In breve«Storie interrotte» è il tentativo di diffondere attraverso «dialoghi possibili», costruiti da studiosi e affidati al teatro, alla radio, a queste pagine, la conoscenza, oggi circoscritta, sfocata o distorta, di cinque figure-chiave della storia italiana: Francesco Crispi, Francesco Saverio Nitti, Donato Menichella, Luigi Sturzo e Giuseppe Di Vittorio. Il progetto nasce dalla constatazione che è debole, debolissima, la consapevolezza del contributo di idee e di azione degli uomini e delle donne che hanno concretamente lavorato a disegnare il paese. Non vi è un orgoglio diffuso nell’avere questi e altri «padri fondatori» (per usare un termine caro a un paese, gli Stati Uniti, attento anche nei momenti più difficili a misurarsi con il senso delle proprie fondamenta). Non vi è gusto comune nel confrontarsi con le scelte che essi hanno compiuto, con i loro successi e i loro errori; per domandarsi, in piedi sulle loro spalle, cosa avrebbero detto o fatto nelle attuali circostanze. La conoscenza, lo studio, anche di primissimo livello, rimangono prerogativa degli «specialisti», non concorrono alla formazione di una cultura politica nazionale. Questa dimenticanza, la rottura di questi fili, talora l’eccessiva semplificazione che la sostituisce, producono pensieri e azioni fuori della storia o l’importazione acritica di modelli da altri paesi.
IndicePerché questo progetto e i suoi cinque protagonisti
di Fabrizio Barca, Leandra D’Antone, Renato Quaglia - I realizzatori del progetto -
I dialoghi - «Paradossi nelle vicende della mia vita». Dialoghi nella storia di Francesco Saverio Nitti - «Questa volta ci sono i denari». Dialoghi nella storia di Donato Menichella - «Le tre male bestie». Dialoghi nella storia di Luigi Sturzo - «Questi fiori li ho raccolti stamattina». Dialoghi nella storia di Giuseppe Di Vittorio -
Cantiere per la drammatizzazione - Il drammaturgo e la sua frazione
di Paolo Patui