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Vito Laterza e la fase post-crociana

Vito LaterzaIl sodalizio tra Giovanni Laterza e Benedetto Croce durò – si può dire – anche oltre la scomparsa, nel 1943, di Giovanni: di certo sino al 1952, anno in cui anche Croce scompare. Il difficile compito di proseguire l’attività della Casa Editrice fu assunto da Vito Laterza (1926-2001).

Entrato in Casa Editrice nel 1949 a fianco di Franco Laterza (uno dei figli di Giovanni), Vito non tenta nemmeno di trovare un «timoniere» che sostituisca funzionalmente Croce; punta invece alla costruzione di una rete di «amici di Casa Laterza» dalla quale trarre proposte e suggerimenti da incastonare nei contenitori editoriali da lui progettati.

Nel 1951, esattamente nel cinquantenario della Casa Editrice, esordisce la collana «Libri del Tempo», che tratta i temi del dibattito culturale e politico contemporaneo e che, nel primo quindicennio di vita, sconfina nel campo della narrativa, per assolvere al compito di rappresentare situazioni, argomenti, personaggi irriducibili a una scrittura saggistica tradizionale.

Intorno al 1960 vengono poi introdotte tre innovazioni essenziali: si avvia la costruzione di una rete di ispettori per la promozione in libreria e nelle scuole, che verrà successivamente integrata con l’affidamento della distribuzione alle Messaggerie Italiane; viene aperta una sede a Roma per agevolare i contatti editoriali; si fonda a Bari una redazione strutturata. Nel 1963 la vecchia società familiare in nome collettivo viene trasformata in una società per azioni, con organi amministrativi adeguati a una gestione aziendale più moderna.

L’esito del percorso tracciato da Vito Laterza vede quindi, tra il 1960 e il 1980, cambiare il volto della Casa Editrice. Al nucleo redazionale barese se ne aggiunge uno romano, e nel 1972 la sede legale viene trasferita a Roma: dall’aprile dell’anno successivo, sui frontespizi dei libri Laterza il luogo di pubblicazione è «Roma-Bari». Il numero medio delle novità pubblicate per anno cresce notevolmente: da una cinquantina, alla metà degli anni Sessanta, a un centinaio alla fine del decennio, a centoventi circa alla fine degli anni Settanta. Anche le tirature medie ottengono, soprattutto tra il 1964 e il 1970, un forte incremento, cui fa da traino la collana tascabile «Universale Laterza» (1964), che oscilla tra le dieci e le quindicimila copie – anche in ristampa. Al medesimo periodo appartengono iniziative di particolare successo: la collana «Storia e Società» (1964), destinata a ospitare titoli di storia per un pubblico più largo; le «Grandi Opere» (1968), che si affermano nel campo degli studi di architettura e urbanistica; i «Saggi tascabili Laterza» (1974), che impongono il modello del libro-intervista, tascabile, sui grandi temi di attualità politica e culturale. Nel mondo della scuola una decisa ondata di rinnovamento è portata dai manuali di letteratura italiana di Carlo Salinari e Carlo Ricci (1969); di storia di Rosario Villari (1969); di filosofia di Francesco Adorno, Tullio Gregory e Valerio Verra (1973).


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