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Paola Columba, Il femminismo è superato. Falso!


IL FEMMINISMO È SUPERATO. FALSO!

“Il femminismo è superato”

Dalle battaglie delle femministe ‘storiche’ alle ragazze della youtube generation il punto resta la difesa dei diritti delle donne. Paola Columba, autrice del documentario Femminismo!,  ha messo a confronto le giovanni donne di oggi con le femministe del passato.


Questo libro nasce da un sentimento di sconcerto. Da un intimo disagio. Dalla sorpresa crescente di non riuscire più a riconoscermi nel mio paese, il luogo in cui sono nata e che mi ha reso libera.
Da ragazza progettavo il mio futuro, la mia vita, senza limitazioni o costrizioni. La mia indipendenza era una condizione data, non un obiettivo da raggiungere. È stato così grazie alle conquiste che molte donne hanno ottenuto per le giovani della mia generazione e per le ragazze di oggi: la legge sull’aborto, il divorzio, il diritto di famiglia. Con manifestazioni di piazza, rumorose ma pacifiche. E ancora prima con le battaglie istituzionali per l’emancipazione della donna.

Ero nata femmina. Ma non mi sentivo un essere inferiore.

Nonostante le grandi battaglie femministe, in Italia la parità dei sessi – nella diversità, come ci ha insegnato il secondo femminismo – è ancora piuttosto lontana. E non è una mia sensazione. Lo dicono i dati.

Il rapporto 2017 sul Global Gender Gap (il divario di genere nel mondo), pubblicato dal World Economic Forum – che calcola questo gap in base a criteri economici, politici, di salute e formazione –, ci dice che l’Italia è all’ottantaduesimo posto su un totale di 144 paesi. Siamo dietro la Grecia, ma anche dietro il Burundi, la Bolivia, il Mozambico e l’Uruguay. Dal 2015 a oggi siamo retrocessi di 32 posizioni!

Le percentuali sulla differenza di retribuzione salariale sono preoccupanti: il 61,5% delle donne lavoratrici italiane – contro il 22,9% degli uomini – o non viene retribuito o non lo è adeguatamente. E lavora di più (512 minuti contro i 453 di un collega uomo).

Analizzando il rapporto annuale 2017 dell’Istat le cifre purtroppo ci confermano un’evoluzione in negativo: in dieci anni l’occupazione femminile è scesa dai 22,9 punti del 2008 a 18,4 punti, mentre il 41% delle «occupate atipiche», cioè con lavori saltuari, è madre. Neanche il mondo politico brilla per parità, visto che il nostro Parlamento è formato solo dal 31% di donne e che nei ministeri la percentuale scende al 27,8.

Dietro queste statistiche ci sono – oggi forse più di ieri – comportamenti sessisti, misogini e maschilisti in famiglia, nei luoghi di lavoro e in politica. Per non dire dell’uso di vecchi e nuovi stereotipi nel linguaggio, in pubblicità, in televisione e sul web.

Eppure le ragazze della generazione dei millennials – le nate tra i primi anni Ottanta e l’inizio del Duemila – si sentono pari agli uomini, si sentono libere. E non percepiscono il pericolo di perdere i diritti faticosamente ottenuti dalle loro nonne e dalle loro mamme.

Sono le ragazze della youtube generation, che non hanno problemi a dichiararsi con fierezza «non femministe» e che spesso equiparano il femminismo al maschilismo. Non c’è allarme in loro, non c’è la forte preoccupazione che invece sento io.

Oggi succedono cose che per le ragazze della mia generazione erano inimmaginabili. Solo un esempio: se quand’ero al liceo avessi lasciato il mio compagno, lui non avrebbe neanche pensato di darmi fuoco. Non succedeva perché era semplicemente impensabile.

Certo, altre cose terribili avvenivano nel nostro paese, erano gli «anni di piombo». Ma questa è un’altra storia...

Questo libro parla delle giovani donne di oggi, del rapporto che hanno con il loro corpo, del sesso separato dall’identità, di vecchi e nuovi stereotipi, di amore e violenza... e tanto altro. Ho raccolto le loro testimonianze durante la realizzazione del mio film documentario Femminismo!, incontrandole all’università, fuori e dentro le scuole e nei quartieri di molte città: Milano, Bologna, Roma, Firenze...

Perché queste giovani donne attribuiscono alla parola femminismo un significato negativo? E come mai quando la sentono pronunciare non pensano immediatamente al movimento che nell’Italia degli anni Settanta ha lottato per la libertà e per i diritti delle donne?

Ho messo a confronto le loro testimonianze con quelle delle cosiddette femministe «storiche».

Le donne «del passato», molto attive anche nel presente, sono andata a trovarle nelle loro case. Lì ho fatto lunghe chiacchierate con Emma Bonino, Dacia Maraini, Marisa Cinciari Rodano, Luisa Muraro, Maria Rosa Cutrufelli, Lidia Ravera, Lea Melandri, Bianca Pomeranzi, Alessandra Bocchetti, Francesca Koch, Daniela Pellegrini.

Cosa è successo all’interno del mondo femminile in questi ultimi anni? La trasmissione tra generazioni ha fallito? Forse le donne non erano preparate alla rivoluzione da loro stesse generata all’interno della vecchia struttura gerarchica patriarcale. Hanno imitato i modelli maschili senza inventarne di nuovi? Si sono confuse? Forse si sono perse senza la guida di altre donne – le loro madri – che hanno voluto giustamente godere dei frutti delle proprie battaglie; che finalmente hanno vissuto la libertà raggiunta osservando «un turno di riposo», senza però trovare nei loro compagni uomini un complice, un alleato.

Ho parlato con tantissime donne anche durante gli incontri e i dibattiti prima e dopo le proiezioni del documentario. Nel mio girovagare per l’Italia – dal Nord al Sud, isole comprese – ho incontrato persone veramente speciali. Persone dell’Italia migliore, che è senz’altro diversa da quella raccontata quotidianamente dalla televisione, dai giornali, dai social. Questi incontri mi hanno ridato fiducia nel mio paese e in molte delle persone che lo abitano. Il libro è così diventato un racconto composto dalle voci delle «ragazze di oggi» e delle «ragazze di ieri», insieme alla mia voce che fa un po’ da contrappunto, con riflessioni e ricordi.

Ci siamo interrogate su cosa sia stato il femminismo per chi lo ha vissuto e per chi allora non c’era. Ho cercato di capire cosa ha cambiato, quale eredità ci ha lasciato e per quali ragioni gli anni trascorsi hanno svuotato di senso la parola.

È un libro, infine, che ho scritto con in mente una domanda: il femminismo è superato o ce n’è ancora bisogno? La mia risposta è già nel titolo. Mi auguro che, dopo aver letto queste pagine, sarete d’accordo anche voi.


Paola Columba, "Il femminismo è superato" Falso!


Paola Columba è autrice e regista, con un passato da giornalista al “Messaggero”. Il suo documentario Femminismo! ha avuto la “Menzione Speciale ai Nastri d'Argento 2017”.


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