Password dimenticata?

Registrazione

Home > Notizie

Mussolini censore: Storie di letteratura, dissenso e ipocrisia

Guido Bonsaver, Mussolini censore

L'uomo nero in copertina
Guido Bonsaver racconta il Mussolini censore

Mussolini censore

Il progetto fascista si proponeva di plasmare le opere e la volontà degli scrittori italiani. Dalla soppressione dell’opposizione liberale e socialista alla collaborazione più o meno genuina di sedicenti scrittori fascisti, dai rapporti con il Vaticano all’emergere delle politiche antisemite, in Mussolini censore, Guido Bonsaver  propone un viaggio originale nel Ventennio attraverso vicende spesso dimenticate della censura libraria. Come quella della della rabbiosa censura contro il romanzo Sambadù, amore negro di Maria Volpi.


Il ruolo di Mussolini nelle più diverse questioni di censura libraria fece sì che la sua discrezionalità diventasse un fattore fondamentale, di importanza maggiore rispetto alle leggi e alle istituzioni che avrebbero dovuto regolare la censura dello Stato. Non sorprenderà quindi scoprire che il cambiamento più radicale al sistema censorio durante gli anni del fascismo fu frutto estemporaneo di un episodio marginale che vide Mussolini protagonista.

Sambadù, amore negro - CopertinaL’evento scatenante fu la pubblicazione di un romanzo sentimentale di scarso valore letterario, Sambadù, amore negro, scritto da Mura, pseudonimo della scrittrice e giornalista Maria Volpi. Uscito prima a puntate su una rivista settimanale di moda, «Lidel», senza destare particolare scalpore, fu la versione in volume pubblicata da Rizzoli a sollevare il putiferio. Nella versione su rivista il titolo del romanzo era in realtà Niôminkas, amore negro (Niôminkas è il cognome del protagonista, Sambadù). Pubblicata nell’aprile 1930, questa prima stesura era più breve di circa un terzo e si concludeva con lo «scandaloso» matrimonio tra Sambadù – un africano figlio di un capotribù ma educato in Italia – e una giovane vedova italiana. Quattro anni più tardi, la versione ampliata del romanzo fu pubblicata da Rizzoli come supplemento in volume alla popolare rivista illustrata della casa editrice, «Novella». La vivida immagine di copertina mostrava la foto di un uomo di colore vestito elegantemente all’occidentale, nelle cui braccia si abbandonava sensualmente una giovane donna bianca.

Non sappiamo con certezza come fu che una copia del romanzo finì sulla scrivania di Mussolini. Della sua reazione, tuttavia, abbiamo un resoconto dettagliato grazie a due testimoni: il capo della polizia, Arturo Bocchini, e il capo di gabinetto del ministero degli Esteri, il barone Pompeo Aloisi. La presenza di Bocchini lascia pensare che il romanzo fosse giunto prima nelle sue mani e che lui lo avesse mostrato a Mussolini durante uno dei loro incontri giornalieri. Non sarebbe stato il primo caso in cui il capo della polizia approfittava della sua riunione mattinale con Mussolini per passargli materiale legato a questioni di censura. L’episodio in questione accadde il 2 aprile 1934 e il barone Aloisi ne annotò l’accaduto nel suo diario pubblicato nell’originale francese nel secondo dopoguerra.

2 avril. – A 11 heures chez Mussolini. Il était très contrarié d’une publication, Amour noir, qu’on a fait retirer de la circulation. Il s’agit des amours d’un Italien avec une négresse. Inadmissible de la part d’une nation qui veut créer en Afrique un empire.
[Baron Aloisi, Journal, Plon, Parigi 1957, p.185]

Marcello Dudovic, illustrazione interna del romanzoSe escludiamo l’errore nel ricordare il sesso dei due protagonisti, il ricordo del barone Aloisi collima con il resoconto che Bocchini fece al collega responsabile per la censura teatrale, il prefetto Zurlo. Dal resoconto di Bocchini sappiamo che l’oggetto principale delle ire di Mussolini fu l’immagine di copertina. Probabile del resto che Mussolini non si fosse preoccupato di leggere il romanzo in quanto, se lo avesse fatto, avrebbe perlomeno dovuto ammettere la correttezza ideologica della trama. Nelle sezioni aggiunte da Mura alla pubblicazione in volume, infatti, la vita matrimoniale tra i due protagonisti va in frantumi con la nascita del primo figlio. A quel punto la donna italiana si rende conto del tragico errore compiuto – «il sangue del mio bambino sarà inquinato dal sangue di un’altra razza, e porterà in sé i germi selvaggi d’una tribù negra» – e lascia il marito, il quale, anch’egli finalmente cosciente del proprio errore, decide di ritornare nella sua Africa natia. Anche le illustrazioni interne al testo, disegnate da Marcello Dudovich e aggiunte nella versione in volume, seguivano l’intenzione di sottolineare la superiorità morale e culturale della donna bianca (figura al lato). Il processo di autocensura, in altre parole, aveva fatto il suo corso sia nella riscrittura del testo sia nel supporto iconografico. Sfortunatamente per Mura e per l’editore Rizzoli, tuttavia, i grafici addetti alla creazione della copertina non furono altrettanto cauti nell’affrontare la questione razziale. L’utilizzo di un’immagine fotografica e la sensualità dell’abbandono della donna bianca nelle braccia dell’uomo miravano sicuramente ad attirare l’attenzione e a sconcertare il lettore. Si consideri infine che il libro, grazie alla capillare rete di distribuzione della rivista, sarebbe stato esposto nelle edicole di tutta Italia.

Proprio in quelle settimane Mussolini stava definendo i piani d’invasione dell’Etiopia (messi in atto l’anno successivo, dopo un crescendo di incidenti diplomatici e militari) e quindi non sorprende che fosse particolarmente sensibile a questioni di promiscuità tra italiani e africani. Alla sfuriata seguì l’ordine al capo della polizia di provvedere al sequestro immediato di ogni copia del romanzo. Bocchini eseguì con un ordine telegrafico a tutte le prefetture d’Italia. Sorprendentemente, solo due ore dopo i telegrafisti battevano un secondo messaggio in cui si passava a indicare le misure di prevenzione che ogni prefettura avrebbe dovuto adottare. Bocchini dispose che a partire da quel giorno ogni prefettura provvedesse a far sì che il ministero dell’Interno ricevesse due copie di ogni nuova pubblicazione. Il giorno dopo, il 3 aprile 1934, seguì una terza circolare telegrafica questa volta firmata da Mussolini stesso. In essa, il Duce dava disposizioni più precise circa l’annunciata centralizzazione del processo di censura. Alle prefetture veniva dato il compito di assicurarsi che ogni casa editrice entro la loro giurisdizione consegnasse tre copie di ogni nuova pubblicazione. La prefettura avrebbe dovuto custodirne una e spedire le altre due a Roma, rispettivamente alla Direzione generale della pubblica sicurezza (Dgps) e all’Ufficio stampa del Capo del governo. Era la prima volta che il ruolo dell’Ufficio stampa veniva menzionato esplicitamente in un documento sull’organizzazione della censura. La sua preminenza veniva sottolineata nel quarto capoverso del testo:

Se nello stampato si rinvengano elementi contrari agli ordinamenti politici sociali et economici dello Stato aut lesivi del prestigio dello Stato et della pubblica autorità aut offensivi del sentimento nazionale le Prefetture ne riferiranno immediatamente all’Ufficio Stampa del Capo del Governo, restandone in attesa di disposizioni.

Alla Direzione generale della pubblica sicurezza veniva conferito un simile ruolo nel caso di offesa alla pubblica moralità, ma era chiaro che per ogni questione anche lontanamente politica l’ultima parola spettava all’Ufficio stampa del Capo del governo. Ulteriore e altrettanto importante conseguenza della circolare del 3 aprile 1934 fu una deriva verso forme di censura preventiva. Sebbene ogni editore fosse libero di stampare libri senza alcuna preventiva autorizzazione, la circolare stabiliva chiaramente che:

Tutti gli editori o stampatori di qualsiasi pubblicazione o disegno, anche se di carattere periodico, dovranno prima di metterli in vendita aut comunque effettuarne diffusione, presentare tre copie di ciascuna pubblicazione alla Prefettura.

Gli editori venivano in pratica esposti al rischio che intere tirature fossero bloccate prima ancora di essere messe in vendita. Diventava quindi loro convenienza cercare forme di approvazione preventiva. Il fatto poi che anche le immagini fossero menzionate rinforza l’ipotesi che il casus belli fosse stato appunto fornito dalla copertina del romanzo. Aggiungiamo in margine che tra le iniziative prese da Bocchini in quei giorni vi fu la diffida nei confronti del grafico responsabile della copertina, mentre l’autrice, Mura, non fu ufficialmente perseguita né le fu richiesto di giustificare i contenuti del proprio romanzo.

Non vi è dubbio che con la circolare del 3 aprile 1934 Mussolini impose uno sviluppo radicale della censura sui libri. L’urgenza con cui si passò alla sua attivazione fu tra l’altro causa di una serie di problemi. Nei giorni successivi, la Direzione generale della pubblica sicurezza ricevette diversi telegrammi da varie prefetture italiane in cui si confessava l’assoluta impreparazione a un tale regime di controllo dell’editoria. Molte prefetture erano infatti prive di un ufficio stampa. Non era poi chiaro se oltre allo smistamento delle tre copie fosse stato chiesto alle prefetture un giudizio sui contenuti (e prima o dopo la spedizione di due copie a Roma?), o da quale delle tre autorità le case editrici avrebbero dovuto attendere il nulla osta prima di mettere in circolazione ciascuna pubblicazione.


Guido Bonsaver, Mussolini censore. Storie di letteratura, dissenso e ipocrisia. pp 68-72


___________________

Guido Bonsaver è professore di Storia della cultura italiana all’Università di Oxford e Fellow al Pembroke College. I suoi interessi di ricerca ruotano attorno al rapporto tra narrativa e storia politica. È autore in lingua inglese di Censorship and Literature in Fascist Italy (Toronto 2007, premiato dall’American Association for Italian Studies come miglior volume sull’Italia del 2007). In italiano ha recentemente pubblicato Elio Vittorini. Letteratura in tensione (Firenze 2008) e Vita e omicidio di Gaetano Pilati: 1881-1925 (Firenze 2010).




Seguici in rete

facebook twitter youtube   
newsletter laterza

Ricerca

Ricerca avanzata

Notizie

Edizione:
Collana:
ISBN:
Argomenti:

copia il codice seguente e incollalo nel tuo blog o sito web:

torna su