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Editori Laterza

Aggiornamento 2004

Introduzione

1. Le ricerche bibliografiche

2. Information retrieval:
strumenti e strategie

3. Opac e biblioteca virtuale

4. Biblioteche e Opac
nel mondo

5. Biblioteche e Opac
in Italia

6. Biblioteche
e Opac europei

7. Le biblioteche
e gli Opac statunitensi

8. Opac specializzati,
archivi e musei

9. Oltre i cataloghi: i testi

10. Banche dati: archivi
e host computer in Internet

11. Metarisorse generali
e informazioni per bibliotecari

Principali acronimi utilizzati

Bibliografia

Parte prima – Concetti e strumenti

1. Le ricerche bibliografiche

Natura e attori delle ricerche bibliografiche
Tipologie di supporti e di documenti
Bibliografie e cataloghi
La descrizione bibliografica
Autori, titoli, classi e soggetti
Tipologie di biblioteche


 

La distinzione fra bibliografie e cataloghi può apparire a prima vista sottile, ma è assolutamente necessario comprenderla per muoversi con sicurezza e disinvoltura nell'universo documentario ed effettuare ricerche bibliografiche rapide ed efficaci.

Una bibliografia elenca tutti i documenti esistenti con determinate caratteristiche, ma senza indicare dove recuperarli per poterli leggere, mentre un catalogo include tutti i documenti di cui una determinata biblioteca o un gruppo di biblioteche possiede almeno un esemplare, indicando per ciascuno di essi dove poterlo reperire, per leggerlo in loco o, in certi casi, per prenderlo in prestito o riprodurlo.

La bibliografia si occupa di documenti astratti, che sono stati pubblicati ma che potrebbero anche essere difficili o impossibili da raggiungere, concentrandosi sul loro contenuto informativo, sulla loro paternità autorale ed editoriale, sulla lingua in cui sono stati redatti, sulla loro data di pubblicazione e su qualsiasi altra caratteristica venga considerata di volta in volta discriminante per l'inclusione o meno nella bibliografia stessa.

Il catalogo di una biblioteca, al contrario, «fotografa» nel modo più accurato possibile la collezione di documenti fisici realmente conservati e messi a disposizione degli utenti finali da quella biblioteca, indipendentemente dal loro contenuto e dalle loro altre caratteristiche, sempre che la biblioteca non divida il proprio posseduto in più cataloghi.

Lo schema di base della maggior parte delle ricerche bibliografiche può essere ricondotto a questa sequenza: la consultazione delle bibliografie per scoprire che cosa è stato pubblicato nel settore oggetto della ricerca, quindi l'interrogazione dei cataloghi per sapere dove rintracciare quello che si vuole effettivamente leggere e infine le operazioni necessarie per ottenere in concreto i documenti desiderati. In uno slogan: le bibliografie per scoprire, i cataloghi per localizzare, e un viaggio (reale o virtuale) per ottenere.

Ciò non toglie che talvolta si possano consultare i cataloghi come se fossero bibliografie e le bibliografie come se fossero cataloghi. Se di un certo libro non interessa leggere il contenuto ma soltanto conoscere la data esatta di pubblicazione, per esempio, si può consultare solo un catalogo, limitandosi a trarne direttamente questa informazione senza voler poi leggere il documento. Viceversa, sapendo che la Biblioteca nazionale centrale di Firenze dovrebbe conservare una copia di ogni nuovo libro stampato in Italia a partire dal 1870, si può consultare la Bibliografia nazionale italiana per scoprire l'esistenza «astratta» di un determinato libro italiano, supponendo di poterne trovare un esemplare fisico a Firenze.

Il passaggio dalla bibliografia al catalogo fino al testo completo (full text) del documento è favorito, in ambiente elettronico, dall'emergente tecnologia spesso denominata del «linking», che tramite lo standard Openurl permette al lettore di passare direttamente dal riferimento bibliografico alla scheda catalografica fino al documento stesso. Tale fluidità, attualmente, è possibile solo utilizzando fonti del medesimo produttore (o di produttori che hanno stretto accordi fra loro), ma ci sono segnali incoraggianti che un processo di progressiva standardizzazione permetta di superare presto questo limite.

Le bibliografie possono essere meramente descrittive dei documenti inclusi (e in tal caso vengono definite «segnaletiche») oppure commentate (bibliografie «ragionate») o addirittura dotate di giudizi (bibliografie «valutative»). Una bibliografia può cercare di registrare la totalità dei documenti dotati delle caratteristiche che definiscono il campo censito (bibliografie «esaustive») oppure limitarsi a evidenziarne solo i principali (bibliografie «selettive»), così come possono occuparsi di un singolo argomento o disciplina (bibliografie «specializzate») o coprire uno spettro più ampio, non legato a dei soggetti particolari (bibliografie «generali»). Le bibliografie possono infine rivolgersi, una tantum, a un periodo delimitato del passato (bibliografie «retrospettive»), oppure seguire la produzione dei nuovi documenti, elencandoli man mano che escono, con una cadenza di aggiornamento più o meno frequente (bibliografie «correnti»).

Non sempre le bibliografie sono pubblicate come documenti indipendenti; talvolta repertori bibliografici anche importanti sono celati nelle appendici di monografie o pubblicate a puntate all'interno di periodici; in tal caso si parla di «criptobibliografie».

Una delle tipologie di bibliografia più nota e più utilizzata è quella degli spogli bibliografici specializzati, che elencano tutti gli articoli usciti all'interno di periodici e miscellanee (raramente anche le monografie autonome) in un determinato campo disciplinare, a livello nazionale o internazionale; gli spogli sono spesso disponibili sotto forma di banche dati on line e su Cd-Rom (si veda per esempio Medline nel capitolo 10).

Un altro tipo molto importante è costituito dalle bibliografie nazionali, in linea di massima segnaletiche, esaustive, generali e correnti, che registrano tutte le pubblicazioni a stampa prodotte in un determinato paese e che sono quasi sempre disponibili anche su Cd-Rom; solo raramente, invece, sono consultabili gratuitamente su Web, con l'importante, recente eccezione di quella francese <http://bibliographienationale.bnf.fr>, interrogabile però con modalità notevolmente ridotte rispetto alla versione su disco.

Si elencano qui, a titolo indicativo, le versioni su Cd-Rom di alcune bibliografie nazionali, con l'area nazionale e cronologica coperta e il numero dei documenti indicizzati:

Cubi: Catalogo cumulativo del bollettino Bncf
(Ie-Bncf)

Italia 1886-1957

490.000

Bni: Bibliografia nazionale italiana (Ie-Bncf)

Italia 1958-

520.000

Bnb: British national bibliography (Bl)

Uk 1950-

1.700.000

Deutsche Nationalbibliographie Germania
(Die deutsche Bibliothek)

1945-

3.700.000

Bibliographie nationale française (Bnf-Ch)

Francia 1970-

1.300.000

Russian national bibliography Russia
(Russian book chamber - K.G. Saur)

1889-

1.250.000

Una categoria che si trova al limite fra la bibliografia e il catalogo è quella dei cosiddetti «cataloghi editoriali», in quanto la disponibilità dei documenti elencati non è garantita a tempo indefinito da una biblioteca ma è limitata al periodo in cui sarà possibile acquistarli in libreria o presso l'editore. I «cataloghi dei libri in commercio», pubblicati a stampa e su Cd-Rom, includono tutto ciò che si può reperire sul mercato librario nazionale ad una determinata data e costituiscono una sorta di catalogo collettivo degli editori di un determinato paese. Talvolta includono anche annunci sulle novità di prossima pubblicazione e registrazioni relative a libri esauriti. La versione su Cd-Rom del Catalogo dei libri in commercio italiani (pubblicato annualmente dalla Editrice Bibliografica) si chiama Alice Cd e non ha niente a che vedere col sito Web dedicato al mondo dell'editoria Alice.it <http://www.alice.it>, se non la comune appartenenza ad Informazioni editoriali, il ramo elettronico della Editrice Bibliografica.

Per le lingue più diffuse a livello internazionale esistono talvolta anche cataloghi dei libri in commercio sovranazionali. Si elencano qui, a titolo indicativo, le versioni su Cd-Rom di alcuni cataloghi dei libri in commercio (la maggioranza dei quali ormai disponibili anche in versione on line, ovviamente sempre a pagamento), con l'indicazione dell'area nazionale o linguistica coperta e il numero dei documenti indicizzati:

Alice Cd (Ie)

Italia

520.000

Bookbank (Whitaker)

Uk

1.000.000

Books in print (Bowker)

Usa

1.800.000

Electre (Electre)

Francia e lingua francese

420.000

Vlb aktuell (Buchändler vereinigung)

lingua tedesca

700.000

Bookfind Cd (Book data)

lingua inglese

2.000.000

Global books in print (Bowker)

lingua inglese

3.200.000

Per i «periodici in commercio» esistono specifici repertori internazionali, quali Ulrich's international periodicals directory e The serials directory della Ebsco, entrambi disponibili anche on line e su Cd-Rom, e nazionali, come per l'Italia il Catalogo dei periodici italiani curato da Roberto Maini per l'Editrice Bibliografica, disponibile purtroppo solo su carta.

Vi sono anche analoghi repertori, cartacei ed elettronici, per i «Cd-Rom in commercio» e per le banche dati disponibili in linea a pagamento, come i due prodotti del gruppo Gale-Thomson, la Gale directory of online, portable, and Internet databases (15.600 titoli), disponibile anche in due volumi a stampa, uno per le banche dati in linea e uno per quelle su supporto portatile, e Cd-Roms in print (13.000 titoli), che si concentra esclusivamente sui dischi ottici, includendo non solo le banche dati ma anche quelli detti «multimediali».

Una funzione di repertorio e di primo orientamento in questo ambito può essere svolta anche dai cataloghi dei distributori nazionali di questi tipi di prodotti, spesso disponibili gratuitamente in Rete, quali ad esempio: E.S. Burioni <http://www.burioni.it>, Cenfor <http://www.cenfor.it>, Dea <http://www.deanet.it> e Informazioni editoriali <http://www.ie-online.it> per l'Italia.

Esistono perfino le «bibliografie di bibliografie», cioè gli elenchi di bibliografie, la più vasta delle quali (Theodore A. Besterman, A world bibliography of bibliographies, Societas Bibliografica, 1965-1966) raccoglie in cinque voluminosi tomi più di 117.000 bibliografie in 40 lingue, ordinate per soggetto. I cinque tomi sono stati aggiornati in seguito da altri due volumi (Alice F. Toomey, A world bibliography of bibliographies 1964-1974, Rowman & Littlefield, 1977) e continuano ad essere completati da una bibliografia corrente quadrimestrale (Bibliographic index: a cumulative bibliography of bibliographies, Wilson, 1938-).

Per una rassegna in lingua italiana delle bibliografie generali si rimanda alla corposa Guida alla bibliografia internazionale di Andrea Martinucci (Editrice Bibliografica, 1994) e al più conciso e aggiornato La bibliografia. Un'introduzione di Gianna Del Bono (Carocci, 2000), mentre per quelle speciali si possono consigliare, in italiano, il Manuale internazionale di bibliografia, in 4 volumi, di Wilhelm Totok e Rolf Weitzel (Editrice Bibliografica, 1979-1983) e la Guida bibliografica per gli studenti di lettere e filosofia e di magistero di Guglielmo Manfré (Guida, 1978), entrambe però piuttosto datate. A queste si possono affiancare le varie guide alle opere di consultazione molto diffuse nel mondo anglosassone, come ad esempio la classica Walford's guide to reference material (Library association, ottava edizione, 2000), in tre volumi.

I cataloghi bibliotecari, fino a qualche tempo fa, erano consultabili quasi esclusivamente recandosi fisicamente nelle relative biblioteche e lavorando direttamente, in loco, con i cataloghi cartacei a schede o con quelli automatizzati disponibili su un computer. Facevano eccezione quelli delle grandissime biblioteche (British library, Bibliothèque nationale de France, Library of Congress), e di alcuni grandi consorzi di biblioteche, come il National union catalog (Nuc) delle biblioteche statunitensi e canadesi, o il Gesamtkatalog der preussischen Bibliotheken, o ancora il Bollettino delle opere moderne straniere acquisite dalle biblioteche pubbliche statali italiane (Boms). Altre eccezioni erano costituite dai cataloghi limitati ai soli periodici (per l'Italia, ad esempio, il Catalogo collettivo nazionale delle pubblicazioni periodiche del Cnr-Isrds) e da sporadiche iniziative di singole biblioteche o di loro gruppi in ambito cittadino, regionale, di ateneo o disciplinare. Si tratta di cataloghi di solito disponibili come volumi a stampa e spesso anche su microfiche e Cd-Rom. Per il resto, esclusi singoli fondi di particolare interesse o di intere biblioteche specializzate e i bollettini delle nuove accessioni, a volte stampati e diffusi con mezzi di fortuna, si è dovuto aspettare che le biblioteche cominciassero ad affacciarsi sulle reti telematiche per poter sapere anche a distanza cosa fosse contenuto nelle loro collezioni.

Le biblioteche, in grande maggioranza finanziate con fondi pubblici, hanno tradizionalmente sempre messo a disposizione gratuitamente i loro cataloghi a chi si recava in loco per consultarli, ed è abbastanza naturale che, dopo la parentesi necessariamente «commerciale» della distribuzione a mezzo stampa e Cd-Rom, si sia tornati, in Rete, all'accesso gratuito, ora consentito dalla maggior parte delle biblioteche mondiali.

Le bibliografie, invece, sono state tradizionalmente redatte da singoli studiosi, o da enti di ricerca sia pubblici sia privati, o da editori e altri imprenditori che hanno sempre cercato quanto meno di recuperare le ingenti spese sostenute; non solo le versioni cartacee e su Cd-Rom, quindi, ma anche quelle disponibili in Rete, cui si accennerà nella terza parte, sono state fin dall'inizio sottoposte a tariffazioni di varia natura.