Password dimenticata?

Registrazione

Home > In questione

#ioleggoperché: solo narrativa? #1 Intervento di Giuseppe Laterza

#IOLEGGOPERCHÉ: SOLO NARRATIVA?
#1
GIUSEPPE LATERZA

Giuseppe Laterza interviene a proposito della campagna #ioleggoperché lanciata dall'Associazione Italiana Editori (AIE) per promuovere la lettura. «Perché tra i 24 titoli selezionati ci sono solo opere di narrativa e nessun saggio?» si chiede l'Editore. E mette in discussione alcuni stereotipi molto diffusi sulla lettura.

[L'intervento di Giuseppe Laterza è stato pubblicato sull'inserto domenicale del Sole 24 Ore Domenica 24 il 1° marzo 2015]

#ioleggoperché: solo narrativa? Intervento di Giuseppe LaterzaChe i non lettori siano attratti solo da romanzi è un'idea sbagliata. Che lo pensino i non addetti ai lavori si può capire: di un libro non si dice forse che «si legge come un romanzo»? Preoccupa, però, che lo pensi l'Associazione Italiana degli Editori (AIE), che per la campagna #ioleggoperché ha selezionato 23 romanzi da regalare in 240.000 copie ai non lettori. (Più il libro di Daniel Pennac, intitolato Come un romanzo, appunto).

Ora, perché solo romanzi? Non certo perché siano i libri che vendono di più: la narrativa sostiene meno di un quarto del mercato librario complessivo. Basti pensare alla diffusione di libri come il Manifesto del partito comunista, L'Interpretazione dei sogni di Freud, l'Artusi o i libri di Margherita Hack e Tiziano Terzani... Proprio in questi giorni è primo in molte classifiche un saggio di Carlo Rovelli intitolato Sette brevi lezioni di fisica.

Come si spiega, allora, questa scelta da parte di professionisti del libro? Forse perché condividono alcuni stereotipi diffusi, che vale la pena mettere in discussione. Ne cito tre:

  • Il primo: c'è chi pensa che un romanzo si legga per piacere e ogni altro libro per dovere, ma è idea smentita dai fatti, come può testimoniare qualsiasi libraio o bibliotecario.

  • Il secondo: pensiamo di convincere qualcuno a leggere un libro per la sua «librità», cioè per le qualità che possiede in quanto libro (o romanzo). Io penso invece che la lettura scaturisca dalla motivazione.
    Ricordo un episodio che mi capitò durante un incontro organizzato dai Presìdi del libro, il movimento cresciuto in questi anni in Puglia. Si discuteva della crisi economica attraverso alcuni libri, letti e commentati da diverse persone. A un certo punto si alzò un uomo piuttosto anziano e ci raccontò che da poco aveva incominciato a leggere il suo primo libro, la biografia di Enzo Ferrari; gliela aveva regalata un amico che condivideva la sua passione automobilistica... Un caso? No, i non lettori (come i non utenti di cinema e i non frequentatori di musei) non sono una specie aliena. Possono avere una vita (anche intellettuale) intensa, con motivazioni e interessi altrettanto forti dei lettori.
  • Il terzo: l'idea che per conquistare alla lettura ciò che conta sia la «facilità» (come è stato detto presentando l'iniziativa dell'AIE).
    Se invece è la motivazione ciò che ci avvicina a un libro, perché si inneschi il passaparola ci vuole una relazione personale: occorre, cioè, che qualcuno suggerisca a qualcun altro uno specifico libro. E questo può essere un'opera di narrativa, certo. Ma perché non anche una guida, un libro di ricette, una biografia, un libro per ragazzi, un saggio di storia? Come un romanzo, a volte meglio.

Giuseppe Laterza


#IOLEGGOPERCHÉ: SOLO NARRATIVA?

  1. Intervento di Giuseppe Laterza
  2. Intervento di Francesco Antinucci
  3. Intervento di Giovanni Solimine



{disqus}




In questione

Edizione:
Collana:
ISBN:
Argomenti:

copia il codice seguente e incollalo nel tuo blog o sito web:

torna su