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Vladimiro Polchi Da Aborto a Zapatero Un vocabolario laico |
| Corriere del Mezzogiorno - mercoledì 4 marzo 2009 | |
| Parole chiave per valutare la laicità del Paese | |
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In questi giorni in libreria, il volume di Polchi che scrive di politica e cronaca su la Repubblica, è autore per Rai Tre e coautore per il teatro con Corrado Augias, alla voce «Libri proibiti» cita il cinquecentesco Index librorum prohibitorum creato dal Sant'Uffizio, che sino all'ultima edizione del 1966 ― come nelle nuove vesti dell'Opus Dei ― mette all'indice il Croce caro alla casa editrice, oltre a Fallaci, Eco, Roth, Camilleri, Sartre, Voltaire. Il glossario di Polchi grida in ogni sua voce il rispetto delle ragioni di laicità di uno Stato, tanto da non dedicargliene una; ci sono a proposito i riferimenti costituzionali tracciati da Miriam Mafai in prefazione, mentre non capiamo perché sia assente, per esempio, la voce «Ior» che significa Banca vaticana, con un patrimonio stimato nel 2008 in 5 miliardi di euro). Polchi fa con la Chiesa Cattolica qualcosa di molto simile a quanto Stella e Rizzo hanno fatto due anni fa con la classe dirigente italiana pubblicando La casta, e alimenta quel filone d'inchiesta su cui dall'anno scorso con La questua e ancor prima aveva indagato Cuzio Maltese. E riporta le più recenti posizioni sul tema. Quanto l'Italia sia una Repubblica laica, concetto ribadito anche dalla Corte Costituzionale con la sentenza 203 del 1989, lo si comprende dalle 63 voci del Vocabolario. Emergono i grandi «no» della chiesa cattolica (ad unioni di fatto, sessualità fuori dal matrimonio, alla Ru486, la pillola abortiva, dice, utilizzata in Puglia). Alla «m» di mass media l'autore pubblica i dati sul quotidiano Avvenire che fa riferimento alla Cei e che «nel 2004 ha incassato 6 milioni di euro sotto forma di finanziamento pubblico ai giornali». E racconta di quelli, di euro, che la chiesa risparmia evitando l'Ici («la Chiesa versa meno del 10% del dovuto allo Stato italiano con una perdita per l'erario di almeno 400 milioni l'anno») o, ancora, di quelli incamerati dall'Opus Dei col cilicio anche economico dei suoi numerari (2,8 miliardi di dollari nelle sue casse, secondo Time). Sino alla «T» di testamento biologico, che per pochi giorni non ha riportato anche la triste conclusione della vicenda Englaro. Un glossario suscettibile di aggiornamenti (suggeriamo la proposta di Podda della Cgil, di destinare 1'8 per mille dell'Irpef assegnato alla chiesa cattolica da chi in dichiarazione dei redditi così decide ― nel 2008, 1.001 milioni di euro ― anche agli ammortizzatori sociali). Un prontuario per cittadini consapevoli, che l'editore Giuseppe Laterza ha voluto dotare di un sito, metà blog metà rivista on line. Neanche a dirlo: www.labreccia.it. | |
Maria Paola Porcelli | |
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