politica, di autonomia e indipendenza della cultura, di laicità e libertà della conoscenza e della coscienza che si racchiude storicamente nel nome di Risorgimento nazionale. Su questi fatti e sulla consapevolezza che la scuola partecipasse a consolidare e rafforzare l'unità della nazione e al suo sviluppo culturale si sono  costruite dal 1861 in poi le strutture dell'istruzione obbligatoria, dell'istruzione gratuita, dell'istruzione senza distinzioni o privilegi di classe e di casta,  e senza interdizioni o separazioni ideologiche o religiose. Cioè la scuola pubblica dell'Italia unita è stata, prima di ogni evoluzione e  trasformazione delle altri istituzioni pubbliche, l'istituzione più rappresentativa  e più dichiarata di un modello democratico di società . È stata il simbolo ideale e culturale della democrazia prima che  la democrazia stessa si realizzasse in termini concreti di organizzazione sociale, economica, giuridica, costituzionale. Ogni attacco alla scuola pubblica è dunque un attacco alle ragioni originarie del nostro essere nazione democratica ed è un oltraggio, senza alcuna possibile e contingente giustificazione,  alle nostre memorie più autentiche di italiani e di partecipi della vita civile dell'Italia.»  
Lucio Villari

«Il welfare è la scelta di una collettività di condividere dei rischi e degli investimenti. Il rischio della malattia e quello della vecchiaia, l'investimento sul futuro che si chiama educazione. Condividere questo investimento è una scelta alta che contiene due valori importantissimi: il primo è 'per tutti', il secondo è 'educare dei cittadini'. La scuola pubblica è  questo, è l'obiettivo comune di costruire una società nella quale, i cittadini, tutti, possano sentirsi a proprio agio perché nelle diversità - che sono  il sale della vita e della evoluzione - c'è una cosa che accomuna, la cittadinanza, per tutti.»
Marco Panara

«Distruggere la scuola pubblica, o contribuire al suo degrado, è un venir meno a ciò che Johann Gottfried Herder considerava un essenziale compito antropopoietico, ovvero quella "costruzione di umanità" che, "comunque venga intesa", tutte le società, in non importa quali condizioni, hanno da sempre dovuto affrontare. Proprio per questo - aggiungeva Herder - la natura ha disposto che "la fanciullezza duri più a lungo e impari una forma di umanità soltanto con l'aiuto dell'educazione".»
Francesco Remotti

«L'istruzione è un bene comune come l'acqua, come la salute. Privatizzarla è un crimine. Metterla a disposizione di tutti i cittadini, nati  in Italia  e arrivati in Italia per lavorare o salvarsi la vita, migliorarla e finanziarne lo sviluppo e l'adeguamento alla complessità del presente, è un dovere culturale. E morale.»
Lidia Ravera

«A proposito di scuola pubblica credo che sia necessario migliorare il rapporto famiglie-scuola perché negli ultimi anni si è creato un atteggiamento troppo giustificazionista dei genitori verso i figli togliendo agli insegnanti e alla scuola il ruolo educativo. Insisterei sul ruolo della scuola pubblica in cui si apprende la responsabilizzazione verso gli altri, la tolleranza delle diversità e la comprensione del punto di vista degli altri. La scuola non è solo il luogo in cui si apprendono competenze e nozioni, a scuola si impara a stare con gli altri, a rispettare regole e limiti e a saper lavorare in gruppo, requisiti fondamentali anche nel mondo del lavoro.»
Massimo Ammaniti

«I nostri progenitori hanno inventato e introdotto in tutta Europa un'educazione universale, integrata e coinvolgente per aiutarci a parlare l'uno con l'altro, a comprendere ciascuno l'altro, a imparare l'uno dall'altro, beneficiando insieme della varietà delle nostre esperienze, competenze e talenti, vivere insieme in pace e amicizia e trarre così vantaggio dalla presenza degli altri. Adesso poniamoci la domanda: quale sarebbe stato il risultato di un'educazione diversa, divisa e parcellizzata? Che cosa sarebbe oggi l'Europa se avessimo seguito questa strada?»
Zygmunt Bauman

«La scuola pubblica è lo strumento principale che la nostra democrazia si è data per garantire l vera uguaglianza di diritti e di possibilità di tutti i cittadini. Distruggerla signfica distruggere le basi della nostra civiltà.»
Alessandro Portelli

«Dopo la Grande Recessione, l'istruzione è diventata ancora più di prima la migliore assicurazione sociale di cui un giovane oggi può dotarsi per evitare un futuro difficile, fatto di disoccupazione e bassi salari. I lavoratori poco qualificati dei paesi avanzati sono sempre più l'anello debole della crescita mondiale, schiacciati fra i lavoratori poco istruiti dei paesi emergenti e i lavoratori qualificati dei paesi avanzati. Alla luce di tutto questo è molto grave la scelta operata da l nostro esecutivo, che in tre anni ha tagliato solo un capitolo della spesa pubblica: le risorse per l'istruzione.»
Tito Boeri

«Credo vi sia un serio problema di ristrutturazione della scuola pubblica (e in generale delle nostre società), anche perché di soldi non ce ne sono. E' giusto chiederli, per difendersi il più possibile dai tagli, ma tagli ce ne saranno lo stesso, e di crescenti. L'unico modo per affrontare il futuro, è capire che siamo entrati in una gigantesca fase di ridefinizione delle nostre società, che non sono più il centro del mondo, e sono in evidente declino, e solo chi saprà affrontare questi problemi sarà in grado non di evitare i problemi, ma forse nel migliore dei casi di ridurli.»
Andrea Graziosi

«Nelle nostre democrazie l'insegnamento pubblico, laico e di qualità è lo strumento per realizzare una rivoluzione pacifica per una comunità migliore. La scuola non è semplicemente un luogo nel quale si ripetono i discorsi della famiglia, ma uno spazio intellettuale nel quale ci vengono offerte alternative e si apprende a convivere nel pluralismo.»
Fernando Savater

«La scuole deve essere come l'acqua: pubblica e senza padroni.»
Giancarlo Caselli

«La scuola pubblica non riuscì a piegarla neanche il fascismo. Coraggio colleghi: non ce la faranno neanche questa volta. Dipende anche da noi.»
Luciano Canfora

«La scuola pubblica è importante perché nella Costituzione c'è scritto: "I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi".»
Miguel Gotor

«Impegnarsi per la scuola pubblica, sotto attacco come la giustizia, significa impegnarsi perche' i cittadini del futuro si riconoscano nei principi della nostra Costituzione e nella nostra storia. Grazie agli insegnanti, i veri eroi del nostro tempo.»
Armando Spataro

«Banalità per banalità si potrebbe dire che proprio in quanto sede di pluralismo e di libertà la Scuola pubblica è il luogo dove si impara a imparare, e cioè a vedere il mondo che ci circonda come eredità del suo passato, a capire le ragioni degli altri, a diventare cittadini del mondo.»
Massimo Firpo

«Lyndon B. Johnson, LBJ, grande Presidente USA, del Texas, parlava più o meno come un leghista di Gemonio ed era famoso per le battute grevi (come quella sul suo VP Humphrey, da lui disprezzato perché "he cannot piss and fart at the same time, as a real man"). Ma da giovane aveva frequentato una scuoletta battista persa nella prateria, dove andavano a piedi i bambini poveri della zona camminando per chilometri (si può ancora visitare) e aveva quindi insegnato in una scuola pubblica al confine con il Messico, e poi, per tutta la vita, prima da senatore e poi da Presidente, si era sempre battuto ferocemente per le scuole pubbliche per bambini di tutti i colori. Contrariamente a Nixon e Bush che hanno registrato sempre tutti i loro colloqui, ma li hanno poi secretati, LBJ ha depositato tutto il suo archivio anche audio a Austin, Texas ed è commovente sentire l'accanimento con cui, da presidente, negoziava con i politici locali, non molto più teneri verso i messicani o gli americani-africani di un Bossi o un Borghezio, per  convincerli a sostenere le sue politiche in favore della scuola pubblica.  Le nazioni sono grandi tanto quanto è grande la loro fede nella educazione per tutti.»
Guido Martinotti

«In una società democratica che intenda rimanere tale, l'educazione non può mirare se non alla formazione di personalità autonome, capaci di maturare propri criteri di giudizio e orientamento nel mondo, e perciò di emanciparsi dal gruppo familiare che intenda imporsi come padre-padrone delle anime dei figli.
L'educazione all'autonomia non può che essere pubblica, sia nel senso che deve svolgersi in un contesto aperto al confronto tra la più ampia varietà di modelli culturali, sempre sulla base dell'acquisizione di conoscenze rigorose in ogni campo del sapere; sia nel senso che deve essere concepita come servizio pubblico, come un dovere della collettività verso tutti i suoi cittadini in formazione. Come diceva Hegel: "la società sottrae l'individuo al legame familiare, svincola i membri di esso l'uno dall'altro e li riconosce come persone autonome… Così l'individuo è divenuto "figlio della società", la quale altrettanto ha pretese verso di lui quanto egli ha diritti verso di lei" (Fil. dir., § 238). Non meno pericolosa, per la democrazia, dell'educazione privata "a volontà familiare", è l'educazione pseudo-pubblica che tenta di proporsi come banca del seme identitario per cittadelle comunitarie locali, esclusive-escludenti, più o meno inventate: sulle cui mura la parola libertas assume un significato non dissimile da quello del motto "moglie e buoi dei paesi tuoi". Un'esplorazione sugli usi, nella letteratura classica, delle nozioni di idion, "privato, particolare", e demosion, "pubblico, comune", potrebbe insinuare l'idea di una reciproca implicazione tra il ripiegamento sul gruppo autoctono e sulle sue particolarità — Erodoto (4,18) parla di un ethnos idion a proposito di certi abitanti del profondo nord — e la chiusura mentale, la rozzezza e l'incultura. La idiosis (Platone, Repubblica, 462), la "distinzione" come separatezza, può produrre l'idiotes, lo zotico ignorante; così come l'idiotes tende all'idioteia (Platone, Leggi, 696), alla vita chiusa nel particolare, alla cura di ta idia, gli averi, insieme a oi idioi, il gruppo dei "suoi" — come la moglie e i buoi.»
Michelangelo Bovero

«Stupisce, 152 anni dopo la pubblicazione della legge Casati, dover ancora proclamare  il valore indispensabile di una scuola pubblica statale aperta e accessibile a tutti. Allora, con il Regio decreto 3725 del Regno di Sardegna, poi esteso all'Italia unificata, si sosteneva la volontà dello Stato di farsi carico del diritto-dovere d'intervenire in materia scolastica a fianco e in sostituzione della Chiesa cattolica, che da secoli deteneva il monopolio dell'istruzione. Oggi, nel 2011, chiediamo la stessa cosa; diritti uguali per tutti, scelte autonome rispettose di ogni credo, valutazioni sui meriti e non sui privilegi.»  
Evelina Christillin

«Deve essere pubblica come pubblico è il Bene Comune.»
Maria Teresa Beonio Brocchieri Fumagalli

«La scuola pubblica è l'unico vero crogiolo di culture possibile per formare dei veri cittadini del proprio paese, dell'Europa del mondo.»
Jacques Le Goff

«Vorrei una scuola pubblica forte, se non altro per poterne criticare le inadempienze senza timore di sparare sulla croce rossa.»
Roberto Alajmo

«La scuola aiuta a crescere, a diventare responsabili, a mettersi dentro la capacità di essere liberi. Ciò accade specialmente nella scuola pubblica, perché è il luogo di incontro di condizioni sociali e personali assai diverse, ed è più frequente il confronto tra culture e situazioni diverse.»
Gherardo Colombo

«Uno dei segni peggiori dell'oggi è la caduta di alcuni tabù storico-etici (per esempio l'inaccettabilità di negare o sminuire la Shoah), di minimi tabù umani e civili (come non esercitare violenza su chi è indifeso), e di alcuni principi basilari di qualsiasi convivenza (la consapevolezza che non tutti i comportamenti sono rimediabili, il riconoscimento della responsabilità personale).
Sono precondizioni per avviare buone pratiche di cittadinanza; sono anche problemi scontati, eppure oggi enormi, e credo che una scuola plurale come quella pubblica sia il posto migliore per affrontarli, sono lì pronti che aspettano, e molti docenti ci lavorano già da tanto.
Ma la scuola ha anche bisogno di vedersele intorno, le buone pratiche,  attuate da ciascuno per quel che può e come può. Da sola non credo sia in grado di farcela, la pressione in senso opposto, a volte degli stessi genitori, è troppo forte. Vorrei che, senza retorica, si parlasse di più delle buone pratiche e della buona cittadinanza, che se ne mostrasse la possibilità e la desiderabilità.
Sarò predicatoria, ma vi racconto una storia significativa che ho saputo quasi per caso, grazie a un'amica giovane con cui si stava parlando di denunce anti-violenza. Un ragazzo della sua cerchia aveva preso a schiaffi la compagna. Rimproveri, promesse- e ricaduta. Dopo aver discusso se denunciarlo o no ("gli roviniamo la vita!"), il gruppo, compresi i coinquilini del ragazzo, ha preferito una strada diversa: non parlargli né dargli ascolto, trattarlo da invisibile, così da fargli capire che con quegli schiaffi si era giocato il diritto di cittadinanza nel loro spazio comune, e che doveva riguadagnarselo. È successo a Torino, poco tempo fa. Ma lo sappiamo in pochi.»
Anna Bravo

Una buona scuola pubblica è un buon frammento di avvenire comune libero e impegnato.»
Carlo Bernardini

«È immensa miopia non vedere che la scuola pubblica statale ha finora prodotto ricchezza per l'Italia e non certo spreco di risorse, come sembra pensare chi la indebolisce sottraendole fondi. Ucciderla, come si sta facendo, è un crimine le cui conseguenze colpiranno tutti, anche quelli che oggi assistono indifferenti, convinti che il fatto non li tocchi.»
Rosamaria Loretelli

«La scuola pubblica è l'unico luogo salvo. Lo è perché è universale e dunque raccoglie ogni giorno, ad un tempo, il diritto di tutti a crescere e imparare, che rende eguali e il rispetto per la differenza tra persone diverse che crescono. Lo è perché è lo spazio pubblico dove le generazioni si incontrano per apprendere.
Queste cose  fanno la forza della scuola. Ma la sottomettono anche a potenti sollecitazioni. Perché oggi i modelli educativi e il come si apprende stanno conoscendo una trasformazione radicale, epocale. Perciò: la difesa della scuola è la condizione del cambiamento del quale ha urgente bisogno  e il suo cambiamento è la condizione della sua difesa.»
Marco Rossi-Doria

«La scuola pubblica è la dimora dove si conserva e trasmette la memoria comune di un popolo, il luogo dove si forma lo sguardo critico e plurale sul mondo, l'avamposto da cui si combattono le disuguaglianze che lacerano la società, il progetto quotidiano con cui le giovani generazioni costruiscono il nostro futuro.»
Piero Bevilacqua

«Il sottoscritto, figlio di operai, ragazzo con le spalle larghe e una buona resistenza alla fatica, senza le scuole pubbliche sarebbe stato un ottimo schiavo della gleba.»
Mauro Covacich

«Ho imparato di più in tredici anni di scuola che nel resto della mia vita: mi batterò fino in fondo per difendere la più importante istituzione che abbia la democrazia, e cioè la scuola pubblica.»
Piero Dorfles




Commenti  

 
0 # 16-05-2011 18:07
Pubblica!!!!
 
 
-1 # 16-05-2011 18:08
Assolutamente pubblica!
 
 
0 # 16-05-2011 22:28
Per il futuro dei nostri figli e per il futuro del nostro paese, difendiamo il vero strumento della democrazia e della cultura accessibile e libera per tutti.
 

Seguici in rete

facebook twitter youtube   
newsletter laterza

Ricerca

Ricerca avanzata

Notizie

Edizione:
Collana:
ISBN:
Argomenti:

copia il codice seguente e incollalo nel tuo blog o sito web:

torna su