109 ANNI DI CULTURA

Tiziano Scarpa
La vita, non il mondo
L'Espresso - giovedì 4 febbraio 2010
L'acrobata Tiziano


Ha perduto i capelli verso i diciotto anni e ora si rade il capo col rasoio elettrico, e a volte con schiuma da barba e lametta. Così il suo cranio ritorna come nuovo, appena sbucciato. Poi scopre che dentro il suo cervello c'è un'altra capigliatura ― l'immagine della capigliatura ― un rigoglioso surrogato sotterraneo: così almeno gli appare nelle immagini digitali. In queste due figure, opposte e simmetriche ― il Fuori e il dentro ― si racchiude il libro di Tiziano Scarpa, "La vita, non il mondo" (Laterza): una serie di brevi istantanee, non più di mille battute l'una, che compongono una sorta di prima persona singolare-plurale dello scrittore medesimo. Fuori è il mondo, colto dagli occhi, dentro è la vita, sentita col cervello. Scarpa è uno straordinario scrittore egotico, che pone il proprio Sé al centro della sua ragnatela di parole, un narratore virtuosistico che, anche quando parla del mondo esterno, si riferisce sempre a un interno, al suo Self più profondo. E insieme è uno scrittore mentale, sorprendente, acrobatico, che compie continui cortocircuiti tra le cose, le immagini, le parole. Leggendo questo libretto si è colpiti dalla sua agilità di pensiero, e insieme dal congiungersi di sensi e mente. Parla di tutto: quadri, trasmissioni, persone, piccoli avvenimenti, fatti sentimentali e fisici, tutto quello che gli accade ogni giorno, e che l’autore reputa di poter consegnare al foglio scritto. Un'autobiografia intima composta tutta all'infuori. Scrivendo, Scarpa rovescia il dentro verso l'esterno, fa del mondo il luogo della sua stessa vita. Ed è come se i capelli gli fossero ricresciuti in testa, partendo dal cervello: una gran chioma di frasi.

Marco Belpoliti












Copyright Editori Laterza | P.I.: 00894291004 | Privacy Policy | Credits