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Gabriele Ranzato - La liberazione di Roma

La liberazione di Roma raccontata da uno dei più grandi storici italiani.


La liberazione di Roma

L’ampia e nuova documentazione e l’interpretazione originale cambieranno la storiografia tradizionale.


Ancora la mattina del 4 giugno attorno agli accessi in città dell’Appia e della Casilina le truppe americane dovettero far fronte a gruppi di retroguardia della Hermann Göring. E sebbene la resistenza tedesca non si sia certo configurata come una battaglia, il loro ingresso in città non fu proprio una passeggiata. Perché, come è stato ricordato,

La guerra strada per strada è tra le prove più mortali che debbono essere sostenute dagli uomini della fanteria, e Roma quel giorno non fu un’eccezione. Cecchini, tank sparpagliati, piattaforme mobili antiaeree e cannoni anticarro costituirono un blocco di resistenza che dovette essere eliminato.

In serata però i mezzi della divisione corazzata di Harmon entrarono alfine in città, seguiti intorno alla mezzanotte da diverse unità di fanteria, anche se queste dovettero attraversare la capitale senza poter partecipare ai festeggiamenti della sua conquista perché costrette a continuare il loro inseguimento dei tedeschi in ritirata. Ma a godere del tripudio dei romani liberati furono soprattutto i soldati yankees, che per la maggior parte arrivarono nelle prime ore del mattino del giorno 5, mentre unità britanniche giunsero solo la sera.
Si può dire che Clark avesse vinto la corsa, e andò quel giorno a celebrare la sua gloria di conquistatore recandosi in jeep al Campidoglio, insieme a Truscott e Juin, dove, di fronte agli inviati della stampa, tenne un discorso che dovette sembrargli una vera orazione da console romano dopo il trionfo. Ma chi si era assicurato la posta in gioco più importante era stato il generale Marshall, il quale aveva raggiunto proprio sul filo di lana il suo obiettivo di far prendere Roma dalle truppe americane prima dello sbarco in Normandia, che sarebbe avvenuto il giorno seguente. La conquista della prima capitale dell’Asse da parte americana, benché sia stata fatta apparire soprattutto come l’appagamento della vanità di uno solo, era soprattutto una vittoria degli americani che, sommata all’immediata realizzazione di Overlord, da essi fortemente voluta, ridimensionava notevolmente le ambizioni degli inglesi.


Gabriele Ranzato - La liberazione di Roma. Alleati e Resistenza



 

Gabriele Ranzato ha insegnato Storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Pisa.


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