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Mondazzoli. Un problema di democrazia


Mondazzoli

MONDAZZOLI

Cosa si rischia davvero

Alessandro e Giuseppe Laterza si pronunciano oggi su "Repubblica" a proposito delle conclusioni dell'Antitrust riguardo la fusione Mondadori-RCS libri. La posta in gioco non è soltanto l'eliminazione di una sana concorrenza.


Chiunque abbia a cuore i libri e la cultura dovrebbe leggere il documento dell'Antitrust relativo all'acquisizione di Rizzoli da parte di Mondadori.

Per ciascun settore in cui opererà il neonato gigante 'Mondazzoli' l'Antitrust espone con grande chiarezza i dati raccolti negli ultimi due mesi. (Il gigante peraltro produce oltre ai libri anche periodici ed è a sua volta parte di un grande gruppo multimediale come Fininvest, attivo anche nella televisione, nel cinema e nella raccolta pubblicitaria). Nel corso dell'indagine le quote di mercato dei principali gruppi editoriali italiani vengono confrontate in volume e a valore, negli scorsi anni e dopo la fusione. Quello che ne risulta è un panorama inquietante per il futuro della diffusione dei libri in Italia.

La conclusione dell'Antitrust, infatti, è che Mondadori, dopo aver incorporato Rizzoli, si troverà ad esercitare una posizione dominante nei mercati: 1) dell'acquisizione di diritti d'autore di libri italiani e stranieri di narrativa e saggistica,2) dell'editoria di libri narrativa e saggistica,3) dell'editoria di libri per ragazzi; 3) dell'editoria a fumetti; 4) dell'editoria e della distribuzione degli ebook. Come scrive l'Antitrust, la posizione dominante di Mondadori è tale da "eliminare o ridurre in modo rilevante la concorrenza su questi mercati nonché sui mercati a valle della distribuzione dei libri di varia alla GDO (grande distribuzione) della vendita al dettaglio di libri di varia e della vendita al dettaglio online di prodotti editoriali". In base a queste conclusioni, l'Antitrust delibera di avviare l'istruttoria che entro metà marzo la porterà a decidere circa la possibilità da parte di Mondadori di incorporare Rizzoli.

La posizione dominante implica - come si legge nel documento - la 'riduzione' o addirittura la 'eliminazione' della concorrenza nel mercato dei libri. E' questo un problema che riguarda solo gli editori, i librai, gli operatori del settore? No. Riguarda prima di tutto gli acquirenti, cioè i lettori di libri. Se oggi l'editoria italiana mantiene una grande varietà e creatività lo si deve anche al fatto che tante imprese editoriali, anche di piccole dimensioni, trovano spazio nelle librerie e a volte addirittura pubblicano bestseller. E questo è possibile perché - nonostante tutto-  sono ancora i librai a scegliere quali libri esporre in vetrina e sui banchi, ciascuno con i suoi gusti e le sue preferenze. Come potrà un qualunque libraio dire di no a Mondadori quando rischierebbe di vedersi penalizzato nella vendita del 40 o 50% dei libri presenti nella sua libreria?

Non stiamo parlando solo di un problema economico, che pure non è trascurabile, visto che il settore dà lavoro a decine di migliaia di persone. Parliamo di un problema culturale, perché ha a che fare con un mezzo di formazione essenziale come il libro. Di più, è un problema di democrazia, se è vero che questa presuppone il pluralismo delle idee e che si caratterizza - come ha scritto Amartya Sen - per la qualità del suo dibattito pubblico. Ecco perché il documento dell'Antitrust va letto, meditato e discusso in tutte le sue implicazioni non solo dagli 'addetti ai lavori'. Indipendentemente dai provvedimenti che saranno presi nei confronti della Mondadori.

 Alessandro e Giuseppe Laterza




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