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Siam poi gente delicata

Siam poi gente delicata
Siam poi gente delicata
Bologna Parma, novanta chilometri
- disponibile anche in ebook
Edizione: 2007
Collana: Contromano
ISBN: 9788842079019
Argomenti: Narrazioni contemporanee, Viaggi, turismo e sport
  • Pagine: 164
  • Prezzo: 9,00 Euro
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In breve

Allora Bologna, che è il centro della città Bologna Modena Reggio Emilia Parma, scrivere una guida di Bologna stando nel quartiere periferico Parma forse non è così assurdo.

«A me piacciono gli spettacoli teatrali che non sembrano spettacoli teatrali, mi piacciono i film che non sembrano film. Anche i matrimoni, l’unico matrimonio che m’è piaciuto, tra quelli a cui sono andato, era un matrimonio che non sembrava un matrimonio. Mi piacciono i romanzi che non sembrano romanzi, gli scrittori che non sembrano scrittori. Forse anche per quello, scrivo delle guide che non sembrano guide di città che non sembrano città.»

Qui non si prova a scrivere una guida senza riuscirci, qui non ci si prova neanche, perché è successo dell’altro.

Ascolta Paolo Nori a Fahrenheit

Indice

Prologo. Comunque - Prima parte. Il senso mio soggettivo che do io alla parola disperazione - Seconda parte. Ho una figlia - Terza parte. Precisazione sulla disperazione - Quarta parte. Sempre vivere così nel presente - Quinta parte. L’allacciatura dei sandali - Sesta parte. I posti dove andare - Settima parte. Ricevuta di ritorno - Epilogo. Comunque - Nota

Leggi un brano

A Bologna d’estate c’è un caldo che non si può stare, a Bologna, d’estate, c’è un caldo. Parlami di Bologna, mi dice, A Bologna d’estate c’è un caldo che non si può stare, di Bologna, gli dico.Ignorante, mi dice, mi tira per la camicia e mi dice Ignorante, sotto i portici di via Marsala, che sotto i portici di via Marsala d’estate c’è un caldo che non si può stare, sotto i portici di via Marsala.Ignorante, potrei anche esser d’accordo, che sono ignorante, non sono mica sicuro al cento per cento, che non sono ignorante, solo dipende da chi me lo dice, Ignorante.Se fosse Gilles Deleuze, a dirmi Ignorante, sarebbe poi un altro discorso, Gilles Deleuze io non lo conosco, dicono tutti che è così acuto così intelligente, Gilles Deleuze, non direi mica niente, se fosse Gilles Deleuze, che mi dice Ignorante.Non è mica Gilles Deleuze, che mi dice Ignorante.Se fosse Guattarì, a dirmi Ignorante, a Guattarì gli darei probabilmente ragione, io Guattarì non lo conosco, dicon tutti che è così bravo così preparato, Guattarì probabilmente non batterei ciglio, se fosse Guattarì, che mi dice Ignorante.Non è mica Guattarì, che mi tira per la camicia mi dice Ignorante.Ignorante, mi dice, mi tira per la camicia e mi dice Ignorante, sotto i portici di via Marsala, che sotto i portici di via Marsala c’è un caldo che non si può stare, sotto i portici di via Marsala a Bologna d’estate.Derridà?È forse Derridà che mi tira per la camicia mi dice Ignorante, sotto i portici di via Marsala?Non è mica Derridà, che mi tira per la camicia mi dice Ignorante sotto i portici di via Marsala.Era meglio se continuavo a dormire, mi vien da pensare, era meglio se non uscivamo neanche, era meglio se restavamo a letto a dormire nel pomeriggio di giugno, era meglio non leggerle niente, mi vien da pensare, era meglio se facevamo come la gatta, che la gatta è ancora nel letto che dorme a Bologna, solo la stanza da letto nel pomeriggio d’estate c’è un caldo che non si può stare, che la gatta si vede che lei ha un metabolismo tutto diverso, Non suda, ha detto Francesca dopo che l’ha guardata dieci minuti con attenzione, invece noi sudavamo.Era meglio se stava in camera a guardare la gatta, Francesca, invece di dirmi Andiamo da Feltrinelli International che c’è l’aria condizionata e poi fermarsi tirarmi per la camicia dirmi Ignorante, sotto i portici di via Marsala che sotto i portici di via Marsala Bologna d’estate c’è un caldo che non si può stare.Bologna, fa l’editore, non senti com’è evocativo già questo titolo, Bologna, fa l’editore, cosa ti vien da pensare sentire questa parola Bologna, fa l’editore.Bologna è una grassa signora dai fianchi un po’ molli, mi vien da pensare, faccio io all’editore, invece mi sono sbagliato, adesso ho cambiato parere. Adesso lo so, cosa dirgli io all’editore quando mi chiede Bologna cosa ti vien da pensare a sentire questa parola Bologna.A Bologna d’estate c’è un caldo che non si può stare, mi vien da pensare a sentire, questa parola, Bologna.Ignorante, mi dice Francesca, mi tira per la camicia mi dice Ignorante, non una volta qualsiasi, una volta che a Bologna c’è un caldo che non si può stare, non in un posto qualsiasi, sotto i portici di via Marsala, non un giorno qualsiasi, il giorno che devo cominciare questo romanzo che devo pensare chi devo chiamare sentirlo per questo romanzo che devo iniziare e invece non ci posso pensare, chi devo chiamare, che mi devo difendere che Francesca mi tira per la camicia mi dice Ignorante.Chi conosci a Bologna, mi fa l’editore, conosci Eco? Non lo conosco. Conosci Bifo? Non lo conosco. Conoscerai i nuovi scrittori, chi conosci, conosci Lucarelli? Non lo conosco.Simona Vinci, la conosci? Non la conosco. La Mazzuccato, la conosci, la Mazzuccato? Non la conosco. Conosci Brizzi, Enrico Brizzi, lo conosci? Non lo conosco. Conosci i Blissett, conosci Fois, chi cazzo conosci, a Bologna? I Blissett e Fois non li conosco, conosco Mimì. Mimì? E chi è, Mimì? Emidio Clementi, si chiama, è il cantante dei Massimo Volume, non li conosci?Sono famosi, a Bologna, ho detto io all’editore.Ignorante, mi dice Francesca, mi tira per la camicia Ignorante, mi dice, non dirmi più che sono bellissima, Ignorante, mi dice.Che io ho fatto lo sbaglio di leggerle una cosa che ho scritto due anni fa che il protagonista diceva che la sua morosa era bellissima, Anche a me mi dici bellissima, mi dice Francesca,Ignorante.Sai quanti sono gli studenti del Dams? mi fa l’editore, Sai quante copie vendiamo di un romanzo che si chiama Bologna che parla di loro? Editore, faccio io all’editore, io non te l’ho detto, ma adesso io qui tra poco io vado in Russia, già comprato i biglietti, cosa comincio a fare un romanzo che si chiama Bologna se qui tra poco io vado in Russia già comprato i biglietti? In Russia? mi fa l’editore. In Russia? mi fa. Sai quanti sono i comunisti in Italia? mi fa l’editore. Sai quante copie vendiamo di un romanzo che si chiama Bologna che c’è dentro anche la Russia?

Recensioni

Camillo Langone su: Il Giornale (12/10/2007)

Paolo Nori se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Chi altri avrebbe il coraggio di definire il proprio libro un fallimento? L'autore stesso ci fa sapere, nella nota finale di Siam poi gente delicata, che il sottotitolo doveva essere «Fallimento di una guida della città di Bologna». Poi in Laterza hanno pensato che una simile definizione avrebbe respinto i lettori e il sottotitolo è cambiato in «Bologna Parma, novanta chilometri». Peccato, perché Nori aveva visto giusto. Siam poi gente delicata come guida di Bologna è un disastro. Intendiamoci: non che Nori dia informazioni sbagliate. Non dice che il piatto tipico petroniano sono le orecchiette con le cime di rape o che il massimo scrittore bolognese è Andrea Camilleri. No, niente di tutto questo. Semplicemente, riguardo a Bologna, non dice nulla.Se Nori non ci fosse bisognerebbe inventarlo, solo lui è capace di teorizzare simili assurdità: «Qui non si prova a scrivere una guida senza riuscirci, qui non ci si prova neanche». Bisognava però avvisare il grafico della Laterza che invece in copertina ha piazzato le Due Torri inducendo un citrullo come me (e chissà quanti altri) ad abboccare. Nori parla di tante città: San Pietroburgo, Voghera, Piacenza... La riflessione più compiuta è riservata a Genova, capriccio che viene giustificato con qualcosa di molto simile a una presa in giro: «Avere una guida di Bologna che parla di Genova può essere solo un vantaggio». Nel libro c'è anche l'incontro surreale con l'editore che domanda a Nori se conosce Umberto Eco o Bifo o Carlo Lucarelli o Simona Vinci o Enrico Brizzi o Francesca Mazzucato o i Luther Blissett o Massimo Fois, insomma un autore bolognese purchessia, e lui ammette di non conoscere nessuno.Non conoscendo nulla della città che dovrebbe descrivere non gli resta che parlare di se stesso, la cosa che dal suo esordio (1999) gli riesce meglio. Gli riesce talmente bene che la sua prosa divagante e squinternata vanta ormai numerosi tentativi di imitazione. L'ultimo emulo è il piacentino Paolo Colagrande, premio Campiello opera prima con Fìdeg (Alet edizioni). Ma finora nessun allievo ha superato il maestro, soltanto Nori riesce contemporaneamente a esasperare e ad avvincere il lettore, parlando di gatti e degli anni che passano, di Tolstòj e della Telecom. Ci sono momenti in cui ti viene voglia dì picchiarlo, a esempio quando si dilunga sui problemi intestinali del suo gatto o quando la sintassi gli scappa definitivamente dalle mani: «Poi delle volte mia figlia forse per l'accordatura coi suoi coetanei che ha avuto per il fatto di aver fatto l'asilo una volta un bambino americano con una mamma americana si è messo a piangere allora sentire un suo coetaneo che piangeva anche mia figlia stava per mettersi a piangere anche lei».Col suo scrivere riproducente il parlato, con la sua idea molto personale di punteggiatura, coi suoi discorsi diretti che non si capisce dove cominciano, con la sua impermeabilità al congiuntivo, Nori non diventerà accademico della Crusca ma possiede uno stile ipnotico che sequestra il lettore. Nori se non ci fosse bisognerebbe inventarlo ma il lettore stia in guardia: se ha bisogno di una guida di Bologna ne compri una del Touring Club.

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