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Ontologia

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- disponibile anche in ebook
Edizione: 20082
Collana: Biblioteca Essenziale Laterza [67]
Serie: Filosofia
ISBN: 9788842076230
Argomenti: Filosofia contemporanea: storia e saggi
  • Pagine: 184
  • Al momento non disponibile presso il nostro magazzino

In breve

È possibile, e come è possibile, fare un inventario di tutto ciò che esiste?

Leggi un brano

Si è soliti identificare l’ontologia con quel ramo della filosofiache nasce dalla domanda: «Che cosa esiste?». E si è solitiprecisare che questa domanda ammette due tipi di risposta.La prima risposta è facile, per non dire banale, e si puòriassumere in un’unica parola: «Tutto». Come ha scrittoQuine [1948: 3], esiste tutto in quanto non ha senso parlaredi «entità inesistenti», e chi la pensasse diversamente manifesterebbenon già un disaccordo ontologico, bensì di aver travisatoil concetto stesso di esistenza. Naturalmente esistonogli elefanti ma non gli unicorni – si dirà – né i quadrati rotondi,ma ciò non significa che unicorni e quadrati rotondisiano cose che non esistono. Significa semplicemente che nonesistono cose del genere.

Proprio in quanto sarebbe contraddittorio asserire chequalcosa non esiste, tuttavia, asserire che tutto esiste è tautologico,cioè privo di contenuto, quindi privo d’interesse. Se chiediamoa un amico che giorno è, non ci accontentiamo della risposta:«Oggi». Se chiediamo a qualcuno dove ci troviamo,non ci accontentiamo della risposta: «Qui». Queste rispostesono tanto corrette quanto inutili. Allo stesso modo, se chiediamoa un filosofo che cosa esiste, non possiamo accontentarcidella risposta: «Tutto». Anche su questo Quine è statopreciso: dire «tutto» equivale a dire nulla. Quando in filosofiaci si domanda che cosa esiste si mira piuttosto a fornire una caratterizzazionedettagliata di questo tutto, ossia a specificarequali entità vi rientrino, o almeno quali tipi di entità. Si miracioè a redigere quello che Broad [1923: 242] chiamava un «inventariocompleto» del tutto. E questo ci porta al secondo tipodi risposta, in merito alla quale filosofi di orientamento diversopossono manifestare – e hanno effettivamente manifestato– opinioni anche molto divergenti. Per un filosofo diorientamento nominalista, ad esempio, il tutto includerà soltantoentità concrete, localizzate nel tempo e nello spazio,mentre un platonista vi includerà anche entità astratte, comele proprietà o le proposizioni. Un filosofo pluralista penserà altutto come a una struttura stratificata in vari «livelli di realtà»(le persone e i loro corpi, i tavoli e le particelle subatomicheche li costituiscono); un monista riconoscerà soltanto l’esistenzadi entità in qualche modo paritetiche (per esempio soltantoparticelle subatomiche), impegnandosi a ridurre ogniasserzione sul mondo a un’asserzione vertente su quelle entità.Che esista tutto non si discute: esistere significa né più né menoche fare parte del tutto. Che cosa si intenda con «tutto» –quali cose si debbano includere in un «inventario completo»– resta da stabilire.

In quanto segue cercheremo di illustrare un po’ meglio leramificazioni di questo genere di considerazioni, intorno allequali verte gran parte della discussione filosofica attualmentededicata all’ontologia. In particolare, nella prima parte (capitoli1 e 2) ci concentreremo su due ordini di questioni, ecioè (a) se l’ontologia si riduca davvero alla domanda «Checosa esiste?», e (b) quali siano gli strumenti di cui ci si puòservire per affrontare questa domanda (ed eventualmente altreche rientrano nel campo d’indagine dell’ontologia). Tanto(a) quanto (b) sono principalmente questioni di caratteremetafilosofico, e fanno tutt’uno con il problema di demarcareil campo d’interesse dell’ontologia rispetto a quello dellametafisica in senso lato. Nella seconda parte del testo (capitolo3) cercheremo invece di fornire un quadro dei quesiticoncreti di cui si occupano gli ontologi nel momento in cuiprocedono con l’esercizio effettivo della loro professione,quali che siano la visione di fondo e le metodologie a cui fannoriferimento. Sarà un quadro molto approssimativo, maconsentirà di identificare almeno alcune delle linee di ricercaattualmente più seguite. Del resto questo sarà anche il nostrolimite: tanto nell’ultima parte quanto nei capitoli che la precedonoci limiteremo appunto al panorama attuale. La storiadell’ontologia meriterebbe un trattamento a parte e qui nonverrà considerata se non in maniera molto tangenziale.

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