Password dimenticata?

Registrazione

L'editoria in Italia non è solo Milano

Giuseppe Laterza
L'editoria in Italia non è solo Milano

Un intervento di Giuseppe Laterza a proposito della Fiera del Libro


 

Caro Riccardo Franco Levi,
ho molto apprezzato quanto hai detto a Repubblica sulla promozione della lettura attraverso l'alleanza con il mondo della scuola. So che credi anche alla stretta collaborazione tra gli editori e tutti gli altri protagonisti della filiera del libro, dai librai ai bibliotecari.
Non solo concordo, ma mi spingerei ancora più in là. Noi editori potremmo essere un fattore di aggregazione di tutta l'industria culturale italiana: i dati comparati dei consumi culturali nei paesi europei dimostrano che chi - come l'Italia - investe meno in ricerca, formazione e cultura si ritrova meno sviluppo, meno occupazione e meno benessere.

Una correlazione che le nostre classi dirigenti - politiche ed economiche - sembrano ignorare. E che richiede un grande progetto collettivo di lungo termine a cui noi editori possiamo dare un contributo qualificato di competenze e relazioni.

Non sono convinto, invece, che Milano abbia bisogno di ribadire il suo primato. E non vedo francamente un “diritto” della città ad avere una grande fiera internazionale (peraltro non mi è chiaro perché un'associazione nazionale degli editori debba promuovere una fiera che abbia nella "milanesità un punto di forza"). E questo proprio perché Milano è la città italiana con la più alta concentrazione editoriale. Anche Parigi e Londra sono capitali del libro. Ma la caratteristica italiana - nell'editoria come in tanti altri settori -  è la diffusione su tutto il territorio nazionale di una grande e qualificata varietà di soggetti. Il nostro patrimonio editoriale si distribuisce in tutta la penisola: da Sellerio a Palermo a Marsilio a Venezia, da Einaudi e Boringhieri a Torino a Zanichelli e Il Mulino a Bologna, da Giunti a Firenze a E/O a Roma, solo per fare qualche esempio.

Per quale motivo anche queste città non avrebbero diritto a una grande fiera del libro? Per la verità, come sappiamo, una manifestazione nazionale esiste già da più di trent'anni ed è il Salone di Torino, che ha sempre convissuto armoniosamente con altre fiere a tema, per esempio la Fiera del libro per ragazzi a Bologna.

Riconoscere la pluralità dell'editoria italiana non significa mettere in ombra il ruolo di Milano. Se vuole svolgere una leadership nazionale Milano deve uscire dall'autocelebrazione e guardarsi intorno.

Sarebbe bello se come presidente dell'AIE ti impegnassi in un viaggio in giro per l'Italia, per incontrare editori ma anche librai, bibliotecari, lettori, protagonisti di mille esperienze originali di promozione della lettura. Credo che gli editori sarebbero buoni compagni di viaggio.



Questo intervento è stato pubblicato su "la Repubblica" il 28 settembre 2017.



comments powered by Disqus


Edizione:
Collana:
ISBN:
Argomenti:

copia il codice seguente e incollalo nel tuo blog o sito web:

torna su