
Dalla politica alla filosofia,dalla letteratura alla storia, dall’economia al diritto, le più autorevoli firme del dibattito culturale scelgono di puntare al nocciolo delle questioni più urgenti e più dibattute dello scenario italiano e internazionale. Una collana dal carattere universale che scommette su un’attenta scelta degli autori, dei temi e su una particolare cura della scrittura.
Non piccoli pamphlet di breve vita e di scarso impatto, ma veri e propri libri che, in poche pagine incisive, vogliono restituire l’essenza e il respiro lungo
della questione, alzando lo sguardo dalla contingenza dell’attualità.
Thomas Nagel
È possibile una giustizia globale?
Il percorso dall’anarchia alla giustizia deve passare per l’ingiustizia. Una portata globale della giustizia si raggiungerà solo tramite sviluppi che dapprima accresceranno l’ingiustizia del mondo introducendo istituzioni efficaci ma illegittime. |
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Gian Enrico Rusconi
Berlino
Berlino. Città amata e detestata, luogo della modernità e simbolo tragico della storia, combinazione di scenario prussiano e di sostanza occidentale, territorio del mito della grandezza e testimonianza della fragilità delle ideologie. Ma ora, più di tutto, capitale e laboratorio di una nazione reinventata. |
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Barbara Spinelli
“Una parola ha detto Dio, due ne ho udite”
Tutto tende all’Uno. Eppure di pensare anche il due se non il tre ce ne sarebbe un bisogno grande.
Religione, filosofia, economia, rapporto individuo-comunità: un saggio brillante e serrato attorno al nefasto prevalere del pensiero unico. |
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Zygmunt Bauman
Capitalismo parassitario
Zygmunt Bauman, con la consueta chiarezza e grazie all’uso di metafore potenti, mostra come la crisi attuale non riguardi soltanto l’economia, ma la capacità stessa della nostra società di trasmettere conoscenza e valori attraverso l’educazione. |
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Roger Chartier
Ascoltare il passato con gli occhi
«Un timore contraddittorio si è insediato nell’Europa moderna e ancora ci tormenta: da un canto, il terrore della proliferazione incontrollata degli scritti, l’ammasso di libri inutili, il disordine del discorso; d’altro canto, la paura della perdita, della mancanza, dell’oblio. Spezzando l’antico legame formatosi tra i testi e gli oggetti, tra i discorsi e la loro materialità, la rivoluzione informatica ci obbliga a rivedere radicalmente i gesti e le nozioni che associamo di solito allo scritto». |
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Giulio Ferroni
Scritture a perdere
«Oggi assistiamo al paradosso di una letteratura che si moltiplica e contemporaneamente arretra, assediata dall’impero dei media, dalla vacuità della comunicazione, dalla degradazione del linguaggio e della vita civile.»
Sottrarre anziché accumulare, ritrovare la passione e la bellezza dell’essenziale. Scrivere di meno, scrivere meglio. |
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Emilio Gentile
Né Stato né Nazione
Il mondo in cui viviamo è diviso in Stati nazionali. Ma l’Italia va controcorrente: alla vigilia del 150° anniversario dell’Unità, il nostro paese sembra afflitto da una grave crisi di sfiducia nella propria esistenza. Molti cittadini pensano che la nascita dello Stato unitario sia stato un errore e che una nazione italiana non sia mai esistita. E vorrebbero prendere un’altra strada; ma non sanno quale. In un mondo di Stati nazionali, gli italiani rischiano di vagare, litigiosi e divisi, verso un futuro incerto e senza meta. |
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