Password dimenticata?

Registrazione

Home > Catalogo > Schede > Pensare politicamente

Pensare politicamente

Pensare politicamente
Pensare politicamente
Saggi teorici
a cura di D. Miller, trad. di F. Galimberti
Edizione: 2009
Collana: Biblioteca di Cultura Moderna [1204]
ISBN: 9788842087014
Argomenti: Filosofia politica: storia e saggi, Saggistica politica
  • Pagine: 332
  • Prezzo: 24,00 Euro
  • Acquista

In breve

Il mio scopo nel curare questo libro è stato quello di presentare Michael Walzer come un teorico, con una visione chiara e coerente della comunità politica così come dovrebbe essere, ma in tutta la sua opera egli si è costantemente cimentato con le problematiche, molto più spinose, della politica contemporanea. Questo gli ha consentito di essere un esempio perfetto di connected critic, non solo della vita americana, ma anche della politica e delle relazioni internazionali del mondo occidentale. Dall’Introduzione di David Miller

Democrazia, giustizia sociale, nazione, multiculturalismo, guerra, diritti umani: sono alcune delle questioni su cui si sofferma l’acuta analisi di Michael Walzer.

Indice

Introduzione di David Miller - 1. Una critica della conversazione filosofica - 2. Oggettività e significato sociale - 3. Il liberalismo e l’arte della separazione - 4. Giustizia qui e adesso - 5. Esclusione, ingiustizia e Stato democratico - 6. La critica comunitarista del liberalismo - 7. Deliberazione e cos’altro? - 8. La politica della differenza. Stato e tolleranza in un mondo multiculturale - 9. Nazione e universo - 10. La posizione morale degli Stati. Una risposta a quattro critici - 11. Argomentazione riguardo all’intervento umanitario - 12. Oltre l’intervento umanitario. I diritti umani nella società globale - 13. Terrorismo e guerra giusta - 14. Gli Stati Uniti nel mondo. Guerre giuste e società giuste - Un’intervista con Michael Walzer - Note - Bibliografia degli scritti di Michael Walzer - Fonti dei capitoli - Indice analitico

Recensioni

Sebastiano Maffettone su: Il Sole - 24 ore (26/07/2009)


Michael Walzer, studioso che risiede presso l'Istituto di Advanced Studies di Princeton, è uno dei filosofi sociali più noti del mondo. Già professore ad Harvard e Princeton, i suoi studi sulla giustizia, la guerra, la tolleranza e la critica sociale sono noti e tradotti in mezzo mondo. La recente raccolta di suoi scritti 1980-2005, intitolata Pensare politicamente: saggi teorici, propone in lingua italiana un'antologia di Yale U.P., curata da David Miller. Walzer è filosofo politico ma anche scienziato sociale e storico delle idee, e questo suo libro risulta particolarmente utile in quanto fornisce un resoconto intelligente dell'attività di un autore complesso e fecondo.
Da parecchi anni oramai, e sicuramente dopo l'uscita del suo Sfere di giustizia, Walzer esercita un sospetto sistematico sulla filosofia politica da Platone a Rawls. Questa gli sembra in sostanza troppo astratta, e incapace di catturare l'essenza dei reali movimenti politici e sociali. A essa,Walzer preferisce una critica interna e una filosofia impegnata. L'obiezione, che si comprende assai bene leggendo il primo capitolo del volume, include un punto di vista oscuro e uno più interessante. Dal primo punto di vista, Walzer sembra preferire la politica di tutti i giorni a quella teorica, con esiti non sempre felici. Dal secondo, Walzer fa un giusto richiamo agli elementi "spessi" (thick), che caratterizzano le relazioni sociali significative. Se in Sfere di giustizia, Walzer leggeva il liberalismo come un'arte della separazione e come fonte di una eguaglianza complessa, in Geografia della morale proponeva la distinzione tra thick e thin (sottile),con il primato dei legami thick che ne consegue, distinzione che finisce con l'essere assai importante per comprendere la seconda parte della sua carriera intellettuale. Da questa distinzione, deriva la già ricordata sfiducia nei confronti della filosofia classica, lo strisciante comunitarismo della sua visione liberal(su cui vedi l'ottimo capitolo 5 di questo volume), la difesa parziale del nazionalismo, la concezione della tolleranza, l'opposizione all'intervento armato umanitario.
Walzer crede in sostanza profondamente nell'autonomia culturale dei popoli, da cui dipende il suo nazionalismo, temperato da una salda difesa dei diritti umani. L'autonomia morale è matrice di tolleranza e pluralismo (su cui vedi il capitolo 8), ma anche base di una moderata apologia dello stato (nel capitolo 5), che si può leggere in termini di neo-repubblicanesimo. La forza della tesi sta nel rispetto dell'identità culturale dell'altro, che la sottende. La sua debolezza sta nella difficoltà di porre su questa base un limite alla tolleranza. Fino a che punto, per fare un solo esempio, dobbiamo accettare le pratiche repressive dei talebani verso le giovani donne? Walzer è sempre molto bravo nel condurci per mano fino ai limiti di problemi come questo, lasciando peraltro al lettore l'onere della risposta.

comments powered by Disqus

Ricerca

Ricerca avanzata

Catalogo

Edizione:
Collana:
ISBN:
Argomenti:

copia il codice seguente e incollalo nel tuo blog o sito web:

torna su