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Libri Come 2014: Tutti gli appuntamenti Laterza

Libri Come

Libri Come 2014: tutti gli appuntamenti Laterza
Dal 13 al 16 marzo all'Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro de Coubertin, 30 - Roma


Si dice? Non si dice? Dipende

Sabato 15 marzo, ore 15.00 - Garage – Officina 2
Si dice? Non si dice? Dipende
Silverio Novelli
dialoga con Anna Masera e Luca Mastrantonio

A me mi piace è un clamoroso errore? E un ma però? Un penso che sei? Dico leccòrniao leccornìa? Scrivo do o ? Sono dovuto andare o ho dovuto andare? Niente panico, per fare le scelte giuste basta una mappa come quella che avete tra le mani. Una guida sicura per un affascinante viaggio nella galassia dell’italiano.
‘Si dice o non si dice?’ Più di una volta la risposta secca o no lascia dubbiosi, perfino scontenti. Perché lo spazio linguistico dell’italiano è vasto come una galassia e non si può ridurre tutto alle due stelle fisse del e del no. Per orientarsi, ci vuole una mappa tridimensionale. Come questa, che spalanca al lettore la terza – decisiva – dimensione: quella del dipende. Moltissimi e no, in effetti, dipendono da una serie di fattori: dalla situazione, dal mezzo di comunicazione, dall’interlocutore, dal tipo di testo, dagli effetti che si vogliono ottenere. A me mi piace? Sì? No? Dipende! Penso che sei? Sì? No? Dipende! Al ragazzo della V B e al senatore della Repubblica diremo no: nel tema sui Sepolcri, nell’intervento a Palazzo Madama,non è proprio il caso di esprimersi così. Ma alla persona che chatta in rete, al romanziere che ricrea il dialogo tra due amici, diremo: , va benissimo.
La grammatica non è piatta: la lingua ha, come i parlanti che la abitano, una sua profondità che è utile e bello cogliere. Questo libro indica, caso per caso, come muovercisi dentro con la consapevolezza di fare sempre la scelta più felice.

[Ingresso libero]



Mondo piccolo

Sabato 15 marzo, ore 18.00 - Garage – Officina 1
Mondo piccolo. Spedizione nei luoghi in cui appena entri sei già fuori
Valerio Millefoglie
dialoga con Natascha Lusenti, Sandra Petrignani e Mario Tozzi

«E io dovrei entrare lì dentro?»
Un atlante in cui non ci si sta tutti oppure ci si sta, stretti, e forse è meglio così.
Un’estate, invece di soggiornare nella grande Zara, in Croazia, ho preferito soggiornare nell’isolotto di Nona. Lì ho scoperto la cattedrale più piccola del mondo. Mi sono immaginato che in quella chiesa si potesse svolgere il matrimonio più duraturo di tutti i tempi: il matrimonio da separati. La chiesa è così piccola che può ospitare uno sposo alla volta, il fatidico ‘Sì’ viene pronunciato solo davanti a se stessi. Nel dubbio l’amore rimane eterno.
Come un archeologo munito di microscopio sono partito per far riemergere terre di pochi metri quadri. Il teatro più piccolo, la libreria più piccola, l’isola più piccola, un universo intimo come il ristorante per sole due persone, il cinema in una macchina, l’albergo di una sola camera, il carcere con tre detenuti, la discoteca in cui in dieci si è già troppi.
Dall’Italia passando per l’Ungheria, la Polonia, l’Inghilterra, la Germania, fino alla Georgia e a Tokyo, questo libro è un diario di viaggio di luoghi reali ma così incredibili da sembrare fantastici.

[Ingresso libero]




Il popolo e gli dei

Domenica 16 marzo, ore 12.00 - Spazio Risonanze
Gli italiani e la Grande Crisi
Incontro con Giuseppe De Rita e Antonio Galdo
Interviene Massimo Giannini

La deriva dei continenti, applicata alla politica: la raccontano Giuseppe De Rita e Antonio Galdo, ne Il popolo e gli dei. Così la grande crisi ha separato gli italiani. Il sociologo fondatore del Censis e il giornalista, ormai coppia di fatto della saggistica per i tipi di Laterza (questo libro è in qualche misura il seguito de L'eclissi della borghesia, del 2011), individuano tre “placche tettoniche” destinate ad allontanarsi sempre di più: la classe politica, le elites e il popolo. Gli dei sono i capipopolo, di cui l’Italia sembra avere un costante bisogno, ma costantemente insoddisfatto: malgrado i partiti azienda, i partiti personali incarnati nei loro leader, si chiamino Berlusconi, Renzi o Grillo, pesa l’assenza di qualcuno che abbia un’idea di futuro percorribile. Nella tesi degli autori, gli italiani sono oggi un “popolo di sabbia”, polverizzato e fragile, smarrito nel deserto delle disuguaglianze e della perdita di fiducia nelle elites: la stessa che ha alimentato, e alimenta, l’antipolitica. Un dialogo finito. Sopravissuto alla grande crisi, senza un Mosè che lo tragga fuori dai guai, il “popolo” è oggi nelle condizioni fotografate da Lewis Carroll col dialogo tra Alice e lo Stregatto: “Come si esce da qui?” “Dipende da dove vuoi andare”. Nella deriva descritta da De Rita e Galdo, nessuno sembra avere una risposta.

[Info e acquisto biglietti]




Un paese ben coltivato

Il Mugello è una trapunta di terra

Domenica 16 marzo, ore 16.00 - Garage - Officina 2
Il paese che non vedi. Viaggio nell’Italia che nessuno (o quasi) racconta
Simona Baldanzi
e Giorgio Boatti
dialogano con
Franco Arminio
e Piero Dorfles

[Ingresso libero]




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