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Cristina Taglietti - Risvolti di copertina. Viaggio in 14 case editrici italiane


Un libro per chi si è sempre chiesto cosa si nasconde dietro le porte di una casa editrice.

Risvolti di copertina

Un viaggio che ci conduce, passando per gli spazi e le parole dei protagonisti, attraverso le varie facce dell’editoria italiana e le sue peculiarità. Da Milano fino a Palermo, marchi storici o nati da poco raccontano l’identità che incarnano, il modello imprenditoriale che hanno sposato, la personalità di chi le guida o il cambiamento che hanno saputo affrontare.

L’editoria italiana è cambiata radicalmente negli anni Duemila. Sono mutate le costellazioni che la compongono, ma anche il modo di lavorare. E se è vero che, anche nel nostro paese come nel resto del mondo, si va verso le grandi concentrazioni editoriali, è altrettanto vero che editori indipendenti, piccoli e medi, marchi storici e sigle più recenti continuano a proporre novità adeguandosi ai tempi, cercando di non tradire la propria identità. Insomma, l’editoria libraria è ancora “una cosa importante nell’Italia in cui viviamo”, come diceva Italo Calvino in un’intervista a Marco D’Eramo pubblicata su “Mondo operaio” nel 1979. Un organismo vivo, di persone, progetti, luoghi in cui le idee si incontrano e prendono forma.
Un microcosmo fatto anche di indirizzi storici a volte talmente noti da essere usati come sinonimo del marchio che ha sede in quella via, a quel civico. Spesso le sedi delle case editrici sono, appunto, case, come sottolinea più di uno degli editori incontrati per questo libro. Non lo è quella del gruppo Mondadori, a Segrate, inaugurata più di quarant’anni fa, dove le redazioni e gli uffici sono distribuiti nei cinque piani del grande parallelepipedo progettato da Oscar Niemeyer, affacciato su un lago artificiale di ventimila metri quadri. Non lo è più la Feltrinelli, passata, alla fine del 2016, dai due appartamenti della centralissima via milanese Andegari al palazzo di vetro di Porta Volta (uno dei luoghi simbolo della Milano del futuro), firmato dallo studio internazionale di architettura Herzog & de Meuron. Continuano ad esserlo, però, molte altre e non è questione di dimensioni: piccoli marchi in appartamenti di poche stanze, grandi gruppi che occupano interi palazzi. Spesso ci sono salotti, soggiorni, sale da pranzo, corridoi, pianerottoli, campanelli da suonare. I tavoli ovali per le riunioni sostituiscono i tavoli da pranzo, gli sgabuzzini vengono adattati a piccole cucine per la pausa caffè, le cantine diventano depositi, biblioteche o studi di registrazione per gli audiolibri.
Questo volume nasce da qui: dal desiderio di condurre il lettore dietro quei portoni, di mostrare chi abita quelle stanze, in quali spazi si pensano e si realizzano i libri che leggiamo, come si formano i grandi bestseller internazionali sui tavoli degli editor o qual è la strada che percorre un testo per arrivare dal computer di un esordiente agli scaffali, anche virtuali, delle librerie. Una rassegna che, senza l’ambizione di essere esaustiva, vorrebbe mostrare le varie facce dell’editoria italiana e le loro peculiarità, raccontandone l’evoluzione: dalla varia alla scolastica, dai ragazzi alla ricerca, dall’associazione all’impresa familiare.
Sono case editrici significative per la storia che hanno alle spalle, per l’identità che incarnano, per il modello imprenditoriale che hanno sposato, per la personalità di chi le guida o per il cambiamento che hanno saputo rappresentare. Sono soltanto un campione della grande varietà e vivacità della nostra editoria, tappe di un viaggio in Italia che dal Sud, dalla Sicilia dove Sellerio, allungando carsicamente le sue radici fino al Nord, è diventato un caso da manuale, arriva alla Milano capitale dell’editoria con i grandi gruppi ma anche con un ricco insieme di marchi medi o piccoli, capaci di coltivare con coerenza la loro identità anche specialistica.
L’editoria italiana è ormai multicentrica, è a Milano, ma sempre più anche a Roma, dove prolifera una editoria di ricerca accanto a marchi che ormai possono essere considerati storici. Come la minimum fax, fondata da Marco Cassini e Daniele Di Gennaro nel 1994, dove una scissione dolorosa si è trasformata in ricchezza dando vita a una nuova realtà, Sur, inizialmente specializzata in classici contemporanei della letteratura latinoamericana e che oggi pubblica anche narrativa e saggistica dall’inglese. A Roma operano anche marchi piccoli, a volte piccolissimi, attenti alla qualità, come Nutrimenti, 66thand2nd, La Nuova Frontiera, solo per citarne alcuni, mentre basta spostarsi nelle Marche, a Macerata e Matelica, per trovare Quodlibet e Hacca.
Nelle piccole aziende familiari il cambio generazionale in molti casi ha portato al comando i figli, subentrati ai padri fondatori che hanno ideato il progetto originario, creato il catalogo e dato valore al marchio: una nuova guardia che ha saputo in molti casi cambiare passo, come hanno fatto Hoe­pli e Giuntina. Come ha fatto Iperborea, fondata nel 1987 da Emilia Lodigiani e ora guidata dal figlio Pietro Biancardi, marchio che in poco tempo è passato da dieci titoli all’anno ai trenta di oggi e ha fertilizzato, con la varietà esclusiva della letteratura nordica, anche I Boreali, festival diventato un appuntamento fisso a Milano e in altre città.
La mappa, d’altronde, continua a modificarsi, con piccoli e grandi smottamenti. La concentrazione Mondadori-Rizzoli, ufficializzata nell’aprile 2016, sembra aver liberato nuovi spazi e si possono vedere aspetti vitali e stimolanti anche ai margini della topografia più centrale. Tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 sono entrati nel mercato italiano due grandi gruppi internazionali, HarperCollins e Planeta, che giocano, pur con alcune specificità, la stessa partita sul campo dell’editoria di intrattenimento; la diaspora di Elisabetta Sgarbi, Mario Andreose, Umberto Eco dalla Bompiani ha dato vita a La nave di Teseo che, due anni dopo la nascita, avvenuta nel 2015, ha rilanciato acquistando la Oblomov di Igort e Baldini+Castoldi; in un loft milanese di grande carattere, con un giardino trasformato in uno spazio per gli incontri con gli autori, si è affermata la Sem di Riccardo Cavallero, uscito da Mondadori con due (ex) colonne del gruppo di Segrate: Antonio Riccardi e Valerio Giuntini. Nel vuoto lasciato libero dalla Rizzoli nella nuova Rcs a gestione Urbano Cairo è sorto il marchio Solferino; Adelphi è di nuovo nelle mani di Roberto Calasso, mentre la veneziana Marsilio, tornata di proprietà della famiglia De Michelis, ha fatto entrare nel capitale Feltrinelli.
Insomma, la geografia editoriale cambia e anche un piccolo marchio come NN, nato nel 2015 in una casa di ringhiera milanese di uno dei viali della circonvallazione, può dare la scalata alla top ten trasformando uno scrittore americano pressoché sconosciuto, Kent Haruf, in un autore di culto. Segno che fiuto, passione, buone idee sono ancora gli ingredienti principali di chi fa questo lavoro.


Cristina Taglietti - Risvolti di copertina. Viaggio in 14 case editrici italiane




Cristina Taglietti lavora da oltre vent’anni al “Corriere della Sera”, dove si occupa di libri ed editoria per le pagine culturali.

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