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Arrivano le novità di gennaio

Le novità di gennaio 2015

IN ARRIVO LE NOVITÀ DI GENNAIO!


In libreria dal 15 gennaio 2015


Il silenzio di Abram

Marcello Kalowski
Il silenzio di Abram
Mio padre dopo Auschwitz


Un padre sopravvissuto al campo di Auschwitz, un figlio che gli vive accanto e si assume il compito di dare voce al suo silenzio.
Ogni volta che posso chiedo a mio padre di parlarmi di Lodz, della sua famiglia, di Auschwitz. Nel farlo sollevo automaticamente la manica della sua camicia, mettendo a nudo il numero tatuato sul suo braccio. Mentre mi parla continuo a fissare quel numero che diventa uno schermo capace di trasformare istantaneamente le sue parole in immagini. Le poche cose che mi racconta, della sua infanzia felice, dell’abbrutimento nel ghetto che aveva prosciugato persino le lacrime che sarebbe stato giusto versare per la morte del padre, dell’ultimo sguardo rivoltogli dalla madre, degli incubi che popolavano le notti ad Auschwitz, me le dice sorridendo. Per i pochi che sono riusciti ad uscirne vivi, e sicuramente per mio padre, dopo Auschwitz è iniziata un’altra esistenza che in nessun caso è riuscita a costruire un ponte sospeso che li collegasse alla vita precedente. Sono io che debbo costruire quel ponte, perché la sua esistenza, subita e vissuta con coraggio, e le contraddizioni, le incertezze, le angosce, le sue debolezze acquistino il senso e la dignità che meritano.


Il coraggio dei giorni grigi

Paolo Borgna
Il coraggio dei giorni grigi
Vita di Giorgio Agosti


Torino, 28 aprile 1945. Un uomo scende da un’auto che arriva dal palazzo della prefettura e si ferma davanti alla questura. È il nuovo questore di Torino, nominato dal Comitato di Liberazione nazionale. Quell’uomo è Giorgio Agosti. Fino al giorno prima, Agosti è stato giudice al Tribunale di Torino. Ma negli ultimi venti mesi non ha avuto modo di scrivere molte sentenze. In compenso, ha svaligiato l’armamento di una caserma della guardia di frontiera. È sfuggito a un arresto. Ha diretto la Resistenza in Piemonte, come commissario politico di Giustizia e Libertà. Si è occupato di trovare materiali di ogni tipo: dalle armi alle maglie di lana, dai camion alle calze e alle scarpe. Ha preparato volantini e giornali clandestini e li ha diffusi. Ha fatto fuggire prigionieri alleati. Bandito e latitante, ha pensato e scritto come organizzare la polizia nella futura Italia democratica. Ha saputo comandare, come richiedeva ‘il tempo del furore’, e farsi amare, con la devozione che soltanto i grandi capi sanno suscitare.
Questo libro racconta la sua storia e, con lui, la storia di quella parte d’Italia intellettualmente impegnata che rimase fuori da ogni convento, politico e culturale, fedele solo all’imperativo morale e civile del ‘fai quel che devi’ non solo al tempo degli eroismi di guerra ma, soprattutto, durante il faticoso processo di ritorno alla normalità democratica.


“Il matrimonio omosessuale è contro natura”. Falso!

Nicla Vassallo
“Il matrimonio omosessuale è contro natura”. Falso!


Che il matrimonio omosessuale sia contro natura è convinzione di troppi nel nostro paese. Attraverso le regole del buon ragionare filosofico, Nicla Vassallo smaschera, con provocazione e intelligenza, il pregiudizio, il calcolo e l’ignoranza che escludono il matrimonio same-sex. Una donna che ama una donna e un uomo che ama un uomo debbono potersi sposare, se desiderano, e non vi è argomentazione valida contro, sempre che l’eterosessualità non permanga un dogma: prendiamone coscienza.


La grande bellezza dell'italiano

Giuseppe Patota
La grande bellezza dell'italiano
Dante, Petrarca, Boccaccio


La grande bellezza della lingua italiana – e dei classici che per primi le hanno dato forma – è qualcosa di cui tutti dovrebbero godere.
L’associazione fra l’italiano e la bellezza ricorre da secoli fra le persone colte di tutto il mondo. Nel corso del tempo, la nostra lingua è stata definita armoniosa, delicata, dolce, elegante, gentile, gradevole, graziosa, melodica, piacevole, seducente. «Gli angeli nel cielo parlano italiano», fa dire Thomas Mann al protagonista di un suo romanzo.
Tutto cominciò nel Trecento, con i capolavori di Dante, di Petrarca e di Boccaccio. La Divina Commedia, il Canzoniere e il Decameron rappresentano il momento di fondazione di un modello linguistico e letterario a lungo ritenuto insuperato.
Giuseppe Patota riscopre per noi la bellezza della lingua inventata e usata dai grandi del nostro Trecento, illustrandone le opere e svelandone i segreti. Scopriamo così, pagina dopo pagina, un Dante capace di tendere l’italiano come se fosse un elastico, fino all’estremo della sua capacità espressiva, un Petrarca che domina i numeri e il sistema binario al pari di un genio dell’informatica, un Boccaccio straordinario prestigiatore linguistico che estrae meraviglie verbali dal cilindro del suo Decameron.



In libreria dal 22 gennaio 2015


Portico d'Ottavia

Anna Foa
Portico d'Ottavia


illustrazioni di M. Berton

Quel giorno dell’ottobre 1943 la donna fantasma si muoveva per tutta la Casa e gridava a tutti: Scappa, scappa. Si racconta che quella mattina la si incontrasse sulla soglia degli appartamenti vuoti, nei quadri delle finestre, sui tetti. Arrivava in un fruscio e si dice che sussurrasse: Presto, fate presto.
Dietro gli oggetti familiari di tutti i giorni, come la nostra casa, ci sono una, dieci, cento storie del passato. Abito in un vecchio palazzo del ghetto di Roma, c’è stato un giorno terribile tra queste mura nell’ottobre del 1943. Cos’è successo? Chi viveva qui? C’è qualcosa nell’aria questa mattina, le finestre sbattono per il vento, le imposte s’impigliano di continuo nella tenda. Si apre la porta, entra una ragazzetta magra.
“Anna”, mi dice, “se vuoi sapere com’è andata quel giorno dell’ottobre 1943, te lo racconto io: io c’ero”. Ha l’incarnato fresco di una bambina di dodici anni, gli occhi intelligenti e miti, un’aria antica. “Com’è possibile?”, le chiedo, “sei un fantasma?”. Lei ride, una risata cristallina. “Sono Costanza, a casa tua ci abitavo. Ma era tutta diversa. Vedi: lì dove c’è il tappeto c’era il tavolo rotondo di legno scuro, e su quella parete che ora è vuota, c’era il comò con le foto dei parenti. Ma ora vieni con me. Alzati”.


Exodus

Paul Collier
Exodus
I tabù dell'immigrazione

trad. di L. Cespa

Di Exodus hanno detto:È difficile rimanere impassibili davanti alla rabbia di Collier per l’indifferenza del mondo nei confronti di tante realtà, e alla passione con cui cerca di migliorare le cose. Max Hastings
La scrittura di Collier è un trionfo… Non capita spesso che un economista di levatura mondiale sia disposto a uscire dal recinto ideologico per sporcarsi le mani. “The Sunday Times
Exodus non è un tentativo di dirci cosa pensare dell’immigrazione, ma uno sforzo di creare una nuova cornice attraverso la quale pensarla. Paul Collier è una voce alla quale vale davvero la pena dare attenzione. “Financial Times
L’immigrazione di persone povere verso paesi ricchi è un tema dominato dalla politica prima ancora di essere conosciuto. Exodus è un libro di valore, ricco di dati, su una questione che solo oggi stiamo cominciando davvero ad affrontare. “The Guardian
Collier separa il dibattito dell’immigrazione dalla questione della razza e lo analizza dal punto di vista dei paesi d’origine, dei paesi ospitanti e degli immigrati stessi.
È un’analisi schietta dei costi e dei benefici dell’immigrazione e al tempo stesso un appello alla sinistra progressista a discutere tutti gli aspetti, anche quelli negativi, del fenomeno. “The Telegraph


La guerra fredda economica

Adriana Castagnoli
La guerra fredda economica
Italia e Stati Uniti 1947-1989


Negli anni della guerra fredda Washington mise in campo un ampio spettro di strumenti per contrastare l’espansione del blocco sovietico. La ‘guerra fredda economica’ condotta dagli Stati Uniti, fatta di misure come sanzioni economiche e controlli sugli scambi commerciali est-ovest, nonché di aiuti ad alleati e a paesi terzi, coinvolse direttamente anche l’Italia orientandone in maniera decisiva i flussi degli scambi. Adriana Castagnoli mette in luce le complesse relazioni politiche ed economiche tra Stati Uniti e Italia che contraddistinsero la nostra collocazione nel blocco occidentale e determinarono, anche per questa via, un modello di sviluppo anomalo e segnato da una forte dipendenza dalle multinazionali americane nei settori tecnologicamente più avanzati. Un effetto a lungo termine che continua ancora oggi a manifestare le sue conseguenze.


Il melodramma della nazione

Carlotta Sorba
Il melodramma della nazione
Politica e sentimenti nell'età del Risorgimento


«Qui stretti in famiglia giuriamo guerra eterna di sterminio a quelle belve vestite di umana forma, ai crudeli che questa terra dilaniano che, non sazi dei nostri tesori, il sangue stesso ci succhiano. Vendetta! Vendetta! Lo giuriamo!». È una pagina di un mélo del 1848, dove una giovinetta di forte tempra morale giura di combattere il nemico austriaco che opprime, sevizia, perseguita la patria succube da secoli dello straniero.
Una straordinariaesaltazione percorre in Italia le battaglie risorgimentali, mentre il lessico delle emozioni e dei sentimenti invade la politica. Persino i più moderati tra i patrioti utilizzano linguaggi, narrazioni, gestualità che risuonano di enfasi e di estremismo etico e si richiamano a quella immaginazione melodrammatica che, dalla fine del Settecento, attraversa in tutta Europa il teatro e la letteratura di finzione. È dunque sulle scene di Parigi, di Londra e di Milano che inizia il percorso di questo volume, perché è lì che per la prima volta si propongono testi insieme lacrimevoli e spettacolari, adatti a un pubblico largo e non acculturato. Ma è nell’Italia del 1848 che il melodramma della nazione esprime al meglio le sue potenzialità, permeando di sé i discorsi e la comunicazione politica, come le pratiche e i corpi dei patrioti, in un crescendo di pathos e teatralità.
Basandosi su una documentazione inconsueta – romanzi e testi teatrali minori, storie d’Italia narrate al popolo, giornali di moda e di teatro, materiali di propaganda – Carlotta Sorba esplora l’intreccio tra politica e mélo, gettando una luce nuova sugli strumenti espressivi della politica moderna e sulle loro radici storiche.


Prima lezione di filosofia antica

Bruno Centrone
Prima lezione di filosofia antica


L’influenza della filosofia antica nei secoli riguarda non solo l’intera storia del pensiero occidentale, – che qualcuno ha definito ‘una serie di note in margine a Platone’ –, ma anche le nostre categorie mentali, i nostri schemi concettuali e il linguaggio che usiamo tutti i giorni. Parole e idee come l’Essere, il Bene, l’Anima, la Conoscenza, la Verità hanno la loro lontana origine nella filosofia greca e nella traduzione del suo vocabolario in latino. Questa Prima lezione è un’introduzione al lessico concettuale della filosofia, un percorso imprescindibile che attraverso l’etimologia e la storia delle parole esplora il pensiero filosofico antico. E di quello che da essa è nato.



Le novità dell'Economica Laterza

L'avventura di un cavaliere medievale raccontata da Georges Duby

Il Medioevo raccontato da Jacques Le Goff

La rivoluzione francese raccontata da Lucio Villari

Il nemico alle porte



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