Password dimenticata?

Registrazione

Home > Notizie

Zygmunt Bauman nel ricordo di Giuseppe Laterza

Zygmunt Bauman e Giuseppe Laterza- Foto di Mario Boccia
ZYGMUNT BAUMAN
Il ricordo di Giuseppe Laterza 

Se ne è andato un amico di Casa Laterza, un intellettuale che ha saputo leggere il nostro tempo. Vi proponiamo, qui di seguito, l'intervento di Giuseppe Laterza pubblicato sull'Huffington Post il 9 gennaio 2017.

 

"Vorrei morire in viaggio" mi disse Bauman durante un recente incontro a Milano, in occasione della presentazione del dialogo con Ezio Mauro al Piccolo Teatro. Non era una ipotesi peregrina, vista la sua età avanzata e soprattutto la sua vita in perenne spostamento da un paese all'altro. Quando chiedevo alla sua seconda moglie, Aleksandra Kania - anche lei sociologa polacca - di verificare i suoi giorni liberi, lei tirava fuori un foglietto stropicciato in cui ogni settimana Bauman partiva per una città diversa, Buenos Aires, Varsavia, Venezia, Napoli... E invece è morto in casa sua, a Leeds, la vecchia capitale industriale a nord di Londra che lo aveva accolto negli anni Settanta dopo la sua fuga dalla Polonia, in seguito ai processi contro i dissidenti. E all'Università di Leeds Bauman era rimasto legato anche quando la sua fama internazionale, la traduzione dei suoi libri in tante lingue, gli avrebbero potuto assicurare una cattedra più prestigiosa.

Perché era una persona all'antica Bauman, uno che conosceva il valore della gratitudine. E quello della generosità. Quando gli abbiamo proposto di scrivere un libro direttamente per noi, se il tema gli piaceva, lo faceva di getto, senza pensarci due volte: così è stato per il libro sul capitalismo finanziario 'parassitario' così per il pamphlet intitolato Dell'arricchimento di pochi beneficiano tutti? Falso! per la nostra collana 'Idòla', come per il libro dialogo Babel con Ezio Mauro. Uno dei tanti dialoghi di Bauman, che negli ultimi i anni mi diceva di non pensare di aver più da dire molto di nuovo, se non nel confronto con altri, tanto più se molto diversi da lui per formazione e mentalità.

Perché la caratteristica più evidente di Bauman era la sua curiosità. Una curiosità irrefrenabile, senza limiti di spazio e di tempo. Leggeva tutto, dai rotocalchi popolari alle pagine di Facebook e si informava su tutto. È per questo che ad ascoltare Bauman, quando veniva a parlare in Italia, c'erano moltissimi giovani e giovanissimi: perché avvertivano che lui era un maestro senza retorica e senza ipocrisia, uno che guardava al mondo con semplice e genuina curiosità.

Quando andai a trovarlo a Leeds, per i suoi novant'anni, mi preparò un pranzo anglopolacco. "Cucinare mi piace molto" mi disse "so fare poche cose, ma credo di farle bene...". Nel suo piccolo salotto, zeppo di foto di allievi e amici a Varsavia, Tel Aviv, Londra, Roma, c'era il mondo cosmopolita di un grande intellettuale. Che si sentiva prima di tutto europeo e che credeva che l'Europa avesse senso solo come comunità accogliente e plurale. Perché, come recita il titolo del suo ultimo libro, gli Stranieri alle porte siamo noi stessi, sempre sui confini che separano i luoghi e le idee...


Giuseppe Laterza





comments powered by Disqus


Seguici in rete

facebook twitter youtube newsletter laterza

Ricerca

Ricerca avanzata

Lea libri e altro: la piattaforma di lettura in streaming di Laterza. Prova 1 mese gratis!

Lampi Laterza

App Lezioni di Storia

Notizie

Edizione:
Collana:
ISBN:
Argomenti:

copia il codice seguente e incollalo nel tuo blog o sito web:

torna su