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Roberto Alajmo, Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere)

Roberto Alajmo, Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere)

Cerca di essere gentile coi cani.
Potrebbero diventare presto i tuoi padroni.

Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere)

La funesta profezia del 21 dicembre 2012 è solo un esempio. L'ultimo, se i Maya avevano ragione - ci avverte Roberto Alajmo in Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere). Il fatto è che periodicamente l'umanità si prepara a sloggiare dal pianeta Terra. Millenarismi di ogni tipo per secoli hanno attirato la credulità popolare, e ogni scampato pericolo è sempre servito solo come carburante per la profezia successiva. In particolare, però, è la generazione di noi contemporanei quella che sta coltivando con maggiore convinzione l'idea di essere l'ultima della Storia del Mondo. Dopo di noi, il diluvio: e pazienza per i posteri. Potrà essere un collasso finanziario, oppure un drammatico stravolgimento climatico. Forse un'ondata migratoria devastante. Uno tsunami di spazzatura. Una guerra mondiale. La fine delle risorse petrolifere. Oppure tutte queste cose assieme, senza escludere i classici del cinema: impatto con un meteorite o invasione di extraterrestri. Se pure i Maya avessero torto, un'Apocalisse sembra davvero alle porte. Se non altro la fine del mondo così come siamo abituati a viverlo da qualche secolo a questa parte. Ecco lo specifico contemporaneo: ci sentiamo talmente sicuri di un'imminente Apocalisse che ci siamo convinti di non poter fare nulla per fermarla. Se ne ricava la più classica delle profezie che si autoverificano: siccome la fine del mondo ci sarà, ci sarà la fine del mondo.

Tragico Vuoto

Prega come se tutto dipendesse
da Dio e opera come se tutto
dipendesse da te.

Ignazio di Loyola

C'è poi l'ipotesi che, finita la sua parabola terrestre, la razza umana si estinguerà lasciando campo ad altri. Bruscamente, traumaticamente. Oppure lentamente, fatalmente: il risultato non cambia. È quel che accadde ai dinosauri: scomparvero, e dopo qualche tempo gli uomini presero possesso del pianeta. Resta da stabilire adesso tu a chi dovrai lasciare il posto. Spigolando fra le cronache di questi anni, qualche indizio si può scovare. Una risposta verosimile è: ai cani. I cani sono probabilmente destinati a diventare la nuova razza dominante. Sono intelligenti e sono i tuoi migliori amici, si trovano quindi nelle migliori condizioni per fare apprendistato e carpire i segreti della gestione planetaria senza dare nell'occhio. Soprattutto, sono tanti. In questo senso, è addirittura possibile individuare la culla della nuova civiltà, che sta proprio nel cuore della vecchia Europa.

In Romania, già oggi, si contano due milioni di cani randagi su ventidue milioni di abitanti. Il più grave randagismo del mondo. Il problema iniziò a incistarsi nel corpo della società rumena a seguito della politica urbanistica dell'ex dittatore Ceausescu, che soppiantò le tradizionali case dotate di cortile con anonimi palazzoni nello stile del socialismo reale. Agli inquilini era proibito per legge di portare i cani. Fu una stagione di abbandoni di massa. I cani lasciati a se stessi andarono in cerca di cibo, si moltiplicarono e selezionarono la specie sulla base di resistenza, forza, intelligenza e aggressività.

A un certo punto le autorità decisero di arginare il fenomeno e ritardare il più possibile l'invadenza canina. Cominciò una campagna di accalappiamenti e uccisioni su larga scala. I canili pubblici si trasformarono in campi di sterminio. Un brutale pogrom dei cani che somigliava ad altri, messi in atto da uomini nei confronti di altri uomini. Era il 2001, e durò fino al 2008. Poi prevalse una linea più sottile, fatta di catture e sterilizzazioni di massa. Ma i cani continuavano a circolare per le strade di Bucarest e delle altre città rumene; e così, come succede in questi casi, i singoli cittadini hanno continuato a farsi giustizia da sé, surrogando la funzione statale e facendo fuori gli animali con le polpette avvelenate.

Tuttavia il fenomeno, anziché diminuire, è andato crescendo. Se in una zona si riusciva a fare piazza pulita, le risorse alimentari di quella zona, soprattutto le discariche, diventavano territorio di conquista da parte di altri cani che venivano da zone limitrofe. Erano questi altri a prendere il posto degli animali avvelenati. E continuavano a riprodursi, rinforzati dalla minore competizione sul territorio. Ogni generazione era un po' più furba e insolente di quella che l'aveva preceduta. Col tempo sono diventati sempre più sicuri di sé. Sempre più consapevoli. Sempre più arroganti. Alla prossima occasione cerca di essere gentile coi cani. Potrebbero diventare presto i tuoi padroni.



Roberto Alajmo, Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere), pp. 92-93

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Roberto Alajmo collabora con "la Repubblica", "Il Mattino" e diverse altre testate nazionali. Fra i suoi libri: Un lenzuolo contro la mafia (1993); Repertorio dei pazzi della città di Palermo (1995); Almanacco siciliano delle morti presunte (1997); Notizia del disastro (2001, Premio Mondello); Cuore di madre (2003, Premio Selezione Campiello, finalista al Premio Strega); È stato il figlio (2005, Premio Super Vittorini e Super Comisso); La mossa del matto affogato (2008); Le ceneri di Pirandello (2008).


1982

L'arte di annacarsi

Palermo è una cipolla

Tempo niente

 

Commenti  

 
0 # 04-10-2012 13:59
randagia teoria estremamente accattivante ma non ho ben inteso se prevede di essere gentili anche con tutti i cani che mordono la nostra Roma...nia?
 
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