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“È l'Europa che ce lo chiede!” Falso!

“È l'Europa che ce lo chiede!” Falso!
“È l'Europa che ce lo chiede!” Falso!
- disponibile anche in ebook - disponibile in streaming su
Edizione: 20135
Collana: Idòla Laterza
ISBN: 9788842093374
Argomenti: Attualità politica ed economica, Saggistica politica

In breve

Aumenta il profitto di pochi e si riduce il reddito di molti.
Il dogma qual è?
Che il profitto non si tocca, è sacro, così come è diventato sacro lo strapotere bancario e speculativo. Non c'è quasi più bisogno di contese elettorali.
È qui la lezione amara. È qui che l''europeismo' d'accatto perde la maschera.

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0 # 30-12-2012 01:24
“È l'Europa che ce lo chiede!” (Falso!) si presenta come un veloce - appena 78 le pagine - e interessante dipinto della società e della classe politica ai tempi della crisi economica in Europa.

L’autore, Luciano Canfora, punta l’attenzione sullo smantellamento dei diritti dei cittadini e, sopratutto, dei lavoratori in nome di un qualcosa che non si capisce bene cosa sia ma che riduce in maniera pregnante con profitto.

Certo, leggere uno storico che si occupa, in modo breve, di tutt’altro che la storia come possono essere l’economia o la politica, può disorientare ma in realtà l’esperienza di storico e di filologo di Canfora risalta e torna utile nel vedere e nel descrivere con altri occhi alcune delle situazioni createsi negli ultimi mesi in Europa.

Come si diceva poc’anzi, i suoi focus sono (1) i lavoratori, (2) il lavoro inteso come diritto e, più generalmente, (3) i diritti dei cittadini. Tramite alcune rapide analogie, l’autore arriva a paragonare la società odierna alle società antiche (Atene e Roma), con i cittadini ormai divenuti sudditi se non schiavi.

E qui Canfora si interroga. Come si è giunti a questa situazione critica in così breve tempo? In che modo la maggior parte della popolazione è tornato quasi allo stato schiavile? Si capisce che è una provocazione, ma la sua intuizione sta nel “è l’Europa che ce lo chiede”, nel titolo del suo lavoro. La sua, infatti, non vuole essere la solita boutade anti-Europa a prescindere ma quello che cerca di analizzare è lo svuotamento delle idee nei partiti politici in Italia, svuotamento di lungo corso ma che ha subito una violenta accelerazione negli ultimi mesi.

La forte spinta verso un sistema maggioritario e quindi bipolare e non più proporzionale e plurale. In questo nuovo sistema bipolare l'elemento destra-sinistra dei due centri diventa un peso da sbolognare: ecco le continue ed estenuanti dichiarazioni in favore dei moderati, del grande centro e la lotta alla parola “ideologia”. In questo gioco pare evidente che chi va a vincere, con due soli poli, è chi sta nel mezzo.
Passo successivo è stato il momento di “coesione” dato dalla crisi, i due centri si son praticamente fusi eliminando le scorie “estreme”: IdV e Lega Nord. E trovate le convergenze su alcuni punti, ecco spuntare le dichiarazioni sul superamento destra-sinistra et simili. Canfora fa notare che questa convergenza al centro ovviamente taglia fuori moltissimi elettori e cittadini. Cittadini che quindi bisogna isolare e screditare: come scrivevo prima ecco tutta la campagna contro l'”ideologia”, quando questa era solo una posizione critica verso scelte sbagliate della classe dirigente. Oppure il violento attacco alla FIOM e alla sua strenua difesa dei diritti dei lavoratori, attacco che neanche Confindustria si è mai sognato di portare (e difatti Marchionne per un motivo o per un altro è stato cacciato da Confindustria). Oppure, non lo cita Canfora ma lo faccio volentieri io, tutte le posizioni No Tav, dalle più pacifiche alle più violente, tacciate anche qui di (aberrante) ideologia.

E per giustificarsi davanti ai cittadini sempre più irrequieti ecco l'invocazione alla dea Europa, che diviene ironicamente ideologia. Un'ideologia, questa sì, fasulla; uno scudo per difendere interessi maggiori: profitto e potere.

In conclusione, “È l'Europa che ce lo chiede!” (Falso!) si tratta di un libretto stimolante sotto molti punti di vista. Sarebbe interessante che l’autore ampliasse i succinti capitoletti in un testo più ampio e ricco. Anche perché una vera e propria conclusione, si capisce dove si va a finire ma c'è la necessità di qualcosa di più articolato, anche perché nella sua fine è cruda: l'arretramento e la cancellazione delle conquiste sudate con la seconda guerra mondiale e le lotte operaie degli anni '60 e '70.
 
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